Cade l’amministrazione, Berdini: «Crisi costruita senza prove, accantonando il bene comune per proprie opportunità politiche»

PEDASO - In una nota, l'ormai ex primo cittadino, ha espresso la propria opinione riguardo le dimissioni di 6 dei 10 consiglieri comunali, che hanno posto fine al suo mandato. «La caduta dell’amministrazione è solo l’epilogo di insinuazioni strumentali volte a far maturare una crisi voluta in prossimità della competizione elettorale»

Il sindaco Vincenzo Berdini

Con le dimissioni contestuali dei sei consiglieri di maggioranza si chiude anticipatamente l’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Vincenzo Berdini. Un atto che di fatto ha determinato la caduta dell’Amministrazione comunale e l’apertura della fase che porterà al commissariamento dell’ente in attesa delle nuove elezioni.

In una nota, il primo cittadino, affiancato dalla neo Giunta composta dal vicesindaco Maria Grazia D’Angelo e dall’assessore Gianni D’Andrea, parla di «una crisi costruita senza prove, accantonando il bene comune per proprie opportunità politiche».

Le dimissioni arrivano dopo settimane di tensioni interne alla maggioranza, culminate con la presa di posizione dell’ex vicesindaco Giuseppe Galasso, che aveva dato vita a un gruppo consiliare autonomo, «assicurando falsamente collaborazione fino all’approvazione del bilancio» si legge nella nota dell’ormai ex sindaco. Al centro dello scontro politico la lottizzazione Siri, provvedimento che, come ricorda Berdini «era già stato approvato in passato, anche dallo stesso Galasso».

Secondo il sindaco, l’atto non avrebbe comportato modifiche a volumetrie o superfici né concesso ulteriori vantaggi al privato rispetto a quanto già deliberato negli anni precedenti. Berdini sottolinea inoltre di aver formalizzato la propria astensione per conflitto di interessi, come previsto dalla legge, definendola una scelta di trasparenza. «Al contrario di quanto insinuato – afferma Berdini – la mia volontà di agire nel rispetto delle norme è dimostrata proprio dall’astensione. Ora la scelta del gruppo dimissionario produce conseguenze rilevanti per il Comune, che non si riversano contro il sindaco, ma contro la comunità».

Berdini respinge fermamente le accuse personali e rivendica il lavoro svolto in questi anni: «Non ho mai percepito un euro di stipendio dal Comune. Ho sempre messo Pedaso davanti a tutto, anche quando ciò ha comportato decisioni difficili o impopolari. La caduta dell’amministrazione è solo l’epilogo di insinuazioni strumentali volte a far maturare una crisi voluta in prossimità della competizione elettorale, lasciando trasparire che alla base dello strappo vi siano scelte politiche personali e pretestuose per andare ad elezioni a maggio che richiedevano le dimissioni entro lunedì. Così è stato».

 

Colpo di scena a Pedaso: sei consiglieri rassegnano le dimissioni, cade l’amministrazione Berdini


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