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Cambio al vertice della Guardia di Finanza di Fermo, arriva il colonnello Bolognese

FERMO - Il nuovo comandante arriva da Macerata dove ha condotto, alla guida del Nucleo di polizia economico-finanziaria, ha condotto brillanti operazioni. Il colonnello Regina, invece, assumerà un prestigioso incarico a Roma
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Il colonnello Massimiliano Bolognese

Cambio al vertice della Guardia di Finanza di Fermo. Il colonnello Antonio Regina, alla guida delle Fiamme gialle fermane da tre anni, va a Roma dove a breve assumerà un incarico di prestigio. Al suo posto arriverà, ufficialmente da martedì, il parigrado Massimiliano Bolognese.  E proprio martedì, al comando provinciale della Guardia di Finanza si terrà il passaggio di consegne.

Il nuovo comandante provinciale arriva da Macerata, dove ha guidato il Nucleo di polizia economico-finanziaria. Nel Maceratese, Bolognese ha condotto brillanti operazioni che hanno consentito di conseguire eccellenti risultati nella lotta all’evasione fiscale, agli sprechi di denaro pubblico, alla contraffazione e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Tra questi, ad esempio, l’operazione “K2” a contrasto delle frodi fiscali e del riciclaggio internazionale (che ha consentito di denunciare alla Procura di Macerata 56 persone per non aver versato somme dovute all’erario, utilizzando in compensazione crediti inesistenti, per un importo complessivo di oltre 14 milioni di euro); i servizi sul reddito di cittadinanza, che hanno disvelato condotte illecite nel settore della spesa pubblica; l’operazione “Cespuglio” (conclusasi con l’emissione di tre misure cautelari personali e la denuncia di altre quattro persone coinvolte, a vario titolo, nella cessione di cocaina); l’operazione “Ultime volontà” (conclusasi con l’esecuzione di misure cautelari personali, emesse dal gip presso il Tribunale di Macerata, nei confronti di due avvocati, indagati, a vario titolo, per i reati di falsità in testamento olografo e falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri e, in concorso, per l’ipotesi delittuosa di circonvenzione di persona incapace);

l’operazione “Half hand” (che ha consentito di ricostruire l’attività criminosa posta in essere da diverse persone, anche di etnia straniera, specializzati nel minuto spaccio di sostanze stupefacenti  prevalentemente droghe pesanti-posto in essere all’interno e nell’area circostante l’Hotel House di Porto Recanati, conclusasi con l’emissione di cinque provvedimenti di custodia cautelare. Nei confronti dei responsabili si è inoltre provveduto alla tassazione dei proventi derivanti dall’attività illecita, ammontanti a oltre 200mila euro).


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