
Jacopo Bregoli
di Matteo Malaspina
Ultimo saluto a Jacopo Bregoli tra lacrime e fumogeni gialloblu, quelli della sua fede calcistica, quelli della sua Fermana, a pochi metri dal Recchio. Il funerale del 36enne tragicamente scomparso martedì notte a Fermo a seguito di un incidente stradale mentre era in sella al suo scooter, è stato celebrato oggi pomeriggio alle ore 16 nella chiesa Sant’Antonio da Padova di Fermo, di fronte al suo stadio, il Bruno Recchioni, dove lui amava trascorrere le domeniche tifando, si diceva, per la squadra del cuore, la Fermana. Società che ha posato sulla bara la maglia gialloblu, i colori della sua fede calcistica che era uno dei suoi tanti interessi. Perché Jacopo era un «ragazzo pieno di gioia, un’esplosione di vita. Testardo ma sempre con il sorriso» ha detto una sua amica dall’altare al termine della celebrazione.
«C’è una canzone che dice che non c’è cosa più triste in giornate come queste ricordare la felicità. Io ricordo Jacopo piccolino mentre ero un giovane prete ed eravamo felici – ha ricordato Don Osvaldo Riccobelli durante la predica – Pensare che era un ragazzo bravo e buono, nel ricordarlo ci mette ancora più malinconia. Un professionista serio che ha sempre cercato di fare del suo meglio per accogliere il Signore».
Parole toccanti che hanno smosso i sentimenti delle tante persone presenti. Il pianto triste dei familiari, gli amici sconsolati: sono queste le tristi cartoline di un pomeriggio funesto.
«Non ce la posso fare» urlava un amico. Un colpo troppo duro da sopportare, da quando quella notte tra martedì e mercoledì Jacopo ha perso la vita in un incidente sulla Provinciale 239 a Fermo. Prima la caduta sull’asfalto, poi l’arrivo dei sanitari e dell’eliambulanza che non sono riusciti a far ripartire il suo cuore che ha smesso di battere a mezzanotte.
«Abbiamo ed avremo un rapporto speciale. Ci hai sempre reso felici ed era impossibile non volerti bene. Non ti sei mai tirato indietro nel dare una mano a qualcuno. Sei stato un ragazzo meraviglioso e sono orgogliosissima di essere stata la tua mamma. Arrivederci a presto amore mio, non vedo l’ora di poterti riabbracciare» sono state le parole toccanti scritte dalla mamma e lette da un’amica. Jacopo era un ragazzo che voleva bene e si sapeva far voler bene.
L’uscita del feretro dalla chiesa è stato accompagnato da un forte applauso e da tante lacrime. Gli amici e i familiari stretti in un abbraccio nel dare l’ultimo saluto. Non è voluto mancare l’affetto dei tifosi della Fermana che hanno depositato a terra i fumogeni con i colori della squadra. E tra il fumo gialloblu il carro funebre è partito accompagnando Jacopo nel suo ultimo viaggio sulla vita terrena, un addio come se si trattasse di un brutto sogno che però sarà difficilissimo, anzi impossibile da dimenticare.




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