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Rifugio Città di Amandola, dopo 17 anni Giacomozzi lascia: «Ci trasferiamo a Garulla»

SIBILLINI - Lo storico gestore del rifugio in località Campolungo ha già portato via tutta la sua attrezzatura: “Mi auguro che chi lo prenda, gli vorrà bene come gli ho voluto io”
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di Andrea Braconi

“Ho portato via tutto, compresa mia suocera”. É un’ironia malinconica quella che marca la voce di Edgardo Giacomozzi, che per 17 anni (“Diciassette anni e 4 mesi, per essere precisi”) ha gestito il Rifugio Città di Amandola.

Le prime settimane di questo 2022 che sicuramente non dimenticherà le ha trascorse alla guida della sua inconfondible jeep, caricando su un carrello tutto il materiale di quella che per lui è stata per anni una sorta di seconda casa. “Cappa, cucina, friggitrice, cucine, sedie: ho preso tutto per l’ultima volta, scendendo quella strada che ho salito migliaia di volte per accogliere cittadini di Amandola e turisti provenienti da ogni parte del mondo”.

Una struttura storica, quella in località Campolungo, di proprietà del Comune e gestita dal CAI che, dopo quasi mezzo secolo, vi ha rinunciato. “Mi auguro che chi lo prenda, gli vorrà bene come gli ho voluto io. Qui è dove ho imparato a sciare, ad andare in montagna. Insomma, dentro e fuori questi pareti sono diventato uomo e non potrò mai dimenticarlo”.

Si chiude un capitolo, per Giacomozzi e la sua famiglia. Ma resta un altro luogo, quasi 400 metri più in basso, che continua a vederli protagonisti: il Rifugio Garulla, nell’omonima frazione di Amandola. “Abbiamo aperto il 23 gennaio, per il momento solo sabato e domenica. Lì abbiamo 7 camere con 32 posti letto, che torneranno operative a marzo/aprile, più una sala da 45 posti interni e tanto spazio fuori anche con loggiato. Il nostro modo di gestire non cambierà, anche per quanto riguarda la cucina: i nostri affezionati clienti e anche chi vorrà affacciarsi per la prima volta troveranno fregnacce, polenta in ciotola, arrosti, dolci fatti in casa e molto ma molto di più”.


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