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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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”La favolosa storia del Guerin Meschino”, lo spettacolo di fate e cavalieri in scena domenica a Montegiorgio

MONTEGIORGIO - Ultimo appuntamento con la stagione di spettacoli per bambini e famiglie ''Domenica a Teatro, promossa dal Comune e da Proscenio Teatro. Al teatro Alaleona, alle ore 17.30, andrà in scena la più bella favola delle nostre terre

Quarto ed ultimo appuntamento, domenica 19 marzo, con ”Domeniche a Teatro”, la stagione di spettacoli per bambini e famiglie promossa dal comune di Montegiorgio e da Proscenio Teatro nell’ambito del circuito Tir Teatri in Rete.

Nella splendida cornice del teatro “Domenico Alaleona” andrà in scena lo spettacolo ”La favolosa storia del Guerin Meschino”, un lavoro che racconta della più bella favola delle nostre terre, quella della potente Fata Sibilla che vive nelle viscere dell’omonima montagna e che nel corso dei secoli ha richiamato cavalieri ed avventurieri da tutta Europa.

Uno spettacolo che vuole far conoscere questo tesoro a tutti, grandi e piccoli, perché a tutti appartiene, un materiale straordinario che ha emozionato intere generazioni e che viene riproposto in una versione molto particolare, con oggetti animati, canzoni e coinvolgimento del pubblico.

Su una scena cosparsa di barattoli, ruote di bicicletta, marmitte, comignoli e ferri vecchi di ogni genere, il racconto diventa teatro, la parola fonte inesauribile di immagini e di emozioni, e con questi semplicissimi ingredienti ogni volta, senza che nessuno se ne accorga, vive la magia e l’incanto del teatro. La propria terra, il territorio, concetti che in un mondo globalizzato possono sembrare desueti e privi di senso, ci sono però storie che pur appartenendo ad un luogo assumono il carattere dell’universalità, riuscendo ad arrivare al cuore di tutti.

LA TRAMA

Nella parte sud della Regione Marche, laddove questa confina con la Regione Abruzzo, c’è un luogo di straordinaria bellezza che incanta più di ogni altro: i Monti Sibillini. Lassù vivono storie potenti: fatte di viaggi, asprezze, ruscelli e magia, storie create dagli uomini per essere raccontate agli altri.

La più importante delle leggende è senza dubbio quella della reggia incantata nascosta nelle viscere della montagna, dove una bellissima e potente fata vive rinchiusa dalla notte dei tempi. Un materiale ha riempito l’immaginazione di intere generazioni per fermarsi agli inizi del 1400 nell’opera letteraria di un cantastorie toscano, tale Andrea da Barberino, che ne fece luogo privilegiato del suo “Guerin Meschino”.

Andrea da Barberino, girava l’Italia, si fermava nelle piazze dei paesi, adunava gente e raccontava, fu certamente in uno di questi giri che, capitato nel Piceno, sentì della Reggia incantata chiusa «nella gran montagna d’Apenione» e, citando ancora sue parole, «per questo mi son dilettato di cercar parecchie istorie ed ho avuto gran piacere di molte tra le quali questa mi piacque».

Da allora grandissima è stata la diffusione del libro e innumerevoli le edizioni succedutesi, forse uno dei libri più longevi nella storia della letteratura italiana. Siamo di fronte senza dubbio alla più importante tradizione leggendaria del Centro Italia ripresa com’è noto anche nella “grande letteratura”: a questi temi fa riferimento Ariosto creando la figura di Alcina nell’Orlando Furioso e soprattutto Wagner che trasportando tutto in Germania scrive il Thannauser.

Lo spettacolo segue le tracce del romanzo ed è realizzato secondo un’originale reinvenzione dell’arte dei cantastorie. Un attore racconta, rappresenta, canta ed evoca con l’ausilio di particolarissimi oggetti una storia appassionante. Lo fa alla maniera in cui forse lo avrebbe fatto nella città di Barberino quel tale Andrea che attorniano dalla gente recitava le prose del suo libro. Lo fa nel consapevole intento di riprendere un’antica e mai scomparsa arte, quella del narrare.

La storia del Guerin Meschino è uno spettacolo che ha accompagnato quasi mezzo secolo di storia della compagnia, ha debuttato nel 1989 con Marco Renzi, realizzando oltre 500 repliche in tutta Italia. Oggi viene riallestito con Mirco Abbruzzetti per avere nuova vita e incontrare altre persone, perché è uno di quegli spettacoli la cui poesia attraversa il tempo.

L’appuntamento è alle ore 17.15e la biglietteria sarà aperta dalle ore 16.45 con ingresso unico a 5 euro. Il biglietto può essere acquistato lo stesso giorno di spettacolo presso il botteghino del Teatro Aleona a partire dalle ore 16,45 oppure on line sul sito www.ciaotickets.com. Può essere inoltre prenotato presso Proscenio Teatro dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13,30.

«Domenica 19 marzo è la chiusura non solo della stagione montegiorgese ma di tutto il circuito domenicale di Tir Teatri in Rete, un progetto che è cominciato il 20 novembre e ci ha accompagnato per tutte le domeniche fino a questo appuntamento. Venticinque domeniche di spettacolo che ci hanno fatto compagnia in questo sempre troppo lungo inverno, che hanno visto migliaia di bambini e famiglie emozionarsi e divertirsi sulle storie che sono state di volta in volta proposte – dicono gli organizzatori di Proscenio Teatro -. Tir prosegue adesso solo con gli spettacoli riservati alle Scuole e guarda già alla prossima stagione estiva dove verrà riproposto il Marameo Festival, progetto che coinvolge 5 Regioni e oltre 40 Comuni. Il 19 marzo è anche la festa del papà e per l’occasione è stato lanciato un appello a tutti i bambini: portate i vostri genitori a teatro, un giorno vi ringrazieranno».


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