Torna il “Brodetto sangiorgese”: da febbraio a ottobre si rinnova la tradizione. Ecco il calendario dell’edizione 2026

PORTO SAN GIORGIO - Torna il Brodetto De.C.O. Sangiorgese. La presentazione del programma questa mattina in Comune

Nella mattinata di oggi venerdì 30 gennaio presso la sala consiliare del Comune di Porto San Giorgio è stata presentata la manifestazione del Brodetto Sangiorgese De.C.O. che si svilupperà dal primo venerdì di febbraio fino a inizio ottobre 2026. Alla conferenza stampa hanno preso parte l’assessora alla cultura di Porto San Giorgio, Carlotta Lanciotti, quella al bilancio, Alessandra Petracci, il presidente dell’associazione “Chi mangia la foglia?” Noris Rocchi, e  lo storico Luciano Scafà. Gli appuntamenti sono molti e interesseranno una sfilza di ristoranti della città, fino ad arrivare al 16 ottobre in cui è previsto il “Gran Finale” che prevede che tutte le attività coinvolte preparino il Brodetto. Da programma, ogni venerdì i ristoratori che hanno aderito all’iniziativa, che si rinnova dunque anche per il 2026, dovranno proporre il piatto in questione al costo, invariato rispetto allo scorso anno, di 35 euro. La scelta di lasciare il prezzo fisso non è casuale e mira ad attirare più persone possibili e ad essere un mezzo promozionale efficiente. «Infatti – come ha dichiarato l’assessora Petracci – è fondamentale un coinvolgimento attivo di tutta la città affinché questo progetto abbia successo. In questa edizione non si trovano solo ristoranti, ma anche bar e alcuni di questi hanno deciso di presentare il Brodetto durante gli aperitivi perché, essendo un piatto antico, è bene estendere questa esperienza a una fetta più ampia della popolazione che racchiuda giovani e adulti, residenti e non». «Dunque – come ha tenuto a precisare Noris Rocchi –  non si vuole altro che far conoscere il piatto che caratterizza Porto San Giorgio e questo è reso possibile grazie allo spirito di squadra e alla volontà delle persone». 

Un ruolo non indifferente è ricoperto dallo storico Luciano Scafà il quale, durante la conferenza, ha voluto sottolineare alcune questioni e mandare un messaggio a tutti i ristoratori: si chiede a coloro che si adopereranno nella cucina del Brodetto di «rispettare la ricetta» e mettere da parte la propria vena creativa, poiché se non vengono rispettate le istruzioni, il piatto rischia di perdere il suo valore. Pertanto viene sollecitata una serietà costante da parte delle attività che fanno parte e beneficiano del sistema anche perché si tratta di una sorta di pubblicità che ricevono gratuitamente. «Si sta parlando – continua Scafà – di una specialità  preparata e conosciuta sull’intera costa Adriatica, patrimonio  gastronomico di ogni territorio bagnato dal mare. Questo ricco e gustoso piatto marinaro ha costituito per secoli il principale pasto dei pescatori. In particolar modo, il Borgo marinaro sangiorgese ed i suoi abitanti si caratterizzano per l’utilizzo delle risorse ittiche ad uso alimentare quotidiano, anche attraverso un piatto tanto comune e semplice, quanto importante e variegato».

Oggi tra le città delle Marche che fanno riferimento a questa pietanza si possono trovare San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Porto Recanati, Ancona e Fano. Questo piatto è caratterizzato da un’origine, oltre che antica, prettamente popolare e deriva dall’abitudine della gente di mare di utilizzare la parte del pescato che non poteva essere destinata al mercato, sia per la qualità (poco richiesta), sia per la taglia troppo piccola, sia per possibili “difetti”. Così da un “accozzaglia” di pesci detta “Muccigna”, ecco nascere il Brodetto.

Puntuale l’intervento dell’assessora alla cultura Carlotta Lanciotti che, in quanto tale, indubbiamente ricopre un ruolo di primo piano in questo contesto «poiché – come lei stessa ha dichiarato – il Brodetto rappresenta la tipicità di Porto San Giorgio» e, collegandosi a quanto detto in precedenza, ha voluto ribadire «l’importanza della coesione da parte di tutti».

«Questa conferenza stampa – hanno aggiunto i presenti e in particolar modo l’assessora Petracci – serve a illustrare la volontà irrefrenabile di portare avanti questa iniziativa fino alla fine del mandato e, si spera, anche in seguito. Questo perché la costanza, la determinazione e il lavoro assiduo consentono di raggiungere un maggiore successo e dimostrare la fedeltà verso ciò che si sta facendo per il bene comune». 

Irene Santori


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