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Provinciali, Del Monte (Art.1): “Il civismo di Calcinaro appoggia la destra. Il Pd? Ha cercato altri equilibri”

PROVINCIALI - Faccia a faccia con il segretario provinciale di Articolo Uno, Alessandro Del Monte. Al centro l'analisi politica delle ultime elezioni provinciali e la sconfitta del centrosinistra. E non manca qualche stoccata al Pd.
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di Sandro Renzi

A poco più di quindici giorni dalle elezioni provinciali e dalla vittoria del centrodestra, ci si interroga, sul fronte opposto, sui motivi della sconfitta e sul futuro della coalizione che ha nel Pd il suo punto di riferimento. Critica la posizione di Articolo Uno nelle parole del suo segretario provinciale, Alessandro Del Monte.

Cosa pensa Articolo Uno del risultato delle elezioni provinciali?

Non possiamo che esprimerci negativamente. Vince la destra con l’apporto determinante del Sindaco di Fermo e di quasi tutta la sua maggioranza. Legittimo. Abbiamo letto di toni trionfalistici richiamanti la retorica delle responsabilità e la rivendicata unità, sia dal Sindaco sia da qualche consigliere, anche di maggioranza, e specialmente da alcuni di questi ultimi, che rivendicano una collocazione a sinistra, ci saremmo aspettati un maggior senso critico. Tutti si mettono a disposizione, replico al Sindaco ed alla destra, specialmente con le provinciali di oggi, ma ogni civismo, anche il più equilibrista, allorquando si schiera da una parte, sostiene quella parte. In tal caso la destra.

Eppure anche il Pd e altre forze del centrosinistra sembravano voler convergere su Calcinaro
Andrebbe chiesto agli amici agli amici del Pd. Comunque, si, il Pd sembrava dapprincipio intenzionato a siglare un accordo politico con il Sindaco di Fermo che pareva volesse o dovesse essere il candidato Presidente. La sciagurata riforma del Governo Renzi ha svigorito le Province, con una legge elettorale in cui votano soltanto Sindaci e Consiglieri comunali, con una disparità di peso tra piccoli e grandi città inconcepibile, dove un consigliere della Città capofila pesa nel calcolo più di 700 ed in un Comune più piccolo circa 0.7. Probabilmente il Pd, specie dopo la sconfitta a Montegranaro, paventando una crisi di numeri, ha considerato una soluzione possibile, ovvero far conto sul pacchetto di voti della maggioranza del Comune di Fermo, che risulta appunto determinante. Dopo il tempo del populismo più imperioso è ora di restituire alle provincie la propria piena funzione e riportare le elezioni provinciali al voto popolare.

E Articolo Uno quale posizione ha assunto in queste trattative

Ci siamo adoperati politicamente, con le nostre forze, affinché questa scorciatoia non si concludesse e per diverse ragioni. Anzitutto il Sindaco di Fermo e la sua maggioranza non avrebbero accettato alcuna convergenza sulla Presidente uscente Moira Canigola. Si presume che il Pd sia la prima cosa ad aver proposto. Una Presidente che ha ben lavorato, con un riconoscimento da parte dei più e riportando risultati rilevanti per il territorio. Al di là di come la pensi Articolo Uno, il Sindaco di Fermo avrebbe potuto pertanto contemplare di far parte del centrosinistra candidandosi a consigliere provinciale, e non a presidente, con la candidatura a presidente invece di Moira Canigola. Come ha fatto poi con la destra. Quali allora le ragioni profonde di questo presunto mancato avallo?
Siamo stati inoltre contrari poiché come Articolo Uno – Fermo Coraggiosa a Fermo abbiamo dato vita ad una compagine, quella di Fermo Futura (con PD Fermo, Agire Locale Fermo Capoluogo ndr), che si è presentata alternativa, per argomenti, prospettive e prassi politiche, alla attuale Amministrazione e dove si è oggi all’opposizione. E poi, opposizione in Comune ed insieme con presidenza in Provincia?

Poi è arrivata quasi a sorpresa la candidatura di Ferranti

Ringraziando sinceramente il Sindaco Ferranti, che si è messo a disposizione con grandissima generosità, noi avremmo appunto sostenuto fortemente e comunque una ricandidatura della Presidente uscente. Al di là dei numeri o non numeri, bensì sul molto fatto e su quanto da fare ancora per il territorio: coordinare il Pnrr da mettere a terra in tutta la Provincia e non solo in tre o quattro Comuni che ce la fanno, la drammatica questione del lavoro, l’ambiente, lo smaltimento dei rifiuti, la transizione ecologica, le infrastrutture materiali ed immateriali nello sviluppo e nella sostenibilità dai Monti alla Costa , la zona di Campiglione con il nuovo ospedale ed il cui sviluppo sano e lungimirante richiede assoluta osservazione, la sanità, il sisma, il turismo. Poi certo, le scuole e le strade sarebbero il minimo sindacale. Ecco, avremmo trovato la ricandidatura Canigola politicamente fisiologica, naturale, coerente.

Vi sono state diverse polemiche all’indomani dello scrutinio. Pare siano mancati all’appello alcuni voti per Ferranti

Non è nostro stile quello di entrare in casa altrui, vi sono gli organismi dirigenti dei partiti, con i segretari politici, ci si concerti e si esca con una sintesi collegiale. E ciò non tanto per il richiamo ad una mera disciplina ma perché già siamo in tempi confusi, dove un eccesso di informazioni disperde il messaggio, se questo poi giunge contrastante o con inopportune asprezze il cittadino stenta a comprendere. Vale per tutti, localmente e globalmente. Se poi i voti al candidato presidente Ferranti siano stati meno di quelli incassati dai consiglieri e se vi siano state schede bianche o qualche accordo, insomma tutto un cicaleccio che ritroviamo ad ogni elezione, sinceramente ciò non ci appassiona.  La questione più eminentemente politica è chiedersi magari perché alcuni amministratori del centrosinistra nel territorio non abbiano votato il candidato individuato. Occorre sempre interrogarsi.

Avreste fatto un’altra scelta per la candidatura a consigliere in rappresentanza della città di Fermo?

Come Articolo Uno provinciale Fermo, essendo una piccola forza e non avendo Sindaci e con pochi amministratori, sebbene di simpatizzanti anche in altre forze ve ne siano, non siamo a porre veti né a scagliare anatemi o ad imporre egemonie erosive nel campo della sinistra e del centrosinistra. Noi, quindi, e senza nulla togliere ad alcun chi, su Fermo avremmo optato per una candidatura a consigliere provinciale di Renzo Interlenghi. Ci sembrava, nel contesto attuale e di prospettiva di una compagine che non vuol esaurirsi ma addirittura avanzare ed accrescersi dialogando con tutta la sinistra, la soluzione migliore e più logica. Evidentemente i vertici del Pd provinciale avranno ricercato o dovuto ricercare altra sintesi, altro equilibrio.

Pare di capire da queste parole insomma che il Pd abbia sbagliato strategia in queste elezioni provinciali. 

Non faccio né il dispensatore di consigli né il censore. Al Pd ed a tutto il campo progressista possiamo solo dire che anzitutto occorre non perdere oltre alla Regione già persa anche i Comuni, altrimenti le cose andranno sempre peggio, e che forse in una elezione come questa si doveva tentare di coinvolgere i territori ed i sindaci ed i consiglieri in un progetto politico-programmatico molto tempo prima e non far giungere a ridosso ciò che poi finisce per essere vissuto quale unica strategia elettorale. La pandemia, i campanilismi, la scarsa appartenenza, non è facile, lo si sa. Ed un maggior coinvolgimento delle altre forze politiche a programmi e liste sarebbe auspicabile, vitale direi, superando la propensione ad accordi di vertice che escludono persino una parte degli stessi dirigenti. Lo dico anche ai compagni della sinistra più radicale oltre che al Partito Democratico ed al M5S, serve mettere in campo un grande progetto di tutta la sinistra, un laboratorio politico-programmatico che possa coinvolgere non solo partiti e rappresentanze ed associazioni, per addivenire ad un programmazione condivisa, che coinvolga la cittadinanza nelle nostre battaglie dalle sue istanze. Quindi ripartire subito in vista anche dei nuovi importanti appuntamenti elettorali di primavera e dove ci siamo già in parte spesi e dovremo tutti continuare a prodigarci. Per quanto ci riguarda, come Articolo Uno, nella nostra funzione, daremo vita ad iniziative sui grandi della comunità e del Paese e che coinvolgano tutte le realtà progressiste della sinistra.

Da dx Michele Ortenzi e Mauro Ferranti

Un augurio al neopresidente della Provincia Ortenzi

Buon lavoro per la comunità provinciale fermana. Un augurio schietto ed anche a portata di mano, ovvero che riesca fare meglio per il territorio di quanto non stia facendo il governo della destra in regione.

 


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