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Graziella Ciriaci
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Malattie reumatiche, riconoscerle e affrontarle: i consigli di Amar Marche e della dottoressa Farina (Videointervista Reuma on air a Radio Fm1)

FERMO - Ai microfoni di Radio FM1 la reumatologa del Murri, Antonella Farina, e la segretaria dell'Associazione malati reumatici, Patrizia Blasetti: «Prevenzione e stili di vita corretti fanno la differenza»
L'intervista alla dott.ssa Antonella Farina, ai microfoni di Radio Fm1

Antonella Farina

Tornano gli appuntamenti Reuma on Air ai microfoni di Radio Fm1 con Amar Marche, associazione malati reumatici, per discutere di patologie e percorsi terapeutici.

Ospiti del primo approfondimento della nuova sessione, la dottoressa Antonella Farina, reumatologa dell’ospedale Murri di Fermo, e la segretaria Amar Marche, Patrizia Blasetti. Da due anni Amar ha una sezione a Fermo che ha visto di recente la presidente Silvia Quinzi succedere a Fabrizio Ciarpella.

Diversi i temi toccati nel corso dell’intervista, come anche le domande sottoposte dal pubblico agli ospiti in studio. «Amar Marche svolge un ruolo di sensibilizzazione – nota la segretaria Blasetti – Un paziente informato è più consapevole. Lo screening e la diagnosi precoce giocano un ruolo determinante. Abbiamo promosso diverse iniziative e il progetto più ambizioso partirà in autunno, con una serie di incontri nelle scuole superiori. I problemi reumatologici, infatti, possono interessare anche i più giovani. Le malattie reumatiche sono oltre 150, molte sono invisibili. Insistere sui temi della prevenzione già con i ragazzi e sull’importanza di stili di vita sani fa la differenza».

Sulla stessa lunghezza d’onda la dottoressa Farina. «Educazione ed informazione, partendo dalla scuola, sono determinanti. Parliamo di una branca della medicina che negli ultimi anni ha vissuto un’autentica rivoluzione. I nuovi farmaci, in particolare quelli biologici, hanno cambiato completamente l’approccio rispetto al passato. Il reumatismo è come un flusso che si sposta. Il gonfiore di un ginocchio è un’infiammazione, può essere sintomo di un processo di degenerazione. Il nostro ruolo è quello di inquadrare il paziente in base, appunto, ai sintomi per poi individuare la terapia, che non è solo farmacologica ma anche fisica e riabilitativa».

La reumatologa sottolinea «aspetti relativi allo stile di vita che contribuiscono ad evitare le patologie reumatiche e prevenire i processi infiammatori. Evitare il fumo, adottare una dieta mediterranea ed un’alimentazione corretta, mangiare pesce che ha un’azione antiossidante. Chiaramente c’è anche un fattore genetico e quando ci sono delle familiarità, si possono utilizzare prodotti che portano a tamponare l’insorgere di queste patologie».

Farina suggerisce come distinguere diverse tipologie di dolore: «Quello che avvertiamo la sera dopo una giornata di lavoro è meccanico. Il dolore infiammatorio è quello che magari ci sveglia di notte, o che avvertiamo nelle prime ore del mattino e che poi tende a ridursi. Un esempio tipico dell’artrosi degenerativa è quello della signora che appena sveglia non riesce a chiudere bene le dita, poi man mano si scioglie, sintomatico dell’artrosi degenerativa. Se invece la limitazione si prolunga e dura oltre 30 minuti, significa che c’è un processo infiammatorio e possono essere utili esami del sangue e strumentali».

Diverse le domande del pubblico. C’è chi chiede se siano proficui gli integratori per la cartilagine. Farina risponde che «ci sono dati in letteratura scientifica che evidenziano un miglioramento, ma solo in caso di utilizzo prolungato nel tempo». E a chi chiede se in caso di dolore sia preferibile ghiaccio o una borsa dell’acqua calda, risponde che «non ci sono dubbi, col dolore sempre il ghiaccio. Un’infiammazione è come un fuoco e va spenta mettendo qualcosa che la contrasti, se in un’articolazione c’è del liquido vuol dire che i vasi si sono dilatati e sicuramente il calore non aiuta».

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