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Nuova scuola Bacci, arrivano 11 milioni per demolirla e ricostruirla. Terrenzi: «Grandissimo risultato»

SANT'ELPIDIO A MARE - Il primo cittadino: «Siamo il comune della Regione Marche che ha ottenuto il finanziamento più alto – dice con grande soddisfazione Terrenzi – e siamo l’unico Comune finanziato di tutto il territorio fermano e secondo classificato in tutte le Marche. Credo che sia un altro grandissimo risultato»
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Alessio Terrenzi

È pari a 11.465.723,10 euro il finanziamento riconosciuto per la demolizione e ricostruzione del plesso della scuola Bacci al capoluogo. «Un altro grande risultato – il commento a caldo del sindaco, Alessio Terrenzi – che lascio in eredità ad una città che, negli ultimi mesi, ha visto arrivare finanziamenti importanti che prenderanno corpo in futuro».

«Siamo il comune della Regione Marche che ha ottenuto il finanziamento più alto – dice con grande soddisfazione Terrenzi – e siamo l’unico Comune finanziato di tutto il territorio fermano e secondo classificato in tutte le Marche. Credo che sia un altro grandissimo risultato per il raggiungimento del quale non posso che ringraziare i dipendenti dell’ufficio tecnico, che io peraltro ho fortemente voluto, che hanno lavorato alacremente a questo così come a tanti altri bandi che hanno portato ottimi frutti come mai era accaduto negli anni precedenti».

Il bando prevedeva la demolizione e ricostruzione in sito che era una condizione fondamentale per acquisire il finanziamento, per evitare spreco di nuovo suolo: la ratio dei piani Pnrr è di non sprecare nuovo suolo e di fare edifici energeticamente autosufficienti. Si poteva ambire al finanziamento solo ed esclusivamente presentando un progetto che fosse in linea con tali caratteristiche.
«Per capirci – dice il sindaco – la demolizione e ricostruzione in altro sito non sarebbe stata finanziata in quanto non rispondente ai criteri del bando. Sappiamo bene che alla Bacci c’è la necessità di mettere mano alla viabilità e ciò è oggetto di altri progetti che stiamo cercando di farci finanziare. Era un treno che non potevamo perdere e sono orgoglioso di lasciare alla città un’altra consistente eredità».


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