Pro Pal, Rete Studenti Medi: «La Flotilla era solo l’inizio: ora tocca a noi»
FERMO - «Ieri eravamo una marea di studenti a Fermo a scioperare al fianco dei lavoratori per protestare in sostegno della Palestina e della Global Sumud Flotilla. Abbiamo occupato le strade e le piazze di Fermo perché non sopportiamo più il silenzio delle istituzioni complici di un genocidio, i fondi per le scuole dirottati per le spese militari e l'uccisione dei nostri coetanei». E' quanto si legge in una nota della Rete degli Studenti Medi del Fermano.
«Ieri eravamo una marea di studenti a Fermo a scioperare al fianco dei lavoratori per protestare in sostegno della Palestina e della Global Sumud Flotilla. Abbiamo occupato le strade e le piazze di Fermo perché non sopportiamo più il silenzio delle istituzioni complici di un genocidio, i fondi per le scuole dirottati per le spese militari e l’uccisione dei nostri coetanei». E’ quanto si legge in una nota della Rete degli Studenti Medi del Fermano.
«Volevano farci credere che non ci fosse più speranza, che una volta bloccata la Flotilla sarebbe finito tutto. E invece è ricominciato tutto: la comunità internazionale e nazionale, solidale con la Palestina, ha reagito con tutta la propria rabbia, carica della responsabilità di dover portare a termine una missione.
Perché al sequestro degli attivisti l’equipaggio di terra ha risposto: già da mercoledì sera siamo nelle piazze, nelle scuole e nelle università occupate.
In aiuto ai nostri compagni abbiamo risposto anche da Fermo, in tutte le Marche, in tutto il Paese, svuotando le scuole e i posti di lavoro e inondando le strade.
Abbiamo bloccato il Paese che è terzo esportatore di armi verso Israele, che non scinde i rapporti militari, commerciali e diplomatici, nemmeno quando i suoi connazionali vengono catturati illegalmente. Abbiamo bloccato tutto perché è il minimo che si possa fare difronte a genocidio. La Flotilla era solo l’inizio: ora tocca a noi!».