di Serena Murri

Tavola rotonda, venerdì alla Pic Pesca di Porto San Giorgio, sulla tutela di mare e costa che ha richiamato pescatori e balneari. Al centro del dibattito, il progetto del Parco Marino e la sostanziale riduzione di spazio di pesca per la categoria che per questo è sul piede di guerra. L’incontro pubblico è stato moderato dall’Onorevole Mauro Lucentini, erano presenti anche Fabio Senzacqua che ha fortemente voluto l’incontro, il consigliere regionale Marco Marinangeli, l’Onorevole Riccardo Augusto Marchetti, Tonino Giardini di Coldiretti, Pietro Aureli. Nel pubblico, ad ascoltare, anche il candidato sindaco Valerio Vesprini.

Come ha introdotto l’Onorevole Mauro Lucentini: «È un periodo difficile per la marineria e per l’ambiente. Nella Sottosegretaria Gava, abbiamo trovato una porta aperta sulla questione del Parco Marino. Mantenere in contatto la base territoriale, il Parlamento e le associazioni di categoria è importante». Fra gli interventi da parte della categoria della marineria, quello di Gerardo Fragoletti e Basilio Ciaffardoni, vice Presidente Cogeva si è così espresso: «L’idea del parco è nata 30 anni fa con i fenomeni di mucillagini che ci colsero impreparati perché sconosciuti. Noi abbiamo sempre fatto grandi sacrifici per tutelare la risorsa idrica ma dobbiamo tutelare anche il lavoro».

I pescatori si sanno autolimitare. «La categoria ha fatto grandi sacrifici di sua iniziativa – ha ricordato Ciaffardoni- diminuendo i giorni di pesca e andando a pescare sempre più a largo. Ma il Consorzio di vongole ha capito che questo tipo di salvaguardia portava benefici a tutta la categoria, senza sovrapporre mesi di pesca e tutelando il mercato. L’idea di Parco espressa all’epoca, non solo è divisiva ma è arcaica. Come tutti i pescatori, vorrei che venissero rappresentati gli sforzi fatti dalla categoria che vede già una contrazione per la piccola pesca, riconoscendo che i sacrifici fatti hanno portato benefici al territorio. Si parla del parco da 30 anni ma noi siamo preoccupati dai posti di lavoro. Qui da noi il parco c’è già. La viticoltura ha sviluppato impianti dove già non si può pescare all’interno delle 3 miglia e lì la fauna viene già tutelata. Ci sono già zone per istituire zone di ripopolamento che hanno portato grandi benefici, senza contrarre spazio alla pesca ma accrescendolo. Per far in modo che la risorsa accresca ma senza contrarre lo sforzo di pesca dei pescatori. Noi viviamo e operiamo a Porto San Giorgio e non – ha concluso il Cozzaro – a Parco San Giorgio».

Gerardo Fragoletti, Presidente Consorzio vongole picene, ha aggiunto: «All’epoca del fenomeno delle mucillagini, vennero richiamate le vongolare, per ossigenare il mare. Qualcuno non vuole vedere le nostre attività e le vuole vedere finite. Non c’è stata una collaborazione seria con i promotori del Parco Marino per costruire qualcosa di diverso, rispetto agli stereotipi di 30 anni fa. C’è stato sempre uno scontro frontale. La pesca è cresciuta nel tempo, non siamo più predatori come una volta. Adesso stiamo fermi anche due mesi e mezzo. Se ne serviranno altri non sarà un problema. Ci sappiamo autolimitare ma per trovare la quadra, ambiente e lavoro devono camminare di pari passo. Senza mandare a casa i lavoratori che di questo campano. Noi siamo riusciti a diminuire l’impatto ambientale del nostro lavoro, stiamo in mare un’ora e mezza al massimo. Ormai, per noi l’impatto ambientale è zero».

Per l’occasione è intervenuta la Sottosegretaria per la Transizione Ecologica, Vannia Gava che ha raccolto tutte le istanze presentate per portarle sui tavoli del Governo centrale e ha promesso: «Continueremo a tutelare famiglie, imprese e la nostra economia e porterò sui tavoli del Ministero le considerazioni fatte questa sera».

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