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Interlenghi: “Poche idee confuse fanno da sfondo alla megalomania dell’amministrazione comunale”

FERMO - "Programma alla mano, il sottoscritto ha rilevato come la maggioranza avesse fatto campagna elettorale affermando che la Casina non sarebbe mai stata venduta e che sarebbe stata ristrutturata e destinata a studentato universitario in virtù dei “numeri da capogiro” delle nostre università"
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“E’ andato in scena, ieri sera, l’ultimo consiglio comunale del 2021, vanto della città: l’approvazione nei termini del bilancio di previsione. Tutti hanno magnificato l’evento, asserendo come da anni ciò non accadesse e che, grazie all’attuale maggioranza sia diventato realtà dimenticando, i neo consiglieri, che molti dei protagonisti c’erano già da sei anni a questa parte e anche undici anni fa, adombrando come allora vi fosse stata inefficienza. Piccoli scivoloni che possono comprendersi, frutto dell’inesperienza”. Renzo Interlenghi, capogruppo Fermo Capoluogo #FermoFutura entra nel merito del consiglio comunale di ieri sera.

“Il tema centrale del dibattito si è incentrato sull’inserimento della Casina delle Rose nel piano delle vendite immobiliari – scrive Interlenghi – Programma alla mano, il sottoscritto ha rilevato come la maggioranza avesse fatto campagna elettorale affermando che la Casina non sarebbe mai stata venduta e che sarebbe stata ristrutturata e destinata a studentato universitario in virtù dei “numeri da capogiro” delle nostre università. Purtroppo, però, il bando per ottenere i fondi per la ristrutturazione è andato perso per un errore burocratico e quindi, anziché insistere sul progetto di riqualificazione, che a luglio di quest’anno sembrava ancora fattibile, si è cambiata strategia. La Casina va venduta! Il motivo? L’aumento di turisti dell’ultimo anno e la nuova appetibilità da parte di investitori alberghieri. Cosa ci sia veramente sotto non è dato sapere ma, alla mia domanda:”Chi comanda realmente a Fermo, tanto da farvi modificare il programma in quattro e quattr’otto?” si è notato un certo imbarazzo. Ho affermato che personalmente mi ero candidato per governare Fermo e che mai mi sarei fatto comandare da altri, mentre questa amministrazione appare come in quei programmi radiofonici di “dediche in diretta” in cui si fa ciò che il privato chiede. Silenzio di tomba e difesa a spada tratta del cambiamento di programma. Intanto un altro pregiatissimo pezzo della nostra città verrà svenduto al miglior offerente. Cosa ha pensato di fare, allora, questa maggioranza per aumentare l’audience di un’amministrazione che langue ed è triste come i tendoni del circo che accampano nel centro storico? Hanno votato (compatta la Lega che dopo il voto delle elezioni provinciali appare più morbida con la maggioranza stessa) per procedere con l’investimento per il biodigestore (€ 20 milioni circa), sperando che sia finanziato con i fondi del PNRR ma, in caso diverso, dal cilindro hanno tirato fuori un mega finanziamento con la Cassa Depositi e Prestiti che pagherà il Comune ma di cui potrà beneficiare l’ASITE. Della serie: il Comune impegna il proprio bilancio per 25 anni e garantisce il rientro delle somme, mentre l’ASITE potrà spendere ed investire senza rischio di capitale. C’è qualcosa che non torna anche perché sembrerebbe a rischio anche la stessa permanenza della qualità di società in house dell’ASITE che, come noto, beneficia, rispetto ad altre ditte private, del diritto di poter ottenere affidamenti senza partecipare a bandi di concorso. Si profilano violazioni di norme in materia di concorrenza? Approfondiremo la questione. Di sicuro, ancora una volta, si spera nella buona sorte ma, lo diciamo da anni, una città non si amministra con l’ausilio degli aruspici o affidandosi alle preghiere. Cosa ne pensano i cittadini?”

 


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