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Gli appelli di “Psg Bene Comune” al sindaco Vesprini

PORTO SAN GIORGIO - Dalla viabilità al verde, gli appelli del gruppo di opposizione rappresentato da Agostini in assise: «Questo è il tempo di fare scelte coraggiose per uno sviluppo del territorio che sia anche sostenibile»
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Emiliano Agostini

«Abbiamo letto con attenzione la conferenza stampa del sindaco Vesprini, e cogliamo l’occasione per portare all’attenzione della amministrazione e dei concittadini alcuni spunti programmatici secondo noi essenziali. Il sindaco ha toccato numerosi temi senza soffermarsi però sulla visione generale e sulle linee guida che nel particolare guideranno le scelte della amministrazione nel concreto». Inizia così, con queste parole, la disamina del gruppo di opposizione “Porto San Giorgio Bene Comune” sulle principali tematiche della città.

«Cominciamo dal Piano della viabilità: cogliamo con favore l’annuncio dell’imminente affidamento della sua elaborazione ad un tecnico specializzato, ma chiediamo con forza che sia chiaro il filo rosso che lo deve ispirare: mobilità dolce, che per noi significa immaginare una città meno incentrata sul traffico veicolare tradizionale, per scongiurare progetti che possono tradursi in processi di ulteriore degrado dell’ambiente, del paesaggio e del tessuto urbano già molto compromesso; collegamento delle diverse piste ciclabili presenti in città che abbia un senso e rispecchi criteri di sicurezza e fruibilità; pedonalizzazione di più aree, soprattutto nel centro cittadino, che a nostro avviso dovrebbe diventare il cuore della socialità, essere sempre più accogliente e vivibile, in primis per i residenti e quindi per i turisti.  Certo sarebbe stato opportuno che il piano della viabilità venisse redatto prima della revisione del progetto del lungomare: non possiamo che ripetere quanto già affermato dal nostro consigliere Emiliano Agostini e cioè che doveva essere rivisto in un ottica di complessivo equilibrio tra mobilità dolce, rispetto delle aree marine ancora pubbliche, mantenimento delle specie arboree presenti ed implementazione di queste, aumentando la presenza di specie più adatte al clima e utili a mitigare calore, sabbia sulla carreggiata. Vogliamo davvero spendere 3 milioni di euro per soli 800 metri di lungomare per realizzare un progetto che ha poco di innovativo e non guarda al futuro? Vogliamo davvero pavimentare parte delle spiagge libere con tanto di fontane senza tener conto dei costi di manutenzione e degli effetti delle mareggiate? Vogliamo davvero sacrificare la realizzazione di una pista ciclabile degna di questo nome, di aree pedonali, di zone verdi per qualche manciata di parcheggi in più?La politica in generale, e l’amministrazione comunale in particolare, dovrebbero farsi portatori di cambiamenti culturali oramai essenziali:  sono sotto gli occhi di tutti  gli effetti negativi dello sfruttamento incontrollato di suolo, di risorse naturali, tanto che oggi viviamo con un senso di ansia ogni evento atmosferico, per l’intensificazione con cui si manifesta e le sue conseguenze, (allagamenti,  smottamenti, grandinate…) che si traducono in perdite di vite umane e danni economici ingenti.  Nell’intervista il sindaco cita l’intento di investire nella piantumazione di nuovi alberi: ci permettiamo di suggerire anche qui un piano che non solo preveda la mappatura dell’esistente, ma anche una “forestazione urbana” scegliendo essenze che assorbono CO2, polveri sottili e calore, così come la realizzazione di nuovi parchi specie nelle aree collinari a rischio smottamento e pensiamo sia alla collina di Monte Caccione (Monte Cacciù) a sud, che al parco Pian della Noce a nord. Non meno importante realizzare una manutenzione e cura degli spazi verdi di qualità attraverso una pianificazione degli interventi efficace ed efficiente, attraverso il potenziamento del personale preposto o quantomeno l’affidamento dei lavoro a ditte specializzate con i requisiti di legge per la cura del verde. Chiediamo fermamente che vengano fermate le pratiche di capitozzatura delle piante: è una tecnica che sottopone la pianta a stress che possono provocare malattie, che fa sì che questa abbia uno sviluppo disarmonico e maggiore, rispetto alla corretta potatura, con le relative conseguenze in termini di interventi da fare e quindi costi da sostenere e perdita di bellezza».

«Ricollegandoci alla questione cambiamenti climatici – aggiungono dal gruppo rappresentato in assise da Agostini – cogliamo con favore la sensibilità mostrata dal sindaco verso il tema della efficienza energetica, sensibilità mostrata anche partecipando alla nostra iniziativa sulle comunità energetiche. Ma l’efficienza energetica richiede interventi immediati: proponiamo al sindaco di tradurre questa sua sensibilità in scelte concrete, come fare in modo che il Comune si faccia promotore delle comunità energetiche, che colga tutte le opportunità di finanziamento (fondi Ministeriali, fondo Kyoto il cui bando chiuso il 31/12 su una disponibilità di 187 mln ne ha visti richiedere solamente 21) per efficientare tutti gli immobili pubblici.  In questa sfida potrebbe farsi coadiuvare dalla partecipata San Giorgio Energie: auspichiamo che si faccia una seria riflessione sul futuro della società, che si decida di investire i suo utili in progetti che abbiano un ritorno futuro e non immediato (sponsorizzazioni di eventi spot). Tali utili potrebbero essere utilizzati in parte per dare sostegno alle famiglie che fanno difficoltà a sostenere le spese energetiche (che potrebbero successivamente essere aiutate con lo sviluppo delle comunità energetiche), in parte per far acquisire alla società stessa il know how necessario a farsi promotrice e attuatrice della transizione ecologica grazie alle fonti rinnovabili. Ultime, ma non meno importanti le questioni urbanistiche: il sindaco cita la ZP8, l’area ex Fornace Branella, l’area a terra del Porto, senza specificare i punti fermi da cui non prescindere. Auspichiamo che nella visione di città e quindi nello sviluppo di queste aree non si ceda ancora alla logica puramente edificatoria, ma si tenga conto della città nel suo complesso, della qualità della vita dei suoi residenti, della necessità di spazi che restino pubblici e vivibili. Il Piano Regolatore è uno strumento perequativo per definizione; se viene modificato al bisogno perde il suo senso: essere di indirizzo per uno sviluppo armonico della città in un ottica di lungo periodo. Potrebbe essere l’occasione per ragionare sul problema abitativo: il mercato degli affitti brevi a nero e gli alti prezzi sono causa dell’impossibilità di affittare per risiedere. Vorremo che si pensasse a Porto San Giorgio come ad una città in grado di attrarre giovani, famiglie, nuove attività produttive (non esclusivamente commerciali/turistiche), magari dell’economia digitale, della green economy. Ultimo appello – concludono dal Porto San Giorgio Bene Comune – riguarda il mercato coperto: il sindaco cita una sua riqualificazione senza specificare in cosa questa consisterà. Noi abbiamo una idea chiara: il Mercato delle erbe (mercato coperto) dovrebbe rimanere il luogo della vendita di merce a km 0, commercio di prossimità, tra produttori locali e consumatori locali, anche detti “abitanti”. E’ attrattivo, dovrebbe essere riqualificato e regolamentato, proprio perché esiste da più di un secolo. Fare la spesa al mercato delle erbe è un’esperienza vera, sangiorgese, che non vorremmo perdere. Cogliamo con favore l’apertura che il sindaco ha mostrato nei confronti di chi vive la città: nella campagna di ascolto, che ha annunciato, ci permettiamo di consigliargli di includere chi si sta attivamente impegnando per fare proposte serie ed intelligenti in merito al progetto del lungomare e alla metrotranvia mare monti. Questo è il tempo di fare scelte coraggiose per uno sviluppo del territorio che sia anche sostenibile.

 


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