«Fermo non ha bisogno di tifoserie politiche ma di progetti» Mauro Concetti si candida a sindaco

FERMO - il 69enne fermano Mauro Concetti, di fatto, annuncia la sua prossima candidatura a sindaco di Fermo. Da 55 anni nel settore dentale, oggi in pensione, Concetti è dunque pronto con "Fermo al Centro" a gettarsi nell'agone politico della città capoluogo di provincia dal quale sono già emersi due nomi di candidati a sindaco: quello dell'attuale assessore Alberto Maria Scarfini (alla guida del gruppo civico che è stato dell'ex sindaco Paolo Calcinaro) e quello della giornalista Angelica Malvatani, alla guida della coalizione di centrosinistra "Fermo Città Comune"

Mauro Concetti

«Fermo non ha bisogno di tifoserie politiche ma di progetti». Con queste parole il 69enne fermano Mauro Concetti, di fatto, annuncia la sua prossima candidatura a sindaco di Fermo. Per  55 anni nel settore dentale, oggi in pensione, Concetti è dunque pronto con “Fermo al Centro” a gettarsi nell’agone politico della città capoluogo di provincia dal quale sono già emersi due nomi di candidati a sindaco: quello dell’attuale assessore Alberto Maria Scarfini (alla guida del gruppo civico che è stato dell’ex sindaco Paolo Calcinaro) e quello della giornalista Angelica Malvatani, alla guida della coalizione di centrosinistra “Fermo Città Comune”. Dunque oggi, ad oggi anzi, i candidati sono tre.

«Gli elettori devono capire se stanno scegliendo un cambiamento reale o una continuità con volti diversi. In questi giorni la campagna elettorale fermana ricorda, a tratti, le atmosfere di Luigi Pirandello. Non per le caricature ma per il tema dell’identità. Chi è davvero alternativo? Chi è davvero continuità? Chi cambia posizione e chi cambia solo linguaggio? In politica – le parole di Concetti – le maschere possono servire. Ma una città non può permettersi di governarsi attraverso le maschere. Fermo non ha bisogno di attori. Ha bisogno di un progetto scritto, con tempi, costi e coperture verificabili. Il tema non è il passato personale di qualcuno. Il tema è il modello amministrativo che vogliamo per i prossimi dieci anni. Stabilità o scelta? Gestione o visione? Gli elettori non devono sciogliere enigmi teatrali. Devono poter leggere programmi chiari».

E ha già pronto anche il programma, o meglio le linee guida, di quella che sarà la lista in suo appoggio, “Fermo al Centro” appunto:

Centro storico abitato e vivo: il centro non deve diventare un museo. Obiettivo: riportare residenti, studenti e attività nel cuore della città.
incentivi per ristrutturazioni e affitti sostegno alle attività commerciali, servizi di quartiere. Accessibilità e parcheggi: il centro storico vive solo se è raggiungibile, parcheggi strutturali vicino al centro, collegamenti rapidi con ascensori o navette, mobilità più semplice tra costa, quartieri e centro.
Commercio e lavoro locale: chi apre un’attività deve trovare meno burocrazia e più sostegno, riduzione tasse comunali per nuove attività, semplificazione delle procedure, valorizzazione del commercio locale. Quartieri e periferie: una città non è solo il centro storico, manutenzione costante, sicurezza urbana, servizi e spazi pubblici nei quartieri. Giovani, università e formazione: una città vive se i giovani restano, rafforzare il ruolo universitario di Fermo, creare opportunità per studenti e giovani professionisti, spazi per cultura e innovazione. Trasparenza e partecipazione: la politica deve tornare vicina ai cittadini, decisioni chiare su tempi e costi dei progetti, confronto pubblico con la città, amministrazione trasparente.



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