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Confindustria Centro Adriatico: una storia a lieto fine o senza fine?

LA RESA DEI CONTI - Unioni e scissioni, delibere e ricorsi, torto e ragione, dimissioni e nomine, recenti candidature con ammissione di errori... Tante parole e il loro contrario si possono collegare all’infinita storia di Confindustria Centro Adriatico e alla sua scissione che ha portato alle costituende sezioni separate di Ascoli Piceno e Fermo che si apprestano a scegliere i rispettivi rappresentanti, non con pochi problemi...
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di Nunzia Eleuteri

Una storia senza fine o, si spera, a lieto fine quella di Confindustria Centro Adriatico. Diversi dissapori hanno portato, a fine 2020, alle dimissioni dell’allora vice presidente Giampietro Melchiorri, stimatissima persona e imprenditore di Montegranaro. Dimissioni che hanno avuto ripercussioni sia in Confindustria Centro Adriatico che in Uif (Unione industriali del Fermano) con le dovute sostituzioni. E proprio queste sono state le scintille che hanno scatenato un susseguirsi di “incendi” in un bosco che probabilmente era pronto ad ardere da tempo… fino ad arrivare persino all’espulsione di due imprenditori del Fermano con la motivazione di aver turbato la vita associativa. Il 24 marzo 2021 il Consiglio generale di Confindustria Centro Adriatico presieduto da Simone Mariani ha decretato, infatti, l’espulsione di Andrea Santori e Fabrizio Luciani. Una situazione conflittuale che ha scatenato schieramenti e non pochi mal di pancia tra gli imprenditori locali con botte e risposte sulla stampa e anche diverse dimissioni. Non ne è uscito certo un quadro edificante per la categoria in un periodo di piena crisi pandemica.

L’espulsione è stata poi immediatamente annullata il 27 aprile successivo dagli organi nazionali che hanno dichiarato il provvedimento improduttivo di effetti e rimosso il presidente di Centro Adriatico nominando un comitato di reggenza guidato da Valentino Fenni. Con tanto di intervento del Collegio speciale dei Probiviri Federali di Confindustria Nazionale è così terminato in anticipo il mandato del presidente ascolano Simone Mariani che, nella gestione di quella situazione risultata quantomeno poco approfondita, ha comunque avuto il sostegno di altri imprenditori associati che si erano fidati della sua capacità di valutazione. Con le dovute procedure e votazioni in assemblea, a novembre 2021, è arrivata la definitiva scissione dell’associazione tra Ascoli e Fermo che porterà, a breve, alla nomina dei nuovi rispettivi presidenti delle due sezioni territoriali.

Ma ora ricominciano i problemi perché la delibera del 14 novembre 2021 del Collegio speciale dei Probiviri Federali di Confindustria Nazionale prevede infatti, per il primo quadriennio di operatività delle neo ricostituite associazioni di Ascoli Piceno e Fermo, la non candidabilità e la non eleggibilità a cariche associative di tutti coloro che, da ottobre 2020, sono stati oggetto di interventi del Collegio speciale confederale e destinatari di censure comportamentali ed altre misure che hanno determinato la cessazione del mandato ricoperto. Non candidabilità e ineleggibilità estesa anche a quanti abbiano alimentato e rafforzato atteggiamenti divisivi, contribuendo in maniera determinante al fallimento del progetto organizzativo di Confindustria Centro Adriatico. Delibera che potrebbe coinvolgere, quindi, quanti avevano condiviso l’iter procedurale di Mariani bocciato poi dagli organi nazionali. Ed ecco così che qualcuno, per proporre la propria candidatura alla presidenza di sezione, deve tornare sui propri passi facendo ammenda di errori evidentemente commessi. E arrivano infatti al Collegio nazionale lettere di spiegazioni e giustificazioni da parte di chi aveva sostenuto l’azione dell’ex presidente di Confindustria Centro Adriatico. Giustificazioni, o meglio considerazioni, espressamente richieste dal Collegio al fine di ripercorrere dettagliatamente l’intera vicenda con lo specifico obiettivo di garantire il non ripetersi di comportamenti fuori dalle regole di appartenenza al sistema o che possano procurare danni alla coesione interna ed all’immagine dell’organizzazione confederale sul territorio.

Saranno accolte le scuse dal Collegio dei Probiviri? E saranno accolte anche dai fermani coinvolti in quelle vicende? Ci sarà la possibilità di voltare pagina e allontanarsi da un quadro così conflittuale in un momento storico già troppo difficile? La novela di Confindustria Ascoli-Fermo continua…

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