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Dubbi dei Gd sulla neoconsulta dei giovani. De Luna: «E’ un’appendice della maggioranza»

PORTO SAN GIORGIO - Nasce la Consulta dei giovani «primo step di un processo di partecipazione alla cosa pubblica» la definisce il primo cittadino, Valerio Vesprini. Dubbi sono però espressi dai giovani democratici per voce del suo segretario Christian De Luna. «Con quali criteri è stata costituita? Ennesima "privatizzazione" della cosa pubblica».
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Ieri la presentazione della Consulta dei giovani di Porto San Giorgio che avrà il compito di suggerire e promuovere iniziative per i giovani e sarà anche punto di ascolto rispetto alle esigenze che arrivano dalle nuove generazioni. «La Consulta dei giovani è il primo step di un processo di partecipazione alla cosa pubblica che abbiamo promosso in campagna elettorale e che dopo un grande lavoro di organizzazione, prende il via. Un grande in bocca a lupo a tutti e un buon lavoro, perché Porto San Giorgio ne ha bisogno» ha scritto il sindaco Valerio Vesprini sul suo profilo social. Ma i giovani democratici della neo-sezione sangiorgese avanzano subito dubbi sulla sua costituzione.
Lo fa il segretario Christian De Luna che è anche consigliere comunale del Pd. «Quando si fa qualcosa per i giovani e per il loro coinvolgimento è sempre una cosa positiva. Ci preme tuttavia sollevare diverse perplessità e dubbi: con quale criterio e secondo quale regolamento si è formata? Come mai non c’è stato alcun avviso pubblico da parte dell’assessore Lanciotti rivolto a tutti i sangiorgesi tra i 16 e i 30 anni come avvenuto in passato? Secondo il regolamento la Consulta dei Giovani si rivolge ai giovani tra i 16 e i 30 anni che, previa richiesta scritta presentata all’Amministrazione, hanno diritto a partecipare all’assemblea della Consulta, per poi eleggerne il direttivo. Sono arrivate delle proposte al riguardo? Forse ci siamo persi un passaggio in consiglio comunale in cui veniva stralciato il regolamento?» scrive De Luna che aggiunge «sollevare dei dubbi è legittimo, trarre alcune conclusioni è doveroso. È più che verosimile che ci troviamo difronte, ancora una volta, all’ennesima “privatizzazione” della cosa pubblica da parte di questo governo cittadino di centrodestra. È ancora più verosimile che il sindaco e i suoi collaboratori considerino la partecipazione solo uno strumento per allargare il loro consenso politico sulla città».

Christian De Luna

I giovani democratici sangiorgesi lamentano quindi il mancato coinvolgimento e la poca informazione attraverso i canali istituzionali relativamente alla costituzione di questo gruppo. «Nei due precedenti mandati l’assessore del ramo, Francesco Gramegna, ha sempre teso la mano verso questo tipo di iniziative, aggiornando, tra l’altro, dopo sedici anni, il regolamento suddetto. Nelle passate esperienze, questa attività veniva sempre estesa a tutti senza creazione di gruppi ristretti e largamente pubblicizzata attraverso i canali di comunicazione istituzionali. Nessuna critica ai giovani che ne hanno aderito ai quali va tutta la nostra ammirazione e sostegno. La questione non è di merito ma di metodo. Quando si parla dei giovani bisogna farlo con cognizione di causa perché tra il coinvolgere e l’escludere il passo è breve ma il danno è grande. Ci rammarica constatare che questa maggioranza vada per conto suo, invadendo, come accaduto in primis con la Proloco cittadina, associazioni ed istituzioni trattandole come appendice della maggioranza. La democrazia vive di confronto. La consulta dei giovani deve essere una massima rappresentazione del mondo giovanile nella sua complessità, altrimenti diventa la consulta degli amici».

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