«Emergono dati positivi dalla relazione sulle acque di balneazione di Porto Sant’Elpidio» inizia con queste parole l’analisi dell’amministrazione elpidiense, dopo la pubblicazione della relazione, appunto, elaborata dall’Arpam per l’anno 2025.
«L’aspetto più significativo che emerge dalla classificazione 2025 del mare prospiciente il territorio comunale – aggiungono – è il miglioramento dei parametri, che passano da qualità buona a eccellente, per le aree in prossimità del fosso Fonteserpe e quella fino a 750 metri a nord della foce del fiume Tenna. Rimangono nella classe eccellente tutti gli altri punti di rilevamento della qualità delle acque, fosso Castellano, fosso dell’Albero, fosso del Palo. Unica porzione dello specchio acqueo a non rientrare tra i parametri eccellenti è nella parte all’estremo nord del territorio comunale, a ridosso della foce del fiume Chienti».
«La “pagella” elaborata da Arpam evidenzia che i campionamenti effettuati nell’arco dell’anno sono risultati tutti conformi ai limiti previsti dalle normative, ad eccezione di un rilevamento a maggio e di uno ad inizio agosto, dovuti ad inquinamento di breve durata da eventi meteorologici, che sono rientrati rapidamente nella norma ai campionamenti successivi effettuati nelle 48 ore successive».
«La relazione di Arpam conferma la qualità del nostro mare – commenta l’assessore all’ambiente Maria Laura Bracalente – È importante effettuare tutte le azioni necessarie a garantire la salubrità delle acque a tutela dei bagnanti, tema su cui poniamo la massima attenzione insieme agli uffici comunali. Oltre alla salute e all’attenzione all’ambiente, sappiamo che un’eccellente qualità delle acque rappresenta anche un requisito indispensabile per la Bandiera Blu: nelle scorse settimane abbiamo partecipato a Roma all’incontro tecnico della Fee e stiamo lavorando anche quest’anno per migliorarci ulteriormente, dai servizi alle iniziative di sensibilizzazione, in modo da confermare questo riconoscimento».
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COMUNICATO STAMPA 22/11/2025
ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA
Nei giorni scorsi, la stampa locale ha dato ampio risalto ai risultati della “Relazione annuale sulle acque di balneazione 2025” dell’ARPAM, che sintetizza i risultati del monitoraggio nel quadriennio 2022-2025, dai quali risulta un’elevata qualità complessiva delle acque marchigiane, in particolare di quelle costiere, che solo nella zona sud della foce del Potenza, a Porto Recanati, e in quella del Musone a Numana si sono dimostrate al di sotto della sufficienza.
Vogliamo far presente, onde scongiurare slanci trionfalistici che si prestino a strumentalizzazioni di vario tipo, soprattutto politiche, che quella condotta è stata un’analisi di tipo microbiologico, volta ad analizzare la presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali e solo nelle acque di superficie, e non di tipo chimico-fisico, in grado di identificare sostanze contaminanti, presenti specialmente sul fondo. Ci riferiamo, ovviamente, alla situazione della vasta area marina (1.200 ettari) prospiciente la foce del fiume Chienti, terminale dove convergono le sostanze inquinanti presenti nell’area del Basso Bacino del Chienti, di cui abbiamo ampiamente parlato nei comunicati stampa da noi redatti in precedenza.
Invitiamo, quindi, tutti, ma soprattutto gli addetti ai lavori, a non confondere le mele con le pere, senza per questo essere tacciati di disfattismo o peggio di terrorismo mediatico: vogliamo che le istituzioni si adoperino perché il problema della bonifica del Basso Bacino del Chienti trovi l’approdo più razionale e rapido, espressamente previsto dalle normative vigenti, cioè quello della Conferenza dei Servizi tra i cinque Comuni dell’area, le rispettive Province e la Regione Marche, soggetti obbligati alla bonifica.
Per IL COMITATO BASSO BACINO DEL CHIENTI
Dr. Paolo Maria Squadroni
Dr. Domenico Bevilacqua