Si è tenuta a Milano, il 23 e 24 gennaio scorsi, nella cornice del Palazzo del Ghiaccio, la terza edizione del Forum Internazionale del Turismo, appuntamento ormai centrale nel dibattito sul futuro del turismo italiano. Tra gli ospiti dell’evento, Umberto Antonelli, imprenditore del turismo montano nelle Marche, da anni impegnato nello sviluppo di modelli di accoglienza legati alla montagna come esperienza autentica e fruibile tutto l’anno.
Nel corso della sessione dedicata alla montagna, è emerso come la strategia dell’undertourism rappresenti oggi una leva fondamentale per garantire uno sviluppo turistico equilibrato, sostenibile e diffuso. Un approccio che mira a valorizzare quel 96% del territorio italiano ancora poco esplorato, trasformandolo in una risorsa economica stabile, capace di generare valore nel tempo.
«Un’edizione che ha ribadito con forza una visione chiara e strutturata: spostare i flussi turistici dai grandi poli congestionati verso i piccoli borghi e le aree montane, rendendole sempre più attrezzate, accessibili e attrattive – racconta proprio Umberto Antonelli – Nel suo intervento, anche il Ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha ribadito con determinazione come la delocalizzazione dei flussi turistici sia una priorità strategica nazionale. Investire su piccoli centri, borghi e montagne attrezzate significa alleggerire l’overtourism, favorire la destagionalizzazione e costruire un modello di turismo più moderno e competitivo.».
In questo quadro, la montagna assume un ruolo centrale. Le montagne attrezzate, dotate di infrastrutture adeguate, servizi efficienti e un’offerta integrata, diventano poli altamente attrattivi non solo in inverno, ma lungo tutto l’arco dell’anno. È qui che si inserisce con forza il turismo esperienziale, sempre più al centro delle strategie di sviluppo: esperienze autentiche, legate al territorio, alla natura, alla cultura e allo stile di vita locale.
«Un segnale forte è arrivato anche dall’intervento di Jerry Inzerillo, Group Ceo di Diriyah e Ambassador di United Nations Tourism, che ha offerto una visione internazionale sul valore dell’esperienza come motore di attrattività, sottolineando l’importanza di investimenti strutturati e di una narrazione coerente dei territori – continua l’imprenditore Antonelli – Territori come i Monti Sibillini rappresentano un esempio emblematico di questa direzione: una montagna autentica, dove organizzazione, servizi e infrastrutture possono dialogare con il paesaggio, l’identità dei borghi e la qualità dell’esperienza offerta al visitatore. La III edizione del Forum Internazionale del Turismo ha, quindi, confermato come l’investimento continuo sulla montagna e sui piccoli centri stia andando nella direzione giusta. Una strategia di lungo periodo che punta su turismo esperienziale, sostenibilità e valorizzazione diffusa del territorio, ponendo le basi per un turismo italiano più equilibrato, resiliente e orientato al futuro».
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