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Infrastrutture, ricostruzione e sanità: la ricetta FdI per il rilancio di Amandola e della zona montana

AMANDOLA - L'incontro “Ricostruiamo la montagna del futuro” ieri sera organizzato dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Fermo nella sala dell’ex Pretura insieme al gruppo consiliare Amandola è dei Cittadini. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture e alle Aree interne, Francesco Baldelli, il presidente della II commissione Sviluppo economico, Andrea Putzu e la presidente della IV commissione Sanità, Elena Leonardi.
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“Infrastrutture, ricostruzione e sanità”. Sono stati questi i tre pilastri sui quali si è parlato nell’incontro di ieri, “Ricostruiamo la montagna del futuro” organizzato dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Fermo nella sala dell’ex Pretura ad Amandola insieme al gruppo consiliare Amandola è dei Cittadini. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alle Infrastrutture e alle Aree interne, Francesco Baldelli, il presidente della II commissione Sviluppo economico, Andrea Putzu e la presidente della IV commissione Sanità, Elena Leonardi. Molti i sindaci ed amministratori della località limitrofe che, insieme a numerosi partecipanti, hanno ascoltato le varie relazioni.

Ad entrare nel vivo dell’iniziativa il coordinatore Andrea Balestrieri che ha ringraziato il gruppo di Fdi Amandola per il lavoro che stanno facendo, coadiuvato dai consiglieri comunali locali Raffaele Vittori e Danilo Del Gobbo del gruppo consiliare “Amandola è dei cittadini”, e ha ribadito come “FdI abbia sempre riservato la massima attenzione alle aree interne e le sue problematiche, sia a livello locale che regionale. Aree che possono e devono essere il volano della ripartenza di queste zone interne”.

A supporto delle sue parole, le schede tecniche proposte alla platea dai consiglieri Del Gobbo e Vittori che, di fatto, hanno dato il via alla discussione vera e propria, a partire dalla presidente della IV Commissione Sanità Elena Leonardi. “Vogliamo costruire un modello nuovo di sanità partendo proprio dalle campagne di ascolto, come quella fatta quest’estate qui nella città di Amandola, dando vita a una macchina amministrativa snella e che sia in grado di dare risposte al territorio. Noi siamo a disposizione per dialogare con le istituzioni locali al fine di ottenere suggerimenti per rispondere alle esigenze reali della popolazione”.


L’intervento del presidente della II commissione Sviluppo economico, Andrea Putzu si concentra “sugli errori fatti dalla precedente giunta regionale. Se in passato, come suggerito da molti, si fosse subito rimesso in sesto l’Ospedale Vittorio Emanuele II di Amandola, in questo momento avremmo avuto medicina ad Amandola attiva e  nemmeno saremmo stati qui a discutere. Invece, qualcuno ha preferito ergersi, ed invece di collaborare con i sindaci del territorio e con l’opposizione, costruendo con 2.5 milioni di euro una struttura provvisoria ed a distanza di 5 anni dal sisma, si tenta di dare la colpa alla giunta Acquaroli che è in carica da solo un anno. Se in passato sono stati compiuti errori gravi, il colpevole non può essere chi è arrivato adesso. L’ospedale in questa zona, non è fondamentale solo per Amandola, ma deve essere una risorsa per il territorio intero, non è possibile che un singolo decida per tutti. In una situazione di questo tipo serviva e serve tutt’ora unità tra maggioranza ed opposizione perché parliamo di un servizio essenziale per il territorio. Ad Amandola e di conseguenza in tutta la zona montana, è fondamentale una postazione per le emergenze sanitarie, ovvero un Pronto soccorso che funzioni al meglio. Tutti noi vogliamo una struttura di medicina, ma se non ci sono i servizi collaterali come radiologia, Tac e altro è solo una vetrina politica. Bisogna servire la zona montana nel modo corretto, unendo servizi sanitari all’altezza”.

 

A chiudere, l’assessore regionale, Francesco Baldelli. “Le fragilità iniziano dove ci sono problemi con le strade. Noi stiamo lavorando per risolvere le problematiche infrastrutturali. I borghi e i Comuni montani potranno puntare ad un concreto rilancio, solo attraverso la ricostruzione delle infrastrutture, è da qui che le Marche potranno diventare una risorsa per tutto il territorio nazionale e di conseguenza la cerniera per il centro Italia. Non possiamo accettare che la nostra Regione venga considerata dall’Europa come una Regione in transizione e per questo stiamo tutti lavorando intensamente”.


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