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La bellezza ritrovata dell’ambiente ripulito: #nelnostropiccolo torna in azione, ospite lo chef stellato Sergeev

PORTO SAN GIORGIO - Il gruppo di volontari spontaneo dedito alla raccolta di rifiuti abbandonati lungo le strade e negli ambienti naturali questa volta si è messo all'opera partendo dal parcheggio antistante il Palasavelli. Ospite lo chef stellato Nikita Sergeev
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di Alessandro Luzi

Torna l’appuntamento con #nelnostropiccolo, gruppo di volontari spontaneo dedito alla raccolta di rifiuti abbandonati lungo le strade e negli ambienti naturali. Questa volta il ritrovo è nel parcheggio antistante il Palasavelli. “Siamo tornati a pulire Porto San Giorgio da tre settimane – commenta Sonia Trocchianesi – è una iniziativa originale ma anche utile, infatti ogni volta accumuliamo ingenti quantità di rifiuti che altrimenti sarebbero rimasti a giacere nell’ambiente. È un lavoro impegnativo svolto con passione e dedizione da una decina di volontari”. A caratterizzare gli appuntamenti è la presenza di ospiti dediti alle arti come pittori, scrittori, giornalisti; ognuno con un’esperienza da raccontare agli altri. Il filo conduttore è la bellezza: da una parte insita nel paesaggio, dall’altra nell’esperienza artistica.

Ieri è stato il turno di Nikita Sergeev, fresco di stella Michelin: “È stata una grande emozione. Il momento migliore è stato condividere la gioia con il resto del personale. Il nostro è un lavoro difficile e dispendioso, questo premio serve da stimolo per continuare a migliorare. Adesso ci godiamo le ferie, torneremo ad aprile ancora più motivati”. Presente anche l’assessore Andrea Di Virgilio

Poi lo chef stellato si sofferma sulla sua esperienza, sui motivi per cui ha scelto Porto San Giorgio, sul suo percorso di studi e sulla passione per la cucina: “Vivo qui da ventitre anni. Sono venuto per la prima volta da vacanziere insieme ai miei genitori. Per un periodo abbiamo viaggiato molto tra Russia e Italia, per poi stabilizzarci a Campofilone. Io negli anni ho scelto Porto San Giorgio perché la frequentavo spesso per attività di routine, come passeggiare o fare la spesa. Nel frattempo mi innamoro della cucina e del modo di vivere degli italiani, in particolare del Fermano”. Tuttavia Sergeev effettua gli studi in Russia, dove frequenta l’Università. Però una volta terminati gli studi fa una scoperta amara: la sua laurea non è riconosciuta in Italia. “È stata una doccia fredda – continua Nikita – allora decido di seguire la mia seconda passione, ossia la cucina. Mi iscrivo alla Alma, scuola di cucina parmense, diretta da Gualtiero Marchesi, un grande rettore”. Sono arrivati anche i primi fallimenti ma riconvertiti subito in successi prestigiosi. “Apro la mia prima attività in viale Don Minzoni perché per rimanere in Italia occorreva sposarsi o avviare una carriera lavorativa. Quindi intorno al 2013, grazie al supporto morale ed economico dei miei genitori, nasce la prima esperienza con il primo progetto Arcade. Pensavamo, sbagliando, di aver portato qualcosa di nuovo. La prima stagione andò malissimo, gli incassi furono esigui. Da qui abbiamo iniziato a ricostruire un percorso nuovo. Nel 2015 divento per Luigi Cremona, importante critico culinario, chef emergente del centro Italia”. Ecco allora la svolta. “Inizia ad arrivare anche gente da fuori ed il mio nome incomincia a circolare nell’ambiente. Cresce l’attenzione verso i nostri confronti. Arrivano anche vari riconoscimenti. Perciò optiamo per diminuire le postazioni per concentrarci sempre più sul gusto e la qualità dei prodotti”. Poi arrivano le chiusure imposte dalle misure restrittive, ma Nikita non si arrende nemmeno stavolta. La sua passione lo spinge verso nuovi orizzonti “Nel frattempo ho fatto nuove conoscenze, tra cui Aurelio Damiani che mi ha tenuto sempre sotto la sua ala protettiva. Ecco allora l’attuale Arcade, una sorta di passaggio del testimone in un punto strategico di Porto San Giorgio”.

Dato l’ospite di prestigio Sonia Trocchianesi approfitta per chiedergli una ricetta del momento: “In questo periodo avrei cucinato delle seppie con olio e spinaci. Sono prodotti molto diffusi nel periodo autunno-inverno e questo è importante perché per noi la cucina sostenibile è un valore fondamentale. La cucina non è solo unire due ingredienti e preparare qualcosa di commestibile, ma è anche saperlo raccontare e proporlo al cliente. Due uova in padella ti saziano ma non è la ristorazione”. Il pomeriggio si chiude con la merenda finale per ritemprarsi e contemplare il paesaggio appena pulito.


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