La capogruppo Annamaria Albanesi

«Da “Monterubbiano paese di presepi” a “Monterubbiano: le vie dei presepi”: cambia la forma e anche la sostanza». Così il Gruppo consiliare Idea Monterubbiano replica alla notizia che quest’anno il tradizionale presepe artistico napoletano monumentale di Antonino Savarese non farà parte delle iniziative natalizie. «Da quello che ci risulta – spiega la capogruppo Annamaria Albanesi – il presepe monumentale di Savarese, della cui organizzazione si è occupato il centro sociale “Don Riccardo Lisi”, quest’anno non sarà allestito. Ma, nel comunicato rilasciato alla stampa, la sindaca Meri Marziali non fa menzione di questo fatto. Ci chiediamo come mai».

«Negli anni – prosegue Albanesi – il presepe di Savarese è diventato il punto di forza delle iniziative natalizie di Monterubbiano, attirando moltissimi visitatori, con ricadute positive su commercio e turismo. Ci sfugge, inoltre, il motivo per cui il centro sociale, che tanto si è sempre prodigato per la riuscita dell’iniziativa, quest’anno non sia coinvolto». Dubbi che il gruppo di minoranza ha affidato a un’interrogazione protocollata in queste ore.
Il presepe artistico napoletano monumentale veniva allestito all’interno del polo museale San Francesco. Con il tempo, al presepe di Savarese se ne sono aggiunti altri, in centro storico e nelle frazioni, che hanno contribuito a fare di Monterubbiano “il paese dei presepi”. «Funzionava, la sindaca non può negarlo. E allora perché escluderlo dalle iniziative natalizie? Stesso discorso per il centro sociale: perché fare a meno della sua collaborazione?», incalza Albanesi che vuole vederci chiaro. La capogruppo si sofferma anche sui concetti di “spirito unitario” e di “senso di collaborazione”, «sbandierati dalla sindaca». «Ci sono sempre stati – dice – non sono certo una novità di quest’anno. Si è sempre avuta la collaborazione della Pro Loco e della scuola. Come è sempre stato chiesto ai cittadini di dare il loro contributo per abbellire il paese nel periodo natalizio. Ben venga, quindi, nell’organizzazione l’ingresso dell’Armata di Pentecoste con le Corporazioni e ogni altra novità, ma non si può parlare di reale collaborazione senza il coinvolgimento degli storici protagonisti e del centro anziani».

 

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