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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Le proposte della Fondazione San Giacomo della Marca per rilanciare l’Europa

POLITICA - «Per favorire il processo di integrazione europea della nostra regione e la sua competitività è fondamentale attuare le opportunità date dal prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico procedendo quanto prima alla progettazione della linea ferroviaria arretrata per l’Alta Velocità e l’Alta Capacità sulla dorsale marchigiana e congiuntamente alla progettazione del potenziamento dell’A14 compresa l’alternativa progettuale dell’arretramento integrale dell’A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto al fine di riconnettere le Marche»

foto da www.europarl.europa.eu

Si avvicinano le elezioni per scegliere i candidati che siederanno al Parlamento europeo e a farsi sentire è la Fondazione San Giacomo della Marca che lancia una serie di proposte. «Il futuro dell’Europa ha una rilevanza fondamentale per tutti i Paesi europei e per il mondo intero – affermano dalla Fondazione -. Ci interessa l’Europa e non possiamo ridurre le elezioni europee ad un dibattito provinciale che vuole misurare solo il peso delle forze politiche nazionali creando ulteriore disaffezione alla politica. In questo disordine mondiale in cui sono saltati tutti gli equilibri generando uno stato di guerra progressiva che condiziona libertà e benessere dei popoli, in cui l’Europa è subalterna al conflitto di potenza in corso, riteniamo che l’Europa possa svolgere un ruolo strategico e storico per un nuovo ordine mondiale se recupera l’origine del progetto europeo.

Per recuperare il ruolo strategico dell’Europa sono prioritarie le seguenti condizioni:
• Occorre superare l’attuale assetto basato sui Trattati che non è in grado di garantire rappresentanze democratiche dei popoli europei. Occorre passare ad un sistema federale basato su una costituzione europea che identifichi le competenze su materie strategiche (politica estera, energia, difesa ed altro) svolte dal Governo Europeo nominato dal Parlamento Europeo e le materie di competenza dei governi dei singoli Stati europei che in una cornice condivisa rappresentino le peculiarità nazionali.
• Recuperando la sua identità fondata sul riconoscimento del valore assoluto della persona e della sua natura relazionale nell’attuale contesto internazionale è prioritario che l’Europa promuova una politica estera di pacificazione che mira a rifondare un nuovo ordine mondiale essenziale per il benessere di tutti i popoli, traducendo in azione politica quanto detto ragionevolmente da Papa Francesco, ovvero che: “Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”».

«Occorre che i rappresentanti eletti al Parlamento Europeo – continuano dalla Fondazione – portino avanti in particolare per la regione Marche anche i seguenti temi: Considerando la situazione delle PMI nella nostra regione occorre dare sostegno allo sviluppo tecnologico delle Pmi agevolando reti e partnership tra le Pmi europee, assicurare processi e certificazioni sulla provenienza dei prodotti e dei suoi componenti tutelando così il made-in, superare impostazioni assistenziali rilanciando la competitività; garantire una vera libera concorrenza sui mercati che impedisca posizioni dominanti favorendo la libera partecipazione, contrastando le elusioni fiscali, le varie forme di concorrenza sleale e tutelando i beni comuni. Per favorire il processo di integrazione europea della nostra regione e la sua competitività è fondamentale attuare le opportunità date dal prolungamento delle Rete TNT del Corridoio Baltico-Adriatico recentemente approvata dal Parlamento Europeo procedendo quanto prima alla progettazione delle alternative progettuali della linea ferroviaria arretrata per l’Alta Velocità e l’Alta Capacità sulla dorsale marchigiana e congiuntamente alla progettazione delle alternative progettuali per il potenziamento dell’A14 compresa l’alternativa progettuale dell’arretramento integrale dell’A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto al fine di riconnettere le Marche, sgravare ambientalmente la costa e frenare lo spopolamento delle aree interne. Importante è sviluppare l’integrazione con l’area balcanica attraverso il rilancio della macroregione Adriatico-Ionica. Per garantire la partecipazione occorre infine riformulare una legge elettorale per le elezioni europee che garantisca la presenza di eletti di tutte le regioni».


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