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Padre cerca di salvare il figlio, travolti e uccisi da un treno

TRAGEDIA a Senigallia: a perdere la vita due turisti di Perugia di 63 e 26 anni. Il papà ha cercato di afferrare il giovane, ma nel frattempo è arrivato il convoglio. I due sono morti sul colpo
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di Alberto Bignami

Ha cercato di salvare il figlio, gettandosi verso di lui per afferrarlo e portarlo via dai binari senza accorgersi che alle sue spalle stava sopraggiungendo un treno merci diretto. Il convoglio è passato a gran velocità senza riuscire a frenare in tempo, investendo prima l’uomo, S.P. 63enne di Perugia e quindi il figlio C.P. di 26 anni. Entrambi morti sul colpo. 
Sono i contorni della tragedia che si è consumata ieri sera intorno alle 21 lungo i binari che attraversano la città di Senigallia, all’altezza dell’albergo ‘Trocadero’.

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Una pattuglia della polizia alla stazione di Senigallia (Archivio)

Era qui, infatti, che padre e figlio stavano alloggiando per trascorrere un periodo di vacanza insieme. Arrivati da 5 giorni, in città vi era anche la mamma del ragazzo, separata dal marito con il quale in questo periodo stava tentando, d’accordo con l’ex coniuge, un riavvicinamento. Secondo le prime ricostruzioni, il papà era in albergo con il figlio quando questo si è allontanato. Lo ha seguito, forse anche per passeggiare un po’ con lui senza immaginare cosa sarebbe potuto accadere pochi minuti più tardi. L’idea, probabilmente, essendoci un sottopasso lì vicino che dà sul mare, era quella di una passeggiata sotto le stelle, in spiaggia.

L’albergo dove alloggiavano si trova infatti a pochi passi dalla linea ferroviaria. Ad un tratto però, il 26enne avrebbe scavalcato la staccionata in muratura. Il papà ha fatto immediatamente altrettanto per seguirlo e quindi rincorrerlo. Era riuscito ad afferrarlo per trascinarlo via quando improvvisamente è arrivato il treno merci. Il primo ad essere stato ucciso è stato proprio il 63enne quindi il giovane. I due corpi sono stati trovati dagli agenti della Polfer e della polizia Scientifica, intervenuta sul posto per effettuare tutti i rilievi di rito necessari a ricostruire la dinamica dell’accaduto, a poche decine di metri l’uno dall’altro. I corpi delle due vittime sono stati successivamente ricomposti e portati all’obitorio di Senigallia.


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