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Samantha Ciurluini trionfa ai mondiali per trapiantati a Perth: una storia di tenacia e solidarietà

SPORT E SOLIDARIETÀ- L'atleta fermana è riuscita a partecipare alla kermesse grazie all'aiuto economico di alcune associazioni di Montegranaro, dell'amministrazione comunale, delle aziende e del comune di Servigliano. «Grazie dell'opportunità. Sono tornata a casa con un oro e tre argenti»

di Matteo Malaspina

Una storia di sport, di tenacia ma anche di solidarietà che parte da Servigliano, passa per Montegranaro e arriva a Perth, città australiana dove dal 13 al 22 aprile si sono tenuti i World Transplant Games 2023, la maggiore competizione sportiva per atleti trapiantati.

Protagonista della vicenda la giovane atleta fermana Samantha Ciurluini, la quale nel 2011 ha ricevuto un trapianto di polmoni a Vienna a causa di una malattia, l’ipertensione polmonare, che le provocava continui affanni. «Giocavo a pallavolo ma ho dovuto smettere e, dopo alcuni dubbi, ho deciso di fare il trapianto. Dopo l’operazione ho ripreso a fare sport e a rivivere la mia vita con tenacia e determinazione. Oltre a ritornare a giocare a pallavolo, ho anche scalato il Kilimangiaro (5895 metri di altitudine) insieme all’equipe di medici di Vienna che mi avevano operata, partecipando ad un test medico e arrivando in cima prima del chirurgo – dice Samantha -. Quest’anno c’era la coppa del mondo per trapiantati in Australia, a Perth, e la federazione italiana non copriva i costi. Così ho iniziato a risparmiare perché volevo partecipare e, grazie all’aiuto di alcune associazioni, sono riuscita a coronare questo sogno».

E qui subentrano gli altri protagonisti di questa storia. Il primo è Paolo Romitelli, coordinatore di Admo colline fermane che, conoscendo Samantha, ha portato la sua storia all’attenzione dell’Avis di Montegranaro, dell’Aido, del comune di Servigliano e di Montegranaro e di Fabrizio Vitali, presidente dell’Asd Palla a Canestro settore giovanile condiviso.

«Parlando con Paolo a febbraio, siamo venuti a conoscenza di questo problema e ho subito pensato che c’era da muoversi e dare l’opportunità a questa ragazza di partecipare – spiega Vitali che ha supportato questa iniziativa solidale in prima persona grazie ad una donazione fatta dalla sua azienda, il suolificio V.S. – Ci siamo messi in moto e alcuni miei clienti hanno aderito, poi si sono accodate l’Avis, l’Admo, l’Aido, i due Comuni e l’associazione Granarium. Per me realizzare questo sogno è stato gratificante».

«Abbiamo accettato di contribuire perché siamo sempre molto sensibili a questi temi. Mi auguro che questa esperienza sia da esempio ai giovani» dice la presidente di Granarium, Novella Bracalente. «Samantha dimostra con il suo esempio che l’Aido è utile per promuovere questo tipo di donazioni. Ci sono 8000 persone in attesa di trapianto e stiamo lavorando per loro» aggiungono il presidente Aido di Montegranaro Emanuele Santarelli e la vice Paola Cruciani, a cui si aggrega Iginio Catini dell’Avis che pone l’accento su come «si può rinascere con un’energia superiore dopo un trapianto». Plaude l’iniziativa anche il presidente della Croce Gialla, Andrea Doria, che ospita la conferenza.

«Esempi come Samantha sono bei modelli e rappresentano il messaggio migliore da veicolare. Dobbiamo lavorare sul senso civico e sulla sensibilizzazione delle persone al dono» dice il primo cittadino veregrense Endrio Ubaldi. «Samantha per la nostra città è un esempio etico e il suo percorso di vita è illuminante per tutti i cittadini – commenta il sindaco di Servigliano, Marco Rotoni -. Abbiamo partecipato con entusiasmo, per testimoniare che il nostro comune è vicino al volontariato». L’assessore Anna Lina Zincarini aggiunge come lo sport unisce ed è fondamentale per il volontariato perché è uno stimolo a fare.

Manca però il finale di questa storia, ovvero il risultato sportivo che è stato da applausi. Samantha, infatti, è tornata dall’Australia con 4 medaglie: una d’oro (pallavolo) e 3 argento (marcia, lancio della palla e getto del peso). L’Italia ha conquistato il quinto posto del medagliere su 46 nazioni partecipanti, collezionando 50 ori.

«Se la competizione sportiva e la vittoria sono cose bellissime, quello che più mi ha emozionato è stata la cerimonia d’apertura con i tifosi che inneggiavano noi trapiantati, presenti ognuno con la propria storia – conclude Samantha lasciandosi scappare qualche lacrima -. E con noi hanno sfilato i donatori viventi e i parenti. Ho pensato, con emozione, che magari tra di loro ci potessero essere i genitori della mia donatrice».


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