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Giostra dell’anello, festa grande a Paese Vecchio. Gubbini e Ferretti: «Tutto perfetto» (Ascolta la notizia)

SERVIGLIANO - L'analisi e le emozioni del cavaliere e del console di Paese Vecchio dopo il successo al 54esimo torneo cavalleresco
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di redazione CF
«Sapevo che sarebbe stata dura, solo con una giostra perfetta avrei portato a casa il palio. Una vittoria importante per il rione Paese Vecchio e per me stesso». Massimo Gubbini, vincitore, in sella ad Anna Aurora, della Giostra dell’anello di Servigliano, commenta così il suo successo. Un trionfo: il forte cavaliere di Foligno è stato in testa fin dalla prima tornata. «Sono rimasto molto concentrato fino all’ultima curva. Sapevo che Lionetti di Porta Navarra ci avrebbe dato filo da torcere, in quanto montava Fast Mont, un cavallo che conosco molto bene. Fast Mont gradisce molto le piste elastiche com’era domenica quella di Servigliano e infatti dai tempi di gara avete visto tutti che duello è stato con Lionetti, bravissimo pur essendo al debutto. Prima e seconda tornata perfette, alla terza Porta Navarra si è messa dietro di gran lena e quando sono sceso sul tracciato sapevo di dovermi avvicinare alla perfezione per vincere. Sono andato velocissimo, non mi sono scomposto agli anelli, e con il riscontro cronometrico di 59”9 abbiamo riportato il palio a Paese Vecchio».
Per Massimo Gubbini è stato il quarto drappo conquistato a Servigliano, mentre per Paese Vecchio è stato il decimo palio della storia. «Anna Aurora – aggiunge il cavaliere gialloverde – mi ha aiutato tantissimo. Faceva quello che le dicevo, è stata puntuale e perfetta. Un grazie ad Emanuele Filippucci che l’ha allenata con costanza e bravura. Per me è stata una vittoria molto importante. Avevo vinto l’ultima volta nel 2017 in sella a Governor. Quando un cavaliere non vince per anni è chiaro che si senta in discussione. Posso dire che a Paese Vecchio invece mi sono sempre sentito protetto, le persone conoscono il mio impegno e la mia professionalità. Certo, adesso ci voleva questa vittoria, che è arrivata, meritatamente».
Ascolta la notizia:
Una battuta su Giancarlo Ferretti, storico console di Paese Vecchio da un quarto di secolo, che domenica non era al campo de li giochi «perché – fanno sapere dall’organizzazione – positivo al covid»: «Giancarlo mi è stato sempre molto vicino, in tutti i modi. Domenica sera, dopo la vittoria, abbiamo scherzato al telefono, eravamo felicissimi: gli ho detto che per scaramanzia anche il prossimo anno lo lasciamo a Curetta durante la giostra».
Ed eccolo Giancarlo Ferretti, personaggio unico del Torneo Cavalleresco. Decano dei consoli e figura conosciuta a livello nazionale. «Non è stato facile vivere chiuso in casa la dieci giorni del Torneo Cavalleresco – spiega Ferretti – Sabato notte avevo il primo tampone negativo e sono uscito pochi minuti per vivere l’aria delle bandiere, dei colori, del palio e di Paese Vecchio. Ma francamente non me la sono sentita domenica di andare ad assistere alla giostra. Vi dico che vivere in diretta smartphone la terza e decisiva tornata, così carica di tensione e pathos, è stata un’esperienza molto forte, unica. Il rione Paese Vecchio merita questa grande gioia, la merita per tutto ciò che ha saputo fare e dare in questi anni. Gubbini non è mai stato in discussione, a Paese Vecchio è un’icona come lo è stato anni fa Franco Ricci a Porta Santo Spirito. A proposito della scuderia, un ringraziamento al nobile rione Giotti di Foligno per la collaborazione e la professionalità».

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