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Artrosi del ginocchio: cos’è, come si riconosce e come si tratta

SALUTE - In Italia l’artrosi colpisce circa il 12.1% della popolazione e tra le parti del corpo più esposte ci sono le ginocchia. Cosa fare? Ad approfondire l’argomento, la dott.ssa Virginia Serpe, coordinatrice dei fisioterapisti del Centro Rialab intervistata da Jessica Tidei ai microfoni di RadioFm1

Torna l’appuntamento con la rubrica “Salute & Benessere” in collaborazione con il Centro di Fisioterapia e Medicina Rialab di Montegiorgio, diretto dal dottor Michele Del Bello, fisioterapista specializzato in terapia manuale e riabilitazione della mano e dell’arto superiore. Quest’oggi, a parlare di una patologia molto diffusa come l’artrosi, nello specifico l’artrosi alle ginocchia, a Radio Fm1, è intervenuta la dott.ssa Virginia Serpe, coordinatrice dei fisioterapisti del Centro Rialab.

Ascolta l’intervista:

Cos’è l’artrosi e qual è la sua origine?

L’artrosi è la conseguenza di un processo di degenerazione della cartilagine articolare, ossia del tessuto che riveste i capi articolari allo scopo di proteggerli dagli attriti e dall’usura. Quando la cartilagine si deteriora, l’osso sub-condrale rimane esposto e va incontro anch’esso a degenerazione: si creano, così, piccole escrescenze ossee, dette osteofiti, e processi infiammatori aspecifici che interessano l’articolazione intera e i tessuti circostanti. L’origine dell’artrosi va ricercata nella combinazione di diversi fattori predisponenti: l’età avanzata, il sesso (c’è una frequenza maggiore nelle femmine rispetto ai maschi), i fattori meccanici (come i microtraumi continuativi legati a specifiche attività lavorative o sportive, malformazioni articolari, alterazioni funzionali), il sovrappeso, l’obesità e infine i fattori genetici.

Quali sono i sintomi con cui l’artrosi si manifesta?

Clinicamente l’artrosi si presenta con dolore, rigidità, tumefazione e limitazione funzionale. Il dolore solitamente compare e si accentua con il carico articolare e tende a migliorare con il riposo. La rigidità è presente soprattutto al mattino e ha una durata media di circa 10 minuti, mentre la limitazione funzionale è di grado variabile a seconda dello stadio di malattia. Tipica è anche la presenza di scrosci articolari e di tumefazione “dura”, conseguenza della presenza degli osteofiti.

Come si fa diagnosi?

La diagnosi è clinica e si basa sulla ricerca dei segni tipici dell’artrosi. Conferme vanno ricercate nell’esame radiografico sotto carico che può mostrare riduzione della rima articolare, sclerosi dell’osso sub-condrale e presenza di osteofiti. Va, però, sottolineato che frequente è la non corrispondenza tra RX e severità dei sintomi: ossia un quadro radiografico compromesso non necessariamente è legato a sintomi importanti, così come una sintomatologia importante potrebbe non trovare corrispondenza in un esame radiografico solo lievemente alterato.

Quali sono i trattamenti più indicati?

Gli strumenti a nostra disposizione sono diversi e per la loro efficacia è fondamentale che la diagnosi sia precoce. Le evidenze scientifiche ci dicono che l’esercizio terapeutico e l’educazione al movimento (insieme alla riduzione del peso corporeo quando necessario), sono i trattamenti di prima linea contro l’artrosi. A ciò vanno abbinate adeguate terapie farmacologiche e fisioterapiche. In particolare, il medico specialista somministra Fans e analgesici per la gestione del dolore e dell’infiammazione, condroprotettori per preservare la cartilagine, infiltrazioni endo-articolari di acido ialuronico e/o corticosteroidi, e dà indicazioni sulla necessità di utilizzare plantari ortopedici e tutori per correggere la meccanica di piede e ginocchio. Il fisioterapista, invece, interviene nelle fasi inziali con la terapia fisica strumentale (Tecar, Laser, Magnetoterapia, Ultrasuoni) e con la terapia manuale con l’obiettivo di ridurre i sintomi e migliorare la mobilità articolare. Progressivamente introduce il paziente all’esercizio terapeutico con attività a difficoltà e intensità crescenti allo scopo di riequilibrare la muscolatura degli arti inferiori, migliorare la deambulazione e incrementare la qualità di vita del paziente. Solo nel caso in cui il trattamento conservativo non produca i risultati auspicati, viene prospettata la soluzione chirurgica con impianto di protesi endo-articolare.

 

La dr.ssa Virginia Serpe visita al Centro Fisioterapico Rialab di Montegiorgio in via Faleriense est 33. Per info: www.rialab.it

 

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