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Dalla Camera di Commercio dati confortanti: le imprese riprendono a pianificare assunzioni

FERMANO -  E' quanto emerge dai programmi occupazionali analizzati dal sistema Excelsior afferente alle Cciaa. Santori: «Obiettivo, adeguare i percorsi scolastici alle esigenze del mercato e del lavoro che cambia». Sabatini: «Qualità ed esperienza, i due aspetti chiavi per avvicinare mondo della scuola e impresa». La panoramica con tutti i dati di mercato
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Andrea Santori

É stato diffuso da Unioncamere e Anpal il Bollettino annuale 2021 del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che raccoglie gli esiti delle indagini sui fabbisogni professionali e le previsioni occupazionali delle imprese italiane.

Camera Marche ha elaborato l’indagine a livello territoriale. «Si tratta di uno strumento importante – ha spiegato il componente di giunta e delegato alla formazione, Andrea Santori – per conoscere al meglio le esigenze reali degli imprenditori marchigiani e adeguare i piani formativi delle nostre scuole perché davvero attrezzino i ragazzi ad affrontare il mercato del lavoro. Con l’assessore regionale Giorgia Latini e il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Marco Ugo Filisetti, stiamo portando avanti un progetto ministeriale di cui l a nostra Regione è capofila mirato proprio ad allineare programmi scolastici, limitatamente alla quota del 20% dove è possibile intervenire, alle mutate esigenze dei contesti socio economici nei quali gli studenti si muoveranno. I cambiamenti negli scenari lavorativi oggi subiscono accelerazioni impensabili un tempo: questioni economica, ambientale, sanitaria impongono di stare al passo con soluzioni nuove e veloci a problemi nuovi. E saranno i giovani a portarci oltre la crisi. Abbiamo il dovere di supportarli».

Le imprese hanno programmato 116.400 entrate di personale nelle Marche, superando ampiamente il livello di un difficilissimo 2020, ma andando oltre anche rispetto alle previsioni a suo tempo effettuate con riferimento al 2019 (+7,8%). Oltrepassa la quota del 2019 anche l’incidenza delle imprese che assumono, che si attesta nel 2021 al 63% (era il 61% nel 2019, sceso al 47% nel 2020). Tutte le province marchigiane si sono giovate del trend favorevole: Pesaro con 27.410 entrate previste e Fermo con 10.710 segnano entrambe +5,3% rispetto al 2019, Macerata con 23.510 vede crescere le entrate previste del 7,7%, per la provincia di Ancona le previsioni annuali del 2021 valgono 23.510 ingressi programmati (+9,1% rispetto a due anni prima) e, infine, Ascoli Piceno con 16.850 riscontra il maggiore incremento relativo dei programmi annuali di assunzioni (+10,7%).

Commenta il presidente di Camera Marche, Gino Sabatini. «Come rilevato anche dal presidente Unioncamere, Andrea Prete, sul fronte occupazione bisogna lavorare su due aspetti: qualificazione ed esperienza. Accompagnare con l’orientamento gli studenti dentro percorsi di studio coerenti con le proprie attitudini e ambizioni e facilitare la conoscenza del mondo del lavoro già durante gli anni di studio. Nelle Marche abbiamo realtà solide e sperimentazioni all’avanguardia, penso al percorso Ted, scienze applicate per la transizione ecologica e digitale, del Liceo Calzecchi Onesti di Fermo, che preparano i ragazzi alle sfide più importanti del futuro, anzi, del presente. Al ruolo degli Its, ai percorsi di alternanza portati avanti con soddisfazione in questi anni presso le imprese che hanno ospitato gli alunni delle scuole di tutta la regione. Attendiamo la fine dell’emergenza per premiare i racconti video delle esperienze degli studenti marchigiani nel 2021 attraverso il Premio Storie di Alternanza».

A crescere, in base ai programmi delle imprese, sono quasi tutti i grandi gruppi professionali nelle Marche, a partire dalle professioni di vertice, con dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (17.400; +4,5% rispetto al 2019), ma anche gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (43.040; +16%) e le professioni non qualificate (15.390 entrate; +22,2%). In controtendenza con la previsione generale risulta invece il gruppo degli impiegati, professioni commerciali e nei servizi (40.570; -2,7%), su cui pesa soprattutto il calo delle figure impiegatizie. All’incremento delle richieste delle imprese si associa un accrescimento della difficoltà di reperimento rispetto al 2019 (28,1%), che si era per la verità già manifestato nel 2020 (30,5%): nel 2021 il 33,4% delle figure professionali ricercate dalle imprese è valutato di difficile reperimento nella regione. Rispetto alle previsioni annuali riferite al 2019, le previsioni del 2021 cui si associano aumentate difficoltà di reperimento riguardano tutti i grandi gruppi, con l’eccezione di quello apicale che riunisce dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici.

Gino Sabatini

Nel dettaglio, considerando le professioni per le quali la difficoltà di reperimento è del 50% e più, si incontrano figure di professioni con elevata specializzazione e tecnici, quali gli specialisti in discipline artistico-espressive (420; 64,8%), i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (850; 58,5%), i tecnici delle attività finanziarie e assicurative (390; 56,4%), i tecnici informatici, telematici e delle comunicazioni (920; 53%), gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (550; 52%) e i tecnici dei rapporti con i mercati (2.350; 50,6%). Oltre a queste, tuttavia sono presenti all’incirca altrettante figure del grande gruppo degli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, quali gli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (2.290; 62,7%), gli operai di macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche per produzioni minerali (1.690: 59,3%), gli attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno e assimilati (1.250; 58,9%), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica e professioni simili (2.590; 54,5%), i fabbri ferrai, costruttori di utensili e assimilati (1.640; 54,2%) e gli artigiani e operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento (1.340; 50,1%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, il recupero appare simile nell’industria (le cui entrate annuali previste nel 2021 superano quelle del periodo pre-pandemico (2019) dell’8,5%, grazie soprattutto al traino del settore delle costruzioni (oltre 3mila entrate in più, per quest’ultimo), ma si segnalano anche gli andamenti dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, nonché dell’estrazione e della lavorazione di minerali, della fabbricazione di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, e delle public utilities. Sono invece al di sotto del livello del 2019 diversi settori, in particolare il tessile-abbigliamento-calzature, ma anche la carta, cartotecnica e stampa, e il legno-mobile.

Nel terziario, prevalgono per numero gli andamenti favorevoli nel confronto con il 2019. Gli incrementi percentuali maggiori delle entrate previste sono quelli dei servizi informatici e telecomunicazioni, dei servizi operativi e di supporto alle imprese e alle persone, dei servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici. Tra i settori in ritardo, vi sono il commercio, i servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone, oltre agli altri servizi alle imprese e alle persone. Con riferimento ai titoli di studio, nelle Marche dei 116.400 ingressi previsti, per il 10,4% sono richiesti laureati (quota inferiore alla media nazionale del 13,7%) e per il 30,6% diplomati. Per il resto le imprese hanno programmato ingressi di personale con qualifica o diploma professionale (25,1%), diplomati Its (1,3% ) e infine per un 32,7% non è richiesto alcun titolo di studio.

 


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