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Riconoscere e curare la cefalea con Rialab, dai sintomi alla diagnosi

IL CENTRO Fisioterapia e Medicina Rialab di Montegiorgio, oltre al dottor Michele Del Bello (fisioterapista specializzato in terapia manuale e riabilitazione della mano e dell'arto superiore), vanta anche professionisti specializzati nella cura della cefalea. Quest'oggi, infatti, ad approfondire la tematica è proprio il dottor Alessio Luccerini, fisioterapista e studente del master di I° livello in riabilitazione dei disordini muscoloscheletrici presso l'Università di Genova 
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Alessio Luccerini

Nuovo appuntamento con la rubrica “Salute & Benessere” in collaborazione con il Centro Fisioterapia e Medicina Rialab di Montegiorgio che, oltre al dottor Michele Del Bello (fisioterapista specializzato in terapia manuale e riabilitazione della mano e dell’arto superiore), vanta anche professionisti specializzati nella cura della cefalea. Quest’oggi, infatti, ad approfondire la tematica è proprio il dottor Alessio Luccerini, fisioterapista e studente del master di I° livello in riabilitazione dei disordini muscoloscheletrici presso l’Università di Genova. 

 

Prima di tutto cerchiamo di capire di che patologia si tratti, chi può colpire e da cosa possa essere causata.

«La cefalea è il termine scientifico utilizzato in medicina per identificare il mal di testa o qualsiasi dolore percepito al di sopra del collo o al capo».

 

Come riconoscerla e quali sono i sintomi ad essa associati?

«Esistono diversi tipi di cefalea ed insieme rappresentano alcuni dei disturbi più frequenti in assoluto nella popolazione generale. Le cefalee sono principalmente suddivise in primarie (emicrania, cefalea di tipo tensivo e cefalea a grappolo) e secondarie (tra le quali la più prevalente risulta essere la cefalea cervicogenica). Mentre per le primarie la fisioterapia può essere un trattamento in ausilio di altri, tra tutti quello farmacologico e medico, per quelle secondarie, in particolare la cervicogenica, la fisioterapia riveste un ruolo ben più rilevante dal punto di vista riabilitativo. Si tratta infatti di una problematica derivante da disturbi del rachide cervicale che, dopo esser stati individuati nell’anamnesi e nella valutazione funzionale, sono inseriti tra i disordini su cui il fisioterapista dovrà lavorare dopo aver preso in carico il paziente».

 

Qual è la diagnosi? 

«La diagnosi di cefalea è prevalentemente clinica, quindi basata soprattutto sui sintomi che il paziente riferisce in anamnesi e in rapporto a questi viene consigliata poi la terapia più adeguata, di solito tramite un’accurata valutazione del centro cefalee. Ogni tipologia di cefalea ha le sue caratteristiche peculiari nel presentarsi:

  • EMICRANIA (con o senza aurea): In genere, la durata del mal di testa non trattato (per es. farmacologicamente) è di 4-72 ore, con dolore moderato/severo e unilaterale che può cambiare lato, che peggiora con l’attività fisica, associato a nausea e/o vomito con possibile fotofobia e fonofobia (ovvero l’eccessiva sensibilità alla luce e ai suoni/rumori);
  • CEFALEA DI TIPO TENSIVO: In genere, la durata del mal di testa va dai 30 minuti ai 7gg, con dolore lieve/moderato e bilaterale, che non peggiora con l’attività fisica, non associato a vomito ma può presentare nausea, fotofobia o fonofobia;
  • CEFALEA CERVICOGENICA: In genere, c’è una relazione del mal di testa con un trauma avuto al collo, con dolore moderato e unilaterale che non cambia lato, che può presentarsi con posizioni mantenute del collo, e che può essere provocato tramite movimenti specifici o la palpazione di precise strutture muscolo-scheletriche. Inoltre, potrebbe essere presente anche la limitazione di un movimento (per es. la rotazione del capo verso un lato).

È importante sottolineare come questi quadri clinici spesso possano presentarsi anche in combinazione tra loro e, nel caso di cefalee miste, ciò potrebbe ritardare una corretta diagnosi e influenzare il trattamento. Frequentemente, il paziente può riferire in anamnesi un dolore al collo in concomitanza del mal di testa, sarà poi compito del fisioterapista capire se c’è una relazione tra questi due sintomi ed eventualmente collegarlo ad un tipo di cefalea piuttosto che un altro. Da questo punto di vista, gli studi presenti in letteratura scientifica non sono di grande aiuto poiché hanno dimostrato che il dolore al collo è associato a molti tipi di cefalea e non è quindi una discriminante chiave nella valutazione del mal di testa del paziente».

Ci sono delle soluzioni? Che tipo di trattamento viene consigliato?

«Il fisioterapista potrebbe assumere un ruolo principale nel momento in cui, dalla valutazione funzionale, emergono dei disordini muscolo-scheletrici a livello del rachide cervicale che, una volta trattati, potrebbero migliorare oltre che la funzione anche il sintomo del paziente e, più nello specifico, il suo mal di testa. Potrebbero per esempio essere individuate, nella valutazione, restrizioni del movimento passivo in estensione del capo o in rotazione, con il paziente che potrebbe riferire di sentirsi più “bloccato” durante le sue attività quotidiane oppure percepire una sensazione di tensione ai movimenti del collo. Le tecniche di terapia manuale si sono dimostrate efficaci nel ridurre il dolore e nel migliorare le restrizioni del movimento attivo e passivo, oltre che limitare la sensazione di tensione tramite il trattamento dei tessuti molli e dei trigger points. In aggiunta, l’esercizio terapeutico è la strategia che più di tutte riduce il rischio di cronicizzazione e mantiene la funzionalità del rachide cervicale, in ottica di ridurre la frequenza e l’intensità della cefalea e in conseguenza di incrementare la qualità di vita».

 

Il dott. Alessio Luccerini visita al Centro Fisioterapico Rialab di Montegiorgio in via Faleriense est 33 dove si occupa in particolare di terapia manuale ortopedica e della riabilitazione delle sindromi femoro-rotulee.

Per info: www.rialab.it

(spazio promo-redazionale)

 

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