facebook twitter rss

L’organo della Santissima Annunziata torna a suonare, Don Tony: «Grazie alla generosità della comunità»

PORTO SANT'ELPIDIO - Un accurato lavoro di restauro, finanziato dalla comunità parrocchiale elpidiense e dalla Carifermo, lo ha riportato all'antico splendore e alla piena funzionalità. Il parroco: «Strumento utile per custodire l'identità della città. Ringrazio di cuore chi ha colto la sua importanza e ci ha permesso di ripararlo, così come l'organaro Pallotti che si è dedicato al suo ripristino con passione e molte ore di lavoro»
Print Friendly, PDF & Email

 

di Leonardo Nevischi

Dopo un lungo periodo di silenzio e un accurato lavoro di restauro, l’organo della parrocchia “Santissima Annunziata” di Porto Sant’Elpidio è pronto per tornare a far sentire la sua voce. E quale occasione migliore se non la Domenica delle Palme? Di fatto lo strumento risalente al 1967, realizzato dalla Pontificia Fabbrica d’organi Tamburini di Crema, tornerà ad accompagnare le liturgie proprio dalla messa delle ore 11 di domani.

Una manutenzione straordinaria resa possibile grazie al contributo economico della comunità parrocchiale e della Cassa di Risparmio di Fermo, la quale ha inserito l’organo nell’ambito del suo programma di finanziamento di progetti culturali. «Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno reso possibile il restauro di questo organo che non rappresenta soltanto uno strumento musicale bensì è parte dell’identità della nostra città» ha sottolineato il parroco Don Tony Venturiello mostrando tutta la sua riconoscenza per il gesto di grande spessore umano e di estrema utilità.

«Esso custodisce la memoria del passato ed è una fonte di trasmissione per il futuro. La musica eleva lo spirito ed è un viatico per far avvicinare le persone a Dio, pertanto il poter tornare ad usufruire di questo organo ha una doppia valenza, sia culturale sia spirituale. Ringrazio vivamente chi ha compreso l’importanza di questa opera di restauro effettuando una donazione – ha proseguito Don Tony -. Quando la liturgia viene accompagnata da questo organo storico e così imponente essa stessa ne trae beneficio. La chitarra è un buono strumento surrogato, ma basti pensare al ruolo che l’organo ricopre durante lo svolgimento dei funerali per capirne la sua importanza».

Pierpaolo Pallotti

Il restauro è stato affidato alla ditta di Pierpaolo Pallotti, che ha sede a Porto San Giorgio. «L’organo è uno dei più grandi della Diocesi di Fermo ed uno di quelli artisticamente più validi – ha spiegato lo stesso Pallotti -. Il lavoro di manutenzione straordinaria è durato 2 mesi e mezzo per dieci ore al giorno perché dal 1967 non aveva mai subito alcun intervento di restauro e al suo interno aveva parecchi detriti. Ho smontato tutte le 1600 canne, dalla più grande di 4 metri alla più piccola di 2 centimetri, e le ho settate singolarmente una ad una. Oltre al lavoro funzionale di pulizia interna e al ricondizionamento di tutti i meccanismi, ho riarmonizzato la voce dello strumento e l’ho adattata all’ambiente, rendendola più sostanziosa, ma senza snaturarne gli interni».

Dunque, un ritorno alle origini per l’organo della chiesa centrale di Porto Sant’Elpidio che ora potrà essere utilizzato anche in ambito culturale con l’organizzazione di concerti da parte dell’Accademia Organistica Elpidiense. «Oltre alla comunità parrocchiale, tengo a ringraziare anche l’organaro Pierpaolo Pallotti perché nel suo lavoro ci ha messo cuore e passione – ha chiosato Don Tony -. È in situazioni come questa che comprendiamo la reale importanza dell’artigianato e della manifattura e ringrazio il Signore che esistono ancora persone che si spendono per opere del genere».

Il parroco Don Tony Venturiello e l’organaro Pierpaolo Pallotti


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti