Spazio pubblicitario elettorale
Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
facebook twitter rss

Il report dell’attività dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Restituito un dipinto a Montegranaro

DALL'ANALISI dei dati, si è registrato una forte diminuzione dei furti di beni culturali rispetto all’anno 2022 (specialmente nei luoghi di culto) dovuta ad un’efficace attività d’indagine che ha consentito di individuare uno tra i più attivi autori di tali fatti delittuosi

Nell’anno 2023, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona (TPC) hanno proseguito nelle attività tese al recupero dei Beni Culturali illecitamente sottratti. L’azione operativa, grazie alla preziosa collaborazione dell’Arma Territoriale (con le Stazioni capillarmente presenti sul territorio), nonché di altri reparti dell’Arma, si è estrinsecata attraverso attività sia preventive che repressive. Fondamentale strumento di supporto e di analisi per le attività svolte si è dimostrata, ancora una volta, la Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti, la più grande banca dati di opere d’arte da ricercare al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Attività preventiva e di controllo:
• Controllo aree archeologiche: 75;
• Controlli aree paesaggistiche: 135;
• Controllo esercizi antiquariali: 140;
• Controllo mercati e fieri antiquariali: 33.

Dall’analisi dei dati, si è registrato una forte diminuzione dei furti di beni culturali rispetto all’anno 2022 (specialmente nei luoghi di culto) dovuta ad un’efficace attività d’indagine che ha consentito di individuare uno tra i più attivi autori di tali fatti delittuosi. Tale risultato è anche il frutto dell’intensa collaborazione instaurata dai Carabinieri con i vari soggetti deputati alla salvaguardia e custodia dei beni culturali; tra questi possiamo ricordare: i funzionari delle soprintendenze (la cui collaborazione già attiva si è ulteriormente saldata, formando, secondo le rispettive attribuzioni e competenze, un unico fronte di protezione in favore dei beni culturali); i responsabili delle strutture museali, archivi e biblioteche (dove, a seguito delle verifiche da parte dei Carabinieri, sono stati innalzati i livelli di sicurezza); i responsabili degli Uffici Beni Culturali delle Diocesi (con i quali si sono istaurati frequenti contatti e specifici incontri a cui hanno preso parte i parroci e il personale incaricato della gestione dei beni culturali ecclesiastici); i Sindaci delle città e dei piccoli borghi marchigiani (coi i quali si è istaurato un frequente e positivo dialogo). In ultimo, e non per importanza, si sottolinea il ruolo fondamentale di molti cittadini, che hanno fornito ai Carabinieri un prezioso supporto soprattutto in fase preventiva.

Attività repressiva
Le attività di contrasto poste in essere dal Nucleo TPC di Ancona hanno consentito il recupero di 1.055 beni antiquariali, archivistici, librari, paleontologici e archeologici, per un valore stimato vicino al milione di Euro.
Le persone denunciate in stato di libertà all’A.G. sono state 81 (di cui 15 per reati in danno del paesaggio).
I beni recuperati:
• beni antiquariali, archivistici e librari: 253
• reperti archeologici: 802 (di cui: 179 interi, 388 frammenti e 235 di numismatica archeologica);
• reperti paleontologici: nessuno.

Tra le attività repressive condotte si ricordano:
Corridonia: l’operazione che ha permesso di arrestare una persona in applicazione di una misura cautelare degli Arresti domiciliari per furto di beni culturali e autoriciclaggio. L’attività di indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata e condotta dai Carabinieri del TPC di Ancona, in collaborazione con i colleghi della Stazione Carabinieri di Corridonia, ha permesso di trarre in arresto, in applicazione di una misura cautelare degli Arresti Domiciliari, disposta dal G.I.P. di Macerata, un 73enne di Ancona, per Furto di beni culturali e Autoriciclaggio.
L’uomo, con precedenti specifici e già noto alle Forze dell’Ordine, nell’ambito dello specifico procedimento è stato ritenuto responsabile, nello specifico, di un furto commesso, all’interno della Chiesa di San Pietro Paolo e Donato di Corridonia, da cui avrebbe illecitamente asportato 3 calici in argento (di età compresa tra il XVIII e XX sec.). Secondo la ricostruzione dei fatti, l’indagato avrebbe (poco dopo il furto) venduto quegli stessi beni ad un esercente di materiali preziosi di Ancona, dichiarando ingannevolmente la lecita provenienza mediante false attestazioni. Gli oggetti sacri trafugati, che sono stati restituiti al parroco della Chiesa di San Pietro Paolo e Donato di Corridonia.

San Severino Marche: un’attività di indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata e condotta dai Carabinieri del TPC di Ancona, che ha permesso di individuare e sequestrare, all’interno di una abitazione privata di San Severino Marche, un dipinto, olio su tela, raffigurante “Ecce Homo”, delle dimensioni di cm 62 x 49 e un dipinto olio su tela, raffigurante “Madonna con bambino e Santi”, delle dimensioni di cm 150 x 110, entrambi databile agli inizi del XVIII. Gli accertamenti esperiti hanno permesso di appurare che i predetti dipinti risultavano oggetto di furti consumati rispettivamente dall’interno della Chiesa di “San Serafino” di Montegranaro, in data 07.01.2023 e dall’interno della Chiesa “Santissima Annunziata” di Apiro, in data 11.01.2001.
Al termine dell’indagine, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la restituzione dei dipinti al Comune di Montegranaro, quale proprietario della Chiesa di “San Serafino” e al parroco della parrocchia di “Sant’Urbano e San Michele Arcangelo” di Apiro, competente per la “Chiesa Santissima Annunziata”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti