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Verdecchia si schiera con Pignotti: «E vi spiego perché»

SANT'ELPIDIO A MARE - «Gli altri due candidati? Sono persone serie che conosco e stimo, ognuno ha fatto la propria scelta. Il candidato di centrodestra è quasi mio coetaneo, ci conosciamo da tanti anni, ha fatto una scelta coerente con la condotta che ha sempre tenuto e farà opposizione a questa amministrazione. Anche l’altro candidato ha fatto la sua scelta che, però, non mi sento di definire coerente»
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Da sin. Alessio Pignotti e Matteo Verdecchia

Anche Matteo Verdecchia, dopo l’endorsment del sindaco Alessio Terrenzi, si schiera con il candidato sindaco Alessio Pignotti. «E vi spiego il perché». Quello di Verdecchia, obiettivamente, era un nome dei papabili alla candidatura a sindaco. Ed oggi è il diretto interessato a fare chiarezza. A partire da come ha preso (e appreso) della candidatura di Alessio Pignotti.

Quando ho scritto il famoso post ‘Il dado è tratto’ sul mio profilo Facebook era la sera in cui abbiamo deciso, insieme, che il candidato sarebbe stato lui. Lo sapevo prima di tutti, forse anche prima di Pignotti, senza essermi confrontato con nessuno ma avendo fatto un ragionamento tra me e me. Nelle riunioni che abbiamo fatto e nelle quali abbiamo condiviso tutto il percorso che ha portato alla candidatura di Pignotti, Terrenzi non ha mai spinto né per uno né per l’altro, perché lo sanno tutti che ad aver dato la disponibilità eravamo stati io e Pignotti. Nessuna forzatura c’è stata da parte sua né da parte di altri consiglieri presenti agli incontri. Terrenzi è il coordinatore di una lista civica che è nata dieci anni fa come “civica” e che spero resti. Negli anni, con un ex coordinatore che ha fatto un percorso ben preciso, si è cercato di trasformarla in una lista di sinistra. Se nell’ambito del centrosinistra ci sono forze che ora si sono lateralizzate da questa amministrazione la colpa non è certo di Terrenzi né di questa lista. Noi siamo rimasti dove eravamo, vorrei che questo fosse chiaro: quella in carica è la migliore amministrazione comunale che la città abbia avuto almeno negli ultimi trent’anni pur con i suoi pregi e i suoi difetti. C’è chi è stato in questa amministrazione negli ultimi 8 anni ma ora ha deciso di fare un percorso diverso. Ognuno fa le sue scelte. Noi abbiamo scelto di restare qui».

 

«A chi pensa che io mi sia defilato dalla politica elpidiense rispondo che ho fatto a suo tempo la scelta di dimettermi per questioni professionali che mi hanno portato a cambiare attività lavorativa. Ho sempre seguito dal di fuori la vita politico-amministrativa della mia città potendo anche valutare l’attività amministrativa in modo più oggettivo. Prima dell’estate scorsa ci sono stati anche degli incontri con il sindaco Terrenzi, Alessio Pignotti e Andrea Rossi: in questa sede abbiamo iniziato a capire cosa volevamo fare. Abbiamo iniziato a valutare le nostre disponibilità e il mio essere al di fuori dell’amministrazione mi ha permesso di fissare anche un diverso obiettivo portandomi a concretizzare la convinzione di arrivare a sostenere un sindaco civico. Ho dato fin da subito la mia disponibilità a fare la mia parte affinché la città potesse avere un sindaco civico ma senza mettere paletti: mi sono subito detto disposto sia a distribuire manifesti che, se necessario, a fare il sindaco. Il tutto, senza mai giudicare nessuno e mantenendo un profilo esterno, ma non per questo defilato o demotivato. Noi non abbiamo mai fatto un discorso di centrodestra o centrosinistra. Personalmente ho sempre detto che le risorse umane più importanti, volenterose e innamorate di Sant’Elpidio a Mare, come lo sono io, rappresentano la vera forza di questa città senza che si debbano piantare bandierine o creare steccati politici. La nostra città, come tutte le altre peraltro, viene da due anni difficilissimi, ci sono molti fondi da sfruttare perché si è fatto un grande lavoro e non ci si può polarizzare, non si può tornare agli anni ‘80 e ‘90 quando le bandiere della politica arrivavano prima dell’obiettivo del bene della città. Se nel portafogli si ha la tessera di un partito o di un altro, onestamente non mi interessa: se si è innamorati di questa città e ci si vuole mettere a disposizione per il suo bene, per la sua crescita, per il suo futuro si è i benvenuti. Tanti elpidiensi mettono già la faccia nel loro impegno quotidiano all’interno di un comitato, di un’associazione, di una realtà aggregativa. L’appello è quello di fare un passo avanti e candidarsi per portare il proprio impegno a vantaggio di tutta la città, per portare idee. So bene che è più difficile ma è molto più bello e gratificante. La nostra è una città di 17.300 abitanti, una delle più importanti della provincia di Fermo: io sento di dover dare un contributo al suo futuro. Quelli che hanno ricevuto tanto da questa città devono dare un po’ di più, i più giovani hanno l’opportunità di lanciarsi. Venire qui solo per attaccare l’adesivo, per piantare la bandierina, per dire “io ci sono” non vale la pena. Metterci la faccia vuol dire amare la città e mettersi in gioco per lei con slancio».

«Con Terrenzi ci conosciamo da 40 anni e i rapporti d’amicizia hanno alti e bassi, allontanamenti e riavvicinamenti come tutti i rapporti di lunga data. Ci si confronta, si hanno anche scambi di vedute vivaci ma si resta sempre amici. Il sindaco di oggi non è più quello che era dieci anni: è maturato ed è anche più moderato rispetto agli inizi. Credo nessuno, compreso lui, si aspettava che dieci anni fa, a 35 anni avrebbe fatto il sindaco per 10 anni a questo livello e politicamente è molto maturato. Nessuno sarà quello che è stato Terrenzi per questa città, per il suo modo di fare, per il suo modo di essere presente, per il suo modo di lavorare. Indubbiamente l’eredità di Terrenzi avrà un peso, sarebbe strano se non fosse così, ma nella vita nessuno è eterno e ci si deve necessariamente avvicendare l’uno all’altro. Pignotti oscurato? No perché credo che Terrenzi abbia raggiunto una maturità tale da capire quando sarà il momento di fare non uno ma anche due passi indietro. Pignotti è maturato, è cresciuto, è diventato più forte dal punto di vista amministrativo: ha bisogno del sostegno di tutti perché da soli non si va da nessuna parte ma è perfettamente capace di decidere da solo. È un uomo di quarant’anni a cui non ha regalato niente nessuno. Come io sono figlio di operai che hanno fatto fare il salto sociale grazie alle scarpe, lui è frutto di questa terra: ha sempre lavorato molto e continua a farlo. Non può essere considerato ne’ immaturo ne’ un ragazzino nelle scelte personali come in quelle amministrative. Non è influenzabile e lo so per certo».

«C’è anche chi mi chiede quali siano i miei rapporti con gli altri due candidati. Sono persone serie che conosco e stimo, ognuno ha fatto la propria scelta. Il candidato di centrodestra (Gionata Calcinari, ndr) è quasi mio coetaneo, ci conosciamo da tanti anni, ha fatto una scelta coerente con la condotta che ha sempre tenuto e farà opposizione a questa amministrazione. Anche l’altro candidato (Fabiano Alessandrini, ndr) ha fatto la sua scelta che, però, non mi sento di definire coerente. Se, come è avvenuto, si pone in opposizione a questa amministrazione avrebbe dovuto far dimettere i suoi assessori. Mi meraviglia che un candidato di centrosinistra che per otto anni è stato in maggioranza si ponga in contrasto con questa amministrazione ma abbia assessori che continuano a firmare delibere. Evidentemente la sinistra non condivide più le scelte di questa amministrazione ma essere di lotta e di governo avviene a livello nazionale e lo fa Salvini. Noi siamo rimasti qui, gran parte della maggioranza ci sostiene. Se noi diciamo che il sindaco è un bravo sindaco perché dovremmo scegliere un candidato sostenuto da partiti che in questa maggioranza non ci stanno? Mi sembra alquanto strano. Io non do per scontato niente ma credo che Pignotti arriverà al ballottaggio. Contro chi non so. Assumerò tutti quei ruoli che saranno necessari per farlo vincere, dalla manovalanza in avanti. Poi farò quello che mi chiederà, se mi chiederà qualcosa. Farò una campagna elettorale come se il candidato fossi io. Sono contento per il grande attestato di stima che mi è arrivato da parte di molte persone sia prima che dopo che si è saputo della candidatura di Pignotti. Mi sento come se fossi suo fratello maggiore e chi intende sostenere Matteo Verdecchia deve votare Alessio Pignotti e farlo diventare sindaco della città. Solo in questo modo i tanti attestati di stima che mi sono arrivati nel tempo potranno essere concretamente produttivi».


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1 commento

  1. 1
    Paride Zallocco il 13 Aprile 2022 alle 22:07

    Non so se il riso o il pianto a prevalere

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