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Presentato il progetto ‘Return to work’: il sostegno alle donne colpite da carcinoma mammario

FERMO - Presentato stamane alla sede dell'Area Vasta 4 ‘Return to work: terapie occupazionali e sostegno integrato per donne con storia di carcinoma mammario’, progetto a sostegno delle donne colpite da tumore al seno. L'obiettivo consiste nel reinserirle nel mondo del lavoro o offrire attività di supporto quotidiano
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Conferenza di presentazione del progetto ‘Return to work’

di Alessandro Luzi

Questa mattina presso la sede dell’Area Vasta 4 di Fermo, alla Sala del Teatrino, è stato presentato ‘Return to work: terapie occupazionali e sostegno integrato per donne con storia di carcinoma mammario’, progetto a sostegno delle donne colpite da tumore al seno.

Il progetto, interamente finanziato dalla Regione con un Fondo Sociale europeo dedicato, è promosso dalla Clinica Oncologica dell’Università Politecnica delle Marche insieme all’Area Vasta 4 di Fermo e da una rete qualificata di organizzazioni esperte quali l’associazione Semper Odv e la Compagnia delle Opere. Alla presentazione, presenziata dal prefetto di Fermo, Vincenza Filippi, hanno partecipato diverse personalità del mondo della sanità regionale, politiche e dell’associazionismo come Mauro Silvestrini, preside della Facoltà di Medicina dell’Univpm, Rossana Berardi, ordinario di Oncologia dell’Univpm, Roberto Grinta, direttore dell’Area Vasta, Renato Bisonni, direttore Uoc di Oncologia del Murri, Sabrina Petrelli, sociologa Asur dell’Area Vasta 4, Maria Giovanna Cicconi, responsabile alle Relazioni soci della Compagnia delle Opere Marche Sud, Marco Romeo, presidente della Semper Onlus Odv, infine Maria Lina Vitturini, presidente della Cpo regionale, Vincenza Filipponi, prefetto di Fermo, e Luciana Mariani, consigliere di maggioranza del Comune di Fermo.

“Il progetto nasce a seguito dell’adesione ad un bando promosso dalla Regione volto a dare la possibilità di realizzare progetti nelle Aree vaste – spiega Berardi – l’Università Politecnica delle Marche ha aderito e in virtù dei rapporti di collaborazione con l’Oncologia di Fermo e l’Area Vasta di Fermo abbiamo pensato di unire le forze e realizzare ‘Return to work’. Hanno partecipato anche la Semper Onlus Odv e la Compagnia delle opere, associazioni che si occupano di oncologia sul territorio marchigiano”.

Berardi approfondisce poi il contenuto del progetto: “Prevede la possibilità di inserire nel mondo lavorativo 12 donne disoccupate residenti nel Fermano, attraverso l’attivazione delle borse lavoro. Il compenso è fissato a 700 euro mensili. Inoltre viene garantita l’assistenza formativa a 20 donne già occupate, questo in vista di un miglioramento della loro professionalità. Ricordiamo infatti che le donne afflitte da tumore al seno possono riscontrare difficoltà anche quando hanno un lavoro. Perciò per queste 32 donne c’è un percorso formativo che va da conoscenze tecniche, come informatica e inglese, a conoscenze legate alla patologia. Questo per aiutarle anche a gestire al meglio i fastidi ed effetti collaterali. Infine è presente un supporto psico-oncologico perché ovviamente la malattia ha ripercussioni anche psicologiche”. Questo concetto viene sottolineato anche da Filippi e da Vitturini: “È una malattia che colpisce la sensibilità delle donne in quanto influisce anche dal punto di vista estetico e nelle relazioni quotidiane. Il problema diviene ancora più incisivo in caso di giovane età. Non basta solo il supporto medico ma è importantissimo anche quello psicologico. ‘Return to work’ è un’eccellenza per il territorio”.

Luciana Mariani porta i saluti del sindaco Paolo Calcinaro e in qualità di medico ricorda: “C’è una grande sinergia tra Area Vasta, Comune e Prefettura. Con questo progetto si vuole mostrare solidarietà a un paziente e far fronte a tutte le sue esigenze. Sentirsi queste diagnosi addosso sembra che tolgano dignità, invece non è così”. Questo è molto importante in quanto oggi la neoplasia mammaria rappresenta quella più frequentemente diagnosticata nel sesso femminile in ogni fascia di età. In particolare, i tumori della mammella sono i più costanti per le donne sotto i 49 anni (41%). “In particolare, nella Regione Marche ogni anno oltre 1300 donne si ammalano di tumore al seno e 150 donne iniziano una nuova terapia – ricorda Renato Bisonni – in vista di questa situazione dobbiamo poter ridare una speranza al paziente, per esempio rientrare nel mondo del lavoro con maggiori competenze in quanto la speranza di vita, grazie al progresso scientifico, è decisamente aumentata”. Concetto ribadito anche da Mauro Silvestrini: “Abbiamo cambiato l’approccio tradizionale basato solo sull’abilità di fare diagnosi e impiegare terapie migliori. Oggi siamo andati oltre. Grazie ai progressi della medicina e della coscienza è un carcinoma meno devastante. È importante che il nostro settore, la politica e le componenti sociali lavorino in sinergia”.

La scadenza della presentazione delle domande è il 23 dicembre 2021. È possibile inviarle all’indirizzo progetto.onco.av4@sanita.marche.it. Il modulo invece è disponibile al sito www.asurmarche.it nella sezione apposita.

Per far fronte a queste problematiche occorre un lavoro peculiare al territorio di Fermo, lo ricorda Roberto Grinta: “Lo stretto rapporto con l’Università di Ancona e le istituzioni permette di mettere a fuoco quel network importante sul territorio. Anche quest’anno il nostro ospedale ha ottenuto due bollini rosa”. Il lavoro svolto sul sociale è altrettanto importante in quanto va mutata l’immagine della donna colpita da tumore al seno, concetto rimarcato da Sabrina Petrelli: “Progetto pensato non per donne viste come soggetti vulnerabili ma donne viste come risorsa. Colgo l’occasione per ringraziare il Centro dell’Impiego per il supporto prestato”. Concludono la conferenza Marco Romeo e Maria Giovanna Cicconi: “Da oggi possiamo veramente iniziare ad aiutare in modo integrato queste donne nel sostegno psico-oncologico e nell’ambito lavorativo. Il nostro compito è inserire queste donne nel mondo del lavoro. Seguiranno dei colloqui per tracciare il bilancio di competenze e poi le inseriremo nell’ambito più adatto. Tuttavia non ci impegniamo solo a inserirle ma vogliamo anche che queste siano soddisfatte del loro lavoro”.


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