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Nuovo tomografo al Murri: ecco la cardiotac che studia il volume del cuore ‘in un battito’. Arriva anche la Tac mobile

L’entrata in funzione della nuova cardiotac a pieno regime è prevista entro la prima decade di dicembre. Partirà invece, dal prossimo 24 ottobre, un sistema Tac mobile, che sarà attivata all’interno di appositi moduli nell’area sottostante l’accesso principale all’ospedale Murri

L’ospedale Murri di Fermo

di redazione CF

Novità importanti all’ospedale Murri dove saranno introdotti nelle prossime settimane macchinari all’avanguardia per potenziare il servizio di radiodiagnostica. Il mese prossimo il presidio ospedaliero si doterà di un sistema di tomografia computerizzata (Tc) GE Healthcare modello “Revolution CT”. Si tratta di un sistema multidetettore a 256 strati di ultima generazione, dotato della tecnologia  “Dual Energy”.


«Il valore aggiunto della nuova Tac è quello di studiare l’intero volume del cuore nel tempo di un singolo battito cardiaco. La tecnologia dual energy – spiega il direttore d’Area vasta 4, Roberto Grinta – permette la scomposizione chimica dei tessuti anatomici. In questo modo viene evidenziato l’edema spongioso osseo, studiato finora solo con risonanza magnestica. E’ possibile analizzare la composizione dei calcoli renali e delle calcificazioni periarticolari e di ridurre la dose di raggi X erogati al paziente. Il sistema sarà destinato ad applicazioni avanzate in ambito cardiologico, vascolare, polmonare, oncologico, neurologico ed addominale, permettendo di effettuare lo studio completo di tutti i distretti corporei».

Il direttore Av4, Roberto Grinta

L’entrata in funzione della nuova cardiotac a pieno regime è prevista entro la prima decade di dicembre.
Partirà invece, dal prossimo 24 ottobre, un sistema Tac mobile, che sarà attivata all’interno di appositi moduli nell’area sottostante l’accesso principale all’ospedale Murri. Il sistema è un TC Philips modello “iCT SP 128”, valido per l’imaging cardiovascolare e in grado di garantire un’elevata accuratezza diagnostica e l’ottimizzazione della dose erogata in tutte le applicazioni cliniche.
«La Tac mobile sarà operativa per i pazienti esterni – aggiunge Grinta – questo permetterà anche, qualora nei prossimi mesi si registri una recrudescenza della pandemia, di utilizzare un macchinario per altri esami ed uno, interno, da dedicare a casi Covid. Con la nuova cardiotac ci dotiamo di un’apparecchiatura di ultima generazione che qualificherà ulteriormente le prestazioni all’utenza della sanità fermana».


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