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Nelle Marche riparte la stagione turistica, ma le imprese non trovano personale

FERMANO - Le aziende che si occupano di alloggio, ristorazione e servizi turistici cercano 3.180 lavoratori per il mese di maggio e addirittura 13.210 entro fine luglio. In particolare si cercano cuochi e camerieri. Un problema che riguarda anche gli altri settori, per il mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro. Complessivamente le richieste delle imprese riguardano 46.290 lavoratori di cui 12.490 a maggio e ben il 36 per cento sono considerati di difficile reperimento o per mancanza di candidati (21,5 per cento) o per la loro preparazione inadeguata (12,2 per cento)
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Riparte la stagione turistica nelle Marche. E le imprese del settore cercano 3.180 lavoratori per il mese di maggio e addirittura 13.210 entro fine luglio. Si tratta di richieste di personale che arrivano dalle aziende che si occupano di alloggio, ristorazione e servizi turistici. In particolare si cercano cuochi e camerieri. Ma il 32 per cento di queste assunzioni non si farà perché si tratta di lavoratori considerati di difficile reperimento.  Nel 17,2 per cento dei casi per mancanza di candidati e nel 13,7 per cento per una preparazione considerata non adeguata. Ad affermarlo il Centro Studi Cna Marche, che ha elaborato i dati Excelsior Unioncamere.

«Un problema quello della difficoltà di trovare personale – afferma il presidente Cna Marche Paolo Silenzi – che non riguarda solo il settore turistico. Addirittura per i tecnici e le professioni con elevata specializzazione, il 51,4 per cento è considerato di difficile reperimento mentre tra gli operai specializzati tale percentuale è del 45,9 per cento con punte del 62 per cento nel mobile, del 55,2 per cento nella meccanica e del 54,4 per cento nella moda. Guardando ai titoli di studio le richieste di laureati rimarranno insoddisfatte nel 46 per cento dei casi per mancanza di candidati (31,5%) o per preparazione inadeguata degli stessi (12,3%). A mancare all’appello sarà anche il 39,6 per cento dei diplomati. E’ evidente che esiste un problema di distanza tra domanda e offerta di lavoro che va affrontato con adeguate politiche scolastiche e del lavoro, mettendo in contatto le imprese con le scuole e con i centri per l’impiego. Scontiamo la carenza di politiche attive e di orientamento».

Complessivamente le richieste delle imprese tra maggio e luglio riguardano 46.290 lavoratori di cui 12.490 a maggio e ben il 36 per cento sono considerati di difficile reperimento o per mancanza di candidati (21,5 per cento) o per la loro preparazione inadeguata (12,2 per cento).

I dati particolareggiati per settore consentono di osservare il ruolo di traino esercitato dalle attività connesse al turismo (“Servizi di alloggio e ristorazione; servizi turistici”), dove si concentrano 3.180 figure pari al 25% delle entrate previste di lavoratori per il mese di maggio e ben 13.210 entrate previste per il trimestre maggio-luglio, pari al 28,5% del totale. Il manifatturiero dovrebbe assorbire 2.880 ingressi al lavoro in maggio (il 23% del totale) e 8.640 nel trimestre maggio-luglio (18,6% del totale). I servizi alle imprese seguono al terzo posto per importanza con 2.410 ingressi previsti per maggio (19,2% del totale) e 8.240 per il trimestre (17,7%).

Solo nel 16% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nell’84% dei casi saranno a termine (a tempo determinato o con altri contratti con durata predefinita).


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