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Variante Campiglione, Pistolesi: «Edilizia agevolata, sviluppo e anche un asilo. Ok a case di cura e Rsa» poi la stoccata al Pd

FERMO - La consigliera capogruppo di Piazza Pulita, coordinatrice del tavolo di lavoro Campiglione-Molini, illustra i dettagli della nuova variante. Ai dem: «Cosa avrebbe fatto la sua amministrazione ideale? Sarebbe forse restata ferma»
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Sara Pistolesi

Durante il consiglio comunale dello scorso 29 novembre si è assistito al secondo passaggio con  approvazione definitiva, anche alla luce delle osservazioni presentate, della variante urbanistica di  Campiglione – Molini Girola, un atto fortemente voluto dall’amministrazione che ha  individuato nel lavoro urbanistico sui due quartieri una delle  tre direttrici principali del suo mandato. E nei dettagli entra la consigliera capogruppo di Piazza Pulita, Sara Pistolesi che è anche coordinatrice del tavolo di lavoro Campiglione-Molini

«Il lavoro sulla variante parte da un obiettivo centrale: sostenere le opportunità di sviluppo e di crescita economica che – esordisce Pistolesi – nasceranno attorno al nuovo ospedale, andando ad aggiornare un piano regolatore ormai datato e non in linea con le esigenze attualiNelle aree ex-Omsa, San Giovanni e via Malintoppi sarà dunque possibile realizzare strutture commerciali, ma anche dedicate allo sport e allo svago, incontrando esigenze decisamente più attuali e che sono già venute fuori, attraverso le istanze presentate da chi in questi luoghi ha già scelto di investire. Le vecchie aree progetto, di fatto strutturalmente bloccate, vengono ridisegnate e soprattutto si stabilisce, per la zona prossima all’ospedale che sta nascendo, la possibilità di realizzare case di cura, Rsa, ma anche studi professionali e mediciAccanto all’obiettivo dello sviluppo, che potrà portare crescita economica e nuovi posti di lavoro, trova collocazione un residenziale a basso impatto per fare fronte alle esigenze di tipo abitativo che ad oggi nel quartiere faticano a trovare risposta. Con una fortissima attenzione alla vivibilità, si definiscono e ampliano le zone verdi e l’azione amministrativa sui quartieri affianca a questa variante urbanistica un importante focus sul sociale: ne sono esempi il nuovo asilo nido che sorgerà in località San Claudio, per cui i fondi Pnrr sono già stati stanziati, così come le Comunità Educanti, attive dallo scorso anno al centro sociale di Campiglione. Ne è un esempio calzante il progetto Pinqua che vede nella zona della ex-Conceria il sorgere di edilizia agevolata, con un focus in primis sulle giovani coppie, accanto a strutture dedicate all’health-care, allo sport e un nuovo teatro, per un totale di oltre 15 milioni di euro anche qui già stanziati».  

La variante al Prg per Campiglione

La forte attenzione sui quartieri di Campiglione e Molini Girola arriva dalla convinzione che l’area,  con l’avvento dell’ospedale, rappresenterà un punto di riferimento non soltanto per la città, ma per l’intero Fermano: «Da qui – aggiunge Pistolesi – l’esigenza di riprogettare un piano regolatore datato. Lo stesso metodo con cui ciò è stato fatto è innovativo: partendo da uno studio della società Nomisma sulle possibilità di crescita socio-economica che si sviluppano attorno all’ospedale, sono stati fissati diversi incontri con sindaci dei Comuni limitrofi, Provincia, responsabili della progettazione del nuovo ospedale, ma anche privati proprietari delle aree oggetto di variante, nonché imprenditori che hanno investito nel territorio e, dopo un attento ascolto e un proficuo confronto, si è iniziato a lavorare sull’elaborazione tecnica. Come coordinatrice del tavolo di lavoro Campiglione-Molini, ma anche come residente, mi ritengo quindi estremamente soddisfatta del  risultato raggiunto e anche del fatto che la bontà del progetto sia stata colta anche dalla Lega, che  ha confermato il voto favorevole, espresso già nel primo passaggio in consiglio comunale. Al Pd invece chiedo: cosa avrebbe fatto la sua amministrazione ideale? Sarebbe forse restata ferma,  senza cogliere la più grande opportunità di crescita e sviluppo che oggi abbiamo sul nostro  territorio, senza aprirsi al confronto e disegnando una variante urbanistica senza discuterla con i proprietari che ne avrebbero visto gli effetti di lì a poco? Questo modo di fare non ci appartiene e quindi, rimarcando le differenze di vedute – conclude la capogruppo – continuiamo a lavorare sulla crescita della città,  fortemente convinti di quanto fatto».  

 


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