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Cento giorni di Ciarpella, il sindaco traccia la rotta: «Ex Fim, decoro urbano e sociale sono le priorità»

PORTO SANT'ELPIDIO - Il primo cittadino portoelpidiense fa un primo bilancio dopo aver superato i primi cento giorni alla guida della città. Un piccolo bilancio più volto a cosa si vuol fare che a quanto si è fatto.

Massimiliano Ciarpella

di Maikol Di Stefano

«Sbloccare la questione dell’ex Fim, lavorare sul decoro urbano e lavorare in maniera concreta sul sociale». Sono questi i tre obiettivi centrali, cerchiati sull’agenda programmatica per i prossimi cinque anni dell’amministrazione Ciarpella a Porto Sant’Elpidio. Lo spiega lo stesso primo cittadino che sulle nostre righe ha fatto un primo bilancio dopo aver superato i primi cento giorni alla guida della città. Un piccolo bilancio più volto a cosa si vuol fare che a quanto si è fatto.

«Cento giorno sono solo sulla carta, considerando che ci siamo insediati in maniera operativa a fine giugno nel primo consiglio comunale di presentazioni. Poi ne abbiamo avuto un altro, legato sempre più alla burocrazia, a fine luglio. Inoltre, entrando in piena stagione estiva, avevo chiarito subito che i nostri sforzi iniziali sarebbero stati concentrati lì. Abbiamo portato avanti e ampliato, dando la nostra impronta, un programma estivo che ci siamo trovati in corsa – racconta facendo il proprio resoconto Ciarpella -. La strada è lunga e un paese come Porto Sant’Elpidio non si piò cambiare completamente in tre mesi, vanno fatti piccoli passi, ma fatti bene. L’aspettativa che si sente intorno a noi da parte dei cittadini dev’essere uno stimolo per fare bene, coinvolgendo la cittadinanza e non un motivo di ansia. L’estate ovviamente ti porta più a parlare con strutture ricettive, associazioni di categoria, ma da qui al futuro ci saranno da fare tante cose per la città e andrà allargato il discorso ad altre realtà, ognuna centrale per il tema che andremo a toccate in quel frangente. Questo è un comune che necessita d’intervento strutturale a livello anche di personale, l’organico comunale andrebbe potenziato, ma nel frattempo tutti gli uffici stanno lavorando in maniera concreta e forsennata e posso definirmi più che soddisfatto del rapporto creato con tutti loro sia a livello professionale, ma soprattutto umano in questi primi tre mesi».

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E ora cosa aspetta all’amministrazione comunale? Beh, la sfida più grande è riuscire a mettete fine alla querelle infinita dell’ex Fim. Un banco di prova di cui è consapevole sindaco e giunta. «A gennaio c’è stata una conferenza dei servizi, poi a maggio un tavolo tecnico: tutti appuntamenti gestiti dalla vecchia amministrazione. Ora aspettiamo che vada avanti proprio questo tavolo e che per la prima volta come amministrazione possiamo sederci anche noi. Io come obiettivo mi sono posto quello di sbloccare questa situazione. Come è possibile fare questo? Da una parte facendo i conti con la proprietà dell’area che hanno le loro aspettative, dall’altra ricordando come sia presente un’esigenza di salvaguardare un luogo aldilà dell’aspetto storico per la città. È vero che parliamo di un edificio che ha attraversato tutte le fasi della città, ha fatto da spettatore alla storia di Porto Sant’Elpidio, però questo non può bloccare continuamente lo sviluppo di un’area  importantissima per tutta Porto Sant’Elpidio. Bisogna far chiarezza se la cattadrale può o no essere bonificata. Parliamo di un’opera che ha un valore strategico perché funge da anello di congiunzione tra il centro città e il quartiere Faleriense, può essere una grande opportunità per lo sviluppo del territorio non solo a livello turistico. Risolvere la situazione, significa far fare un upgrade concreto a Porto Sant’Elpidio dove si aprirebbero tantissime opportunità. Su cosa andare a fare in quell’area, bisogna partire con l’essere onesti e sapere che esiste un accordo già firmato, però ad esempio noi vorremmo alleggerire le previsioni urbanistiche, andare poi a trovare l’accordo con la proprietà per le opere compensative. Sono tutte situazioni che devono essere valutate, ora tutto però gira intorno al vincolo e all’attività che la proprietà sul quel bene deve esercitare. L’ex Fim è una questione che deve accompagnare il lavoro quotidiano di quest’amministrazione».

Se da una parte c’è una sfida tutta da giocare, dall’altra ci sono le opere da far partire come il mercato coperto e il restyling dell’ex Orfeo Serafini finanziati dal Pnrr e lasciati in eredità dal decennio Franchellucci. «A breve inizieranno i lavori dell’area ex Orfeo Serafini. Lì c’è un progetto già presente su cui andare a lavorare e noi abbiamo cercato di apportare una nostra visione su quell’area, perché ben venga il Pnrr, però considerando che fermo restante nella zona sud sia stata prevista con area verde, fitness e giochi per bambini. Nella zona dove era presente proprio il campo sportivo ad oggi c’è un’idea che secondo noi potrebbe essere sostituita dalla realizzazione di un’area verde ben curata, ma che in caso di necessità possa comunque tornare nei grandi eventi ad essere area sosta per le auto, perché quella parte lì vedi a San Crispino, vedi con la Notte + Rosa o eventi similari è comunque il punto centrale per garantire a turisti e non solo di trovare parcheggio e raggiungere la città serenamente. Il mercato coperto inizieranno a breve i lavori, entro l’autunno competerà all’amministrazione valorizzarla. Lì anche il progetto prevede 250 metri quadri al chiuso e 280 metri quadri di passeggio con una copertura sopra, ma aperto ai lati. Quest’ultima cosa non ci esalta, perché il rischio che essendo completamente all’aperto possa diventare terreno fertile per episodi spiacevoli anche legati alla microcriminalità è una cosa che vogliamo assolutamente evitare e prevenire. Non è legata ai fondi del Pnrr invece, ma sarà comunque completato il cantiere di Villa Baruchello entro il 31/12. In quella data è prevista la riconsegna e le opere edili devono essere completate. Anche lì sarà da capire poi come valorizzarla, capire come far vivere quegli spazi. Potrebbe ad esempio essere un’ottima risorsa per il mondo del wedding a Porto Sant’Elpidio dato che ad oggi non esiste una location attrezzata per tale realtà».

Opere pubbliche e non solo, perché Porto Sant’Elpidio prova a crescere e questo porta con sé anche episodi legati alla micro e macro criminalità da tenere sotto controllo. Se la prostituzione si nasconde nelle case, il mondo dello spaccio e il conseguente utilizzo di stupefacenti è in Italia tra i periodi più alti della propria «Non puoi crescere turisticamente se non investi in sicurezza, qui è chiaro che va fatto un lavoro dove si sensibilizzano le varie realtà e istituzioni. Fondamentale la cooperazione con questura, il lavoro interforze sul territorio cittadino e la presenza. Ci vorrebbe un presidio territoriale continuo che disincentivi il lavoro della criminalità. Forme di collaborazioni fra comuni, lavorando con vigilanze private che supportino il lavoro della Polizia Locale – spiega il primo cittadino -. Ed è un progetto questo che già per la prossima estate vorremmo presentare. L’altra strada è potenziare la videosorveglianza, poi c’è da mettere mano a parchi e ville pubbliche per il decoro urbano perché questo è il disincentivo a svolgere attività criminali».

Se cento giorni sono passati, anni si prospettano dinanzi al cammino dell’amministrazione Ciarpella e allora la domanda sorge spontanea: quali sono gli obiettivi centrali? «La FIM, decoro urbano e cittadino dando l’idea di Porto Sant’Elpidio come una città bella e sicura e soprattutto creare una rete sociale sotto tanti profili. Non si può abbassare la guardia sul sociale che riguarda le nuove povertà, la crisi abitativa, stimolare nuovi discorsi di edilizia pubblica focalizzata sulle giovani coppie e vorremmo svilupparlo a partire dai prossimi mesi. Inoltre a breve sarà attivo lo sportello dello psicologo di base under 35, che nasce con l’idea che possa fungere da supporto e orientamento ai più giovani nei momenti particolari della propria vita, quelli del cambiamento dopo la scuola o l’università. Affiancare a questo percorso quello della creazione di realtà lavorative, Porto Sant’Elpidio dev’essere una città dove un giovane può lavorare, mettere su famiglia, scegliere di restare. Costruire poi una città accessibile, che guardi e migliori parlando del mondo della disabilità e dell’accessibilità. Inoltre la riqualificazione dei parchi urbani perché ogni quartiere deve avere un’area di aggregazione e soprattutto lo sviluppo continuo di Porto Sant’Elpidio come città ciclabile creando progetti che la rendano collegata sempre in maniera migliore. Inoltre a migliorare il collegamento tra la città che abbiamo sviluppato sopra e la città presente sotto la ferrovia. Questo perché ad oggi c’è una necessità e mancano i collegamenti anche solo di passaggi ciclopedonali. Quattro sono quelli che abbiamo individuato come urgenti; partendo dal sottopasso di via Francia che passa vicino ad Elpilandia, quello di Fonte di Mare, quello di via Cadore alla Faleriense ed in centro in via Indipendenza».


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