«Fermo, tre mesi senza consiglio comunale. Città ferma e problemi irrisolti mentre la politica pensa alle liste» L’affondo di Lucci

FERMO - Il consigliere del Gruppo misto elenca «tutte questioni concrete, che riguardano la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. Proprio per questo sorprende che da tre mesi il Consiglio comunale non venga convocato, lasciando di fatto troppe questioni senza confronto pubblico e senza risposte. La campagna elettorale può anche essere alle porte. Ma la città non può restare in pausa»

Il consigliere comunale Nicola Lucci

«A Fermo da quasi tre mesi non si riunisce il Consiglio comunale. L’ultima seduta risale a prima di Natale 2025 e, ad oggi, non esiste ancora una data per la prossima convocazione. Un fatto che lascia più di una perplessità, perché il Consiglio comunale rappresenta la massima espressione democratica della città e il luogo istituzionale dove si discutono e si affrontano i problemi dei cittadini». E’ quanto dichiara Nicola Lucci, consigliere comunale del Gruppo Misto (dopo l’addio alla maggioranza nel maggio scorso), nel suo comunicato stampa.
«È comprensibile – prosegue Lucci –  che in questo periodo i partiti e le forze politiche siano già concentrati sulla composizione delle liste per le prossime elezioni amministrative. Ma la ricerca dei candidati non può trasformarsi in una sospensione della vita istituzionale della città. Nel frattempo, infatti, restano senza risposta interrogazioni e segnalazioni che riguardano situazioni molto concrete. Tra queste c’è quella che ho presentato a metà novembre 2025, relativa alla crescente situazione di insicurezza nel quartiere Santa Caterina, in particolare nell’area di Via Brunforte e del Complesso Santarelli, nei pressi del campo sportivo D’Addio dove da tempo si registrano episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, segnalati più volte dai residenti».
Il consigliere torna ancora sulla «situazione di degrado dell’area di via Brunforte, da anni oggetto di segnalazioni e articoli di cronaca, che alla luce anche degli ultimi fatti avvenuti nei giorni scorsi (come riportato da Cronache Fermane, ndr), necessita di attenzione elevata e di presa di posizione politica, perché è una situazione non più tollerabile».
Lucci poi allarga lo spettro della sua analisi: «Lo spaccio è solo una parte del problema. A questo si aggiunge una situazione di degrado urbano evidente: giochi per bambini danneggiati e inutilizzabili, campetti in cemento abbandonati e, soprattutto, l’assenza di illuminazione nei parcheggi coperti sotto il supermercato del Complesso Santarelli. Una situazione che dura da circa cinque anni e che è stata segnalata più volte agli uffici comunali. È noto che la proprietà dell’area faccia capo all’Inps o a società ad essa riconducibili. Tuttavia questo non può giustificare l’assenza di un intervento o di un confronto risolutivo, soprattutto quando in gioco c’è la sicurezza dei cittadini. Con la mia interrogazione ho chiesto all’amministrazione comunale chiarimenti precisi: se sia stato avviato un confronto con l’Inps per il ripristino dell’illuminazione, se si intenda potenziare l’illuminazione nelle zone più critiche del quartiere, quali azioni concrete si vogliano adottare per contrastare furti, spaccio e degrado e se siano previsti pattugliamenti mirati nelle aree più sensibili. Ho inoltre chiesto interventi per ripristinare la piena fruibilità dei giardinetti del campo D’Addio e per valutare la riqualificazione dei tre campetti in cemento oggi abbandonati, che se recuperati potrebbero diventare un importante presidio sociale per il quartiere. Infine, da amante dei gatti, mi è stata segnalata anche la presenza di una colonia felina nell’area verde del complesso, che necessita di una gestione ordinata e conforme alle normative, garantendo allo stesso tempo il decoro degli spazi pubblici. Tutte questioni concrete, che riguardano la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. Proprio per questo sorprende che da tre mesi il Consiglio comunale non venga convocato, lasciando di fatto troppe questioni senza confronto pubblico e senza risposte. La campagna elettorale può anche essere alle porte. Ma la città non può restare in pausa».

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