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Il Rinnovamento di Morese fa tremare la politica in vista del voto: “Il centrodestra? Non è affatto unito”

PORTO SAN GIORGIO - In vista delle elezioni amministrative, è evidente che Morese voglia andare con i civici e definisce Vesprini «un caro amico. In passato abbiamo avuto scontri importanti ma -ha riconosciuto Morese- è un uomo di grande umiltà e saggezza, con il quale ci siamo ritrovati sul tema sicurezza»
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di Serena Murri

Morese lancia Rinnovamento, un movimento politico ancorato al centro destra moderato e in cerca di uno spazio. Un gruppo senza cariche dirigenziali ma con una prevalenza di giovani, ragazzi che Morese ha portato con sé dal partito di Fdi, scollamento di cui l’ex segretario ha spiegato le ragioni.

Emanuele Morese e i suoi, dopo le dimissioni dalla segreteria di FdI, questa mattina al bar Mirò hanno presentato il nuovo progetto: «Siamo partiti da Rinnovamento cittadino -ha ricordato Morese- abbiamo deciso di aderire al progetto Fratelli d’Italia che veniva da Alleanza Nazionale, nel 2014 abbiamo fondato FdI a Porto San Giorgio. Abbiamo fatto moltissima strada puntando sempre al rinnovamento». Poi la precisazione, «ogni nostra scelta è sempre stata ragionata e non di presa visione del partito -ha scandito Morese- ora affrontiamo le elezioni amministrative. Un anno fa abbiamo fatto una massiccia campagna di tesseramenti con 80 tesserati in maniera autentica, con tanto di registrazione. All’improvviso il partito si è trovato con 8 tessere. Con noi le tessere c’erano, abbiamo affrontato un malessere ma se non ci sono più, un motivo c’è. Adesso c’è gente che vuole rilanciare i tesseramenti. Noi avevamo formato un direttivo con 12 persone senza mai avere un riscontro con i consiglieri comunali» dice Morese rivolgendo la stoccata ai consiglieri di FdI, Agostini e Vitturini.

«Ci siamo dimessi in massa -ha ripreso Morese- dopo un anno di tira e molla. All’ultima uscita sul giornale non concordata, abbiamo deciso di mettere un punto perché siamo persone libere e serie, cosa che non sempre va d’accordo con i partiti politici». Alla luce di questo, «abbiamo deciso di fare un passo indietro. Saputo che consiglieri sono stati premiati, oggi ci troviamo qui con un altro progetto con le stesse facce di ragazzi giovani e preparati».

I nomi del gruppo di Morese: Carlo Ricolo (tesoriere) Massimo Riccardo Tarantini (pesca e demanio); Ludovico Genna (comunicazione); Andrea Talamonti (famiglia); Michele Pernice (sport e ambiente); Andrea Astelli (politiche giovanili); Tunia Gentili (pari opportunità e lavoro); Roberto Vittori (sociale); Giacomo De Angelis (commercio e cultura); Beatrice Santarelli (turismo); Alessandro Ciarrocchi (sicurezza); Alessandro Lamona (lavori pubblici urbanistica).

In vista delle elezioni amministrative, è evidente che Morese voglia andare con i civici e definisce Vesprini «un caro amico. In passato abbiamo avuto scontri importanti ma -ha riconosciuto Morese- è un uomo di grande umiltà e saggezza, con il quale ci siamo ritrovati sul tema sicurezza». Sulla ipotesi che sia stato fatto fuori dal suo partito Morese ha commentato: «è giusto che un movimento politico nazionale faccia quello che vuole. Ognuno faccia la propria riflessione». Sul centro destra, Morese dice «non è affatto unito» e invece, strizza l’occhio alla Maggioranza quando sull’approvazione del Piano del porto, giudica sbagliata l’astensione dell’opposizione su uno strumento urbanistico che la città voleva. «Un errore politico. Noi avremmo votato a favore».

Sul programma politico Morese ha sentenziato «la prima cosa è la condivisione con gli altri. Vediamo quante tessere facciamo, alle prime 100 iniziamo a discutere dei programmi». Morese e i suoi, si rivolgono ad un «elettorato trasversale -ha spiegato l’ex segretario di FdI- siamo un grande movimento di persone che ha fatto una scelta di grande coraggio. C’è solo una ricetta per cambiare i paradigmi delle persone. Fdi ha scelto la quantità alla qualità. Il nostro paradigma è puntare al rinnovamento che non arriva senza scelte coraggiose. Abbiamo messo in conto che potremmo avere meno voti ma ce la giochiamo».

 


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