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Il comitato per la metrotranvia Mare Monti si presenta

FERMO - Questa mattina al piccolo Caffè Letterario di Fermo, la conferenza stampa del neo-costituito comitato promotore della metrotranvia Mare Monti «per collegare la costa alla montagna, una linea ecologica»
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Si è tenuta stamattina presso il piccolo Caffè Letterario di Fermo, la conferenza stampa del neo-costituito comitato promotore della metrotranvia Mare Monti.

All’incontro hanno aderito gli organismi costituenti come il Centro Studi Carducci, Italia Nostra e Lega Ambiente e le rappresentanze istituzionali del Comune di Fermo nella persona dell’assessore Mariantonietta Di Felice, del presidente della Provincia, Michele Ortenzi e di diversi sindaci del territorio come Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola, Nicola Loira, sindaco di Porto San Giorgio, Alberto Antognozzi sindaco di Grottazzolina e Matteo Pompei sindaco di Monte San Martino.

A presiedere la conferenza il presidente dell’istituto Carducci Luca Romanelli subito pronto a sottolineare che «quello che è importante in questa iniziativa è la sua coralità. La nostra provincia è piccola e minoritaria in ambito regionale. Sconta da anni una grave carenza infrastrutturale. Per venirne fuori l’unica strada percorribile è mettere da parte i campanilismi che hanno afflitto come un morbo paralizzante il nostro territorio e fare squadra invece per un obiettivo comune».

Elvezio Serena, di Italia Nostra, illustra poi il progetto che è in auge da tantissimi anni. «Mobilità per vivere meglio è il nostro slogan. Ad oltre 65 anni dalla chiusura della linea ferroviaria che collega il mare ai monti, vogliamo riproporre la vecchia linea ferroviaria reinterpretandola però in chiave moderna, perché oggi molto più di ieri ci sono mezzi tecnologici e sostenibili che possono essere messi a disposizione. La ferrovia mette in correlazione la linea di costa sino ai Monti Sibillini e diverrebbe la porta di accesso all’entroterra».

Prosegue poi nell’ esplicazione del progetto Gioacchino Fasino, sempre di Italia Nostra. «Il vero successo per noi è quello di aver coinvolto altre associazioni. Da molto tempo siamo dietro a questo progetto. Di esempi in Italia di esperienze analoghe di successo ce ne sono molte dal nord sino al sud. Per quanto riguarda la nostra regione Marche, nei Pnrr vengono prese in considerazione la zona del Basso Pesarese, l’Alto Maceratese e l’Ascolano. La nostra provincia non viene considerata, perché non è mai stato presentato un progetto di fattibilità che ci consenta di poter disporre di finanziamenti. La costruzione della mare monti costituirebbe un valorere aggiunto per la vita quotidiana delle persone per vivere a pieno il territorio».

Federico Spagnoli, presidente del circolo Terra Mare interviene poi sottolineandone l’aspetto tecnologico e ambientale: «Siamo la sola provincia delle Marche a non avere una stazione ecologica per il controllo della qualità dell’aria: oltre a sottolineare l’arretratezza del nostro territorio, non significa però che non ci siano fonti inquinanti. La costruzione di una nuova linea, preferibilmente alimentata ad idrogeno, che ricalchi la linea pre-esistente, avrebbe un bassissimo impatto sia nella costruzione che nell’emissione di inquinanti offrendo un forte impulso sia al turismo, dando la possibilità ad un turista di esplorare la Valle del Tenna fino alla montagna valorizzandone i borghi, sia al traporto merci».

Ad intervenire è la volta di Luigi Silenzi per Cna «Ad Ascoli Piceno vogliono fare una linea che collega la città di Rieti poi a Roma, e lo stanno facendo. Fano e Urbino saranno collegate. La provincia di Fermo non ha un progetto e rischiamo di rimanere completamente isolati e indietro come al solito. Il Pnrr favorisce il ripristino della rotaia per ridurre l’impatto ambientale e l’Europa sta spingendo molto in questa direzione. Oltre ai vantaggi appena descritti dai precedenti interventi, la nascita di questa linea darebbe una forte mano anche per collegare il nuovo ospedale nascente a Campiglione e alla vera rinascita dei Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ci dobbiamo dare una mossa perché bisogna presentare i progetti a stretto giro, altrimenti perdiamo il treno e non ci sarà più la possibilità di svilupparci. Vorremmo una ferrovia che vada a idrogeno. Dobbiamo avere l’ambizione di farlo».

Proseguono poi negli interventi le istituzioni, a cominciare dal Presidente della Provincia, Michele Ortenzi: «Siamo tutti d’accordo e tutti uniti nella volontà di realizzare questo sogno che apporterebbe enormi benefici, ma oltre alla sostenibilità serve analizzare l’aspetto economico. Il primo passo concreto per rendere reale questo sogno, è quello di trovare i fondi per poter presentare un piano di fattibilità. Questo ci darà la possibilità di sapere molti più dettagli sui costi da sostenere e come reperire il denaro. Ci incontreremo con la Steat con la quale vorremmo iniziare una collaborazione e coi membri istituzionali della Regione Marche». «Il progetto è magnifico e visionario – prosegue Mariantonietta Di Felice in rappresentanza del sindaco di Fermo – e dobbiamo avere il coraggio di cambiare mentalità e crederci per far si che diventi realtà».

Anche il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli è entusiasta «Ci crediamo fortemente e guardiamo questa opera come strumento di riequilibrio del territorio. Ripercorreremmo le stesse stazioni che c’erano prima ricalcando la linea pre-esistente per cui siamo molto fortunati che abbiamo già il disegno e più mezzi rispetto al passato per poterlo realizzare».

Interviene poi il sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira, sottolineando anche l’aspetto politico: «Questa è una grande occasione per mettere in campo una politica territoriale e essere insieme, cosa che è sempre mancata in questo territorio. Se noi amministrazioni ci muoviamo insieme per sottoscrivere delle richieste a tale proposito forse una soluzione la troviamo e potremmo dare alla nostra provincia uno strumento per vivere non solo la linea di costa ma tutto il territorio a 360 gradi».


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