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Conservatorio, i rappresentanti della Consulta degli Studenti a Radio Fm1: «Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni locali» (Video)

FERMO - Ospiti questa mattina ai microfoni di Radio Fm1, intervistati da Alessandro Luzi, i rappresentanti della Consulta degli Studenti del Conservatorio di Musica G.B. Pergolesi di Fermo: «Convocheremo gli amministratori per trovare delle soluzioni concrete. Basta fare scaricabarile».
Gloria Foresi, Simone Tenerelli, e Remigio Giannetti della Consulta Studenti del Conservatorio

Da sx Gloria Foresi, Simone Tenerelli, Remigio Giannetti

di Francesco Silla

Proprio la scorsa settimana avevano lanciato il grido d’allarme riguardo le problematiche della struttura del Conservatorio G.B. Pergolesi e questa mattina i rappresentanti della Consulta degli Studenti Gloria Foresi, Simone Tenerelli e Remigio Giannetti, hanno fatto sentire la loro voce ai microfoni di Radio Fm1. Sono delle complicazioni che partono da lontano: «Esattamente dal terribile terremoto del 2016 – esordisce Remigio Giannetti – è stato chiuso il primo piano dedicato alla sezione dei fiati e successivamente anche la chiusura della chiesa dov’è inserito l’organo del conservatorio. Di conseguenza, con l’arrivo della pandemia, che ci ha relegato alla Dad, siamo arrivati ad avere l’ingresso del lato del Duomo chiusa. Sono problemi che si sono sommati e hanno reso la didattica difficile».

Affronta poi il tema dei fuori sede e dei pendolari: «Questa situazione ha dato vita difficile un po’ a tutti, soprattutto ai nuovi studenti. Chi come i fuorisede, decide di venire ad abitare a Fermo, lo fa per l’offerta didattica. Però se poi è costretto ad affrontare una situazione in cui non può suonare nel Conservatorio perché le aule sono troppo poche, vede frantumarsi la sua possibilità di apprendere. Così come per i pendolari, che non solo devono affrontare i problemi stradali, ma anche quelli della struttura architettonica. Nelle Marche ci sono solo due Conservatori, a Pesaro e a Fermo, quest’ultimo di richiamo per tutte le Marche del sud. Bisogna quindi intervenire per risolvere i problemi».

Continua poi Gloria Foresi: «Prima di scrivere il comunicato stampa come Consulta, dove evidenziavamo questi problemi, abbiamo sondato un po’ il terreno con i nostri compagni. Abbiamo sentito poi la dirigenza, che si è rivolta a chi di dovere. Ci siamo resi conto che la responsabilità sembrava essere di nessuno, mentre il disagio era di tutti. Parando con il direttore ci siam resi conto che comunque Fermo è particolarmente generosa a livello di borse di studio e di pagamento all’ora dei docenti. Ci sono però delle spese vive a cui il conservatorio deve affrontare in prima persona. È una situazione che ci porta poi a pubblicare quel comunicato in cui affermiamo di sentirci trascurati e dimenticati come studenti».

Simone Tenerelli entra poi nel merito delle responsabilità: «Il Conservatorio come istituzione, con le ultime riforme, non è più a carico della Provincia ma è un ente che fa riferimento direttamente al Ministero dell’Università e della Ricerca. La situazione riguardante la struttura è però più complicata, e non riusciamo a capire chi la gestisce, se il Comune, la Regione o la Provincia. Da quello che è venuto fuori ci sono questi tre enti che fanno da scarica barile tra di loro. Trovandoci in mezzo, subiamo questo ritardo. Non solo nel fatto della ricostruzione, ma anche per quanto riguarda le bollette del riscaldamento che ovviamente incidono pesantemente sul bilancio. Questo è un problema soprattutto per chi vive il Conservatorio tutti i giorni come i fuori sede».

Il comunicato della scorsa settimana ha stimolato le risposte di alcune istituzioni, come ad esempio il presidente della provincia di Fermo Michele Ortenzi, che si è detto disponibile ad aiutare il conservatorio ma che allo stesso tempo richiede un nuovo percorso, magari attraverso una Fondazione. Anche il sindaco di Fermo si è espresso, offrendo gli spazi del Buc per le lezioni. Ciò però non ha pienamente soddisfatto gli studenti e chiedono un confronto diretto con le istituzioni. «Sicuramente ricevere delle risposte significa non rimanere inascoltati e già è molto – sottolinea Tenerelli – però da un altro lato, concretamente, non si è risolto niente. Il Comune ci ha promesso degli spazi in futuro ma nell’immediato la situazione rimane la stessa. C’è da dire che comunque dopo l’articolo i lavori sono ripresi e continuano ogni giorno. Questo vuol dire che un primo risultato lo abbiamo ottenuto. Il termine dei lavori inizialmente era il 2020. Il nuovo termine non si sa e ogni volta viene procrastinato». «Ovviamente non possiamo fermarci qui – continua Giannetti -. Quello di cui avremmo bisogno è un confronto diretto con queste autorità, che ringraziamo per averci ascoltato. Con un comunicato stampa o con risposte scritte non si fa altro che cercare di sedare gli animi. Non possono bastare. Con l’articolo abbiamo lanciato delle idee precise, a cui sono arrivate delle risposte generali e asciutte. Questa situazione non permette agli studenti di vivere il conservatorio, con grosse ripercussioni sulla qualità della didattica e sulla nostra carriera futura».

Conclude Gloria Foresi: «La speranza è che quando i lavori accadranno, torneremo ad essere cinque rappresentanti. Ad oggi siamo solo tre a causa della riduzione del numero di iscritti, comprensibile a causa della pandemia e dei continui disagi. Il conservatorio di Fermo è un fiore all’occhiello della città, con personale e insegnanti di alta qualità quindi va preso seriamente in considerazione dalla politica locale. Bisogna ridare dignità alla struttura. Anche perché quella che c’è è bellissima. Manca quel passo in più per farla diventare funzionale ed eccellente».


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