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Vallasciani: “Il Comune di Fermo fa ‘All In’ sul Biodigestore dell’Asite e Solgas

FERMO - "Ovviamente il nostro auspicio è quello che si riesca ad avere il finanziamento del PNRR per non ingessare definitivamente le casse comunali e che il tutto vada a buon fine secondo le ottimistiche previsioni del piano industriale, ma le preoccupazioni restano"
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Sandro Vallasciani

“La seduta di fine anno del Consiglio Comunale di Fermo del 28 dicembre è stata incentrata su importanti scelte dell’amministrazione, alcune delle quali non prive di particolare preoccupazione.
La scelta di approvare nella seduta il bilancio di Previsione 2022 è di per se positiva in quanto permette all’Amministrazione di essere operativa sin dai primi di gennaio pv, ma comporta la redazione di un documento previsionale particolarmente approssimativo che dovrà essere più volte emendato nel corso dell’esercizio. In detto documento, privo di particolare caratterizzazione, si evindenzia la scelta di accendere prestiti nel triennio 2022-2024 per 25 milioni di euro a sostegno del progetto della Asite srl di realizzare il Biodigestore, nonché di procedere alla fusione tra la Solgas e la San Giorgio Energie. Due indirizzi programmatici sui quali voglio esprimere alcune considerazioni”. Inizia così l’intervento del capogruppo del Partito Democratico di Fermo in consiglio comunale Sandro Vallasciani, dopo la seduta dello scorso 28 dicembre.

“La soc. Asite srl – scrive Vallasciani –  ricordo è nata circa 20 anni orsono con il conferimento da parte del comune ad essa di circa 35 operatori ecologici ed 18 autocompattatori dell’ente in canone locativo. Oggi è una azienda di circa 200 dipendenti con un fatturato di circa 16 milioni di euro e zero utili, anzi nel 2020 il risultato dell’esercizio ha registrato una perdita 100.000 euro, ragione per la quale per qualsiasi strategia aziendale futura l’azienda deve fare ricorso a garanzie del socio proprietario, ovvero il Comune, come nel caso del Biodigestore, operazione questa se non condotta al meglio, rischia di congelare l’attività del comune di Fermo nei prossimi 20 anni. E’ indubbio che all’attuale stato, l’Asite ha bisogno di nuove iniziative imprenditoriali per garantire il suo sviluppo nei prossimi anni. Su tale tema pesano le incertezze sulla gestione dei rifiuti nel territorio in ragione delle scelte d’ambito legate alla piena attuazione del ATA rifiuti, ossia l’organismo che dovrà gestire unitariamente la politica ambientale provinciale, ed autorizzare all’Asite all’ampliamento della discarica. Il piano costi benefici per la realizzazione del Biodigestore, impianto che trattando la FORSU (frazione organica rifiuti solidi urbani) produrrà biometano, appare ad una prima lettura conveniente come tutti i progetti sulla carta resta poi verificare quante delle previsioni incluse in detto piano avranno concreta e reale attuazione. Investimento da 21 milioni di euro al momento che deve la sua redditività al solo incentivo statale e che in mancanza di fondi di finanziamento pubblici come quelli del PNRR, rimarrà a carico del comune. Alcune perplessità sull’attuazione del progetto: Appalto complesso sopra soglia comunitaria la cui progettazione esecutiva se non completamente esaustiva potrà generare contenziosi anche milionari con il soggetto realizzatore; Impianto sotto dimensionato di 35.000 tonnellate di cui 22.000 da raccogliere nel territorio e circa 13.000 fuori provincia, in quanto studi recenti parlano di impianti redditivi solo se al di sopra alle 45.000 tonnellate lavorate;  Il bio metano prodotto sarà solo per 10 anni acquistato dal GSE (ente erogatore dell’incetivo pubblico) poi dovrà essere immesso nel mercato in piena autonomia, con tutti i rischi del libero mercato, mentre il rientro dell’investimento è intorno ad anni 16; E’ prevista la messa a regime dell’impianto nel 2024 quindi tardiva, visto che sia nelle marche che a livello nazionale molti sono già in funzione e per il fatto che forse nella piccola provincia di Fermo non sarà il solo; Con detta attività l’Asite srl potrà perdere il suo attuale regime di società in House, e quindi non avere più affidati direttamente i servizi che svolge per il comune di Fermo in regime di monopoli  L’impianto ha un fabbisogno energetico molto alto, stimato al momento in circa 870.000 euro anno, se come previsto i costi dell’energia aumenteranno già dal prossimo anno, viene da chiedersi se i ricavi stimati debbanno essere rivisti; Nel caso che il finanziamento previsto per l’intervento fosse a totale carico del comune, si potrebbero verificare rilievi da parte degli organi di vigilanza al Comune di Fermo per il sostegno operato ad una società che seppur di proprietà, opera in regime di libero mercato”.

Vallasciani aggiunge: In conclusione, per la SOLGAS si è cercato un partner privato anche se non se ne aveva alcun bisogno visto che l’azienda produce gli stessi utili di quanto operava in autonomia ed oggi li divide con il socio privato senza che lo stesso abbia fornito particolari contributi e innovazioni ad essa. Scelta diversa invece per l’Asite srl che nell’affrontare un progetto così complesso ed articolato e costoso, opererà in piena autonomia e solitudine, con il rischio che le complessità del caso rischieranno di sovrastare le limitate capacità della stessa. Ovviamente il nostro auspicio è quello che si riesca ad avere il finanziamento del PNRR per non ingessare definitivamente le casse comunali e che il tutto vada a buon fine secondo le ottimistiche previsioni del piano industriale, ma le preoccupazioni restano.

 


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