Il grande ciclismo torna a Fermo: il 16 maggio ecco il Giro d’Italia

CICLISMO - Fermo si tinge di rosa. L'ultima volta è stata nel 1952 con la vittoria di Gianni Motta. Ora la competizione tornerà in città: stamattina la presentazione a Palazzo dei Priori. Allocchio (RCS): «Sarà una giornata dedicata totalmente a Fermo»

di Silvia Ilari

Dopo 54 anni Il Giro d’Italia torna a Fermo. Mancano solo 38 giorni come campeggiava questa mattina sullo schermo presente nel Gabinetto del Sindaco a Palazzo dei Priori. Lì autorità, sportivi, organizzatori e simpatizzanti si sono ritrovati questa mattina per presentare la tappa del 16 maggio che vedrà i ciclisti percorrere gli ultimi metri della Chieti-Fermo al Girfalco.

L’ultimo precedente risale al 1972, quando Gianni Motta tagliò il traguardo proprio nella nostra città capoluogo di provincia: un’immagine in bianco e nero che ha fatto capolino, in un video, durante la conferenza stampa.

«È una tappa di 156 km con un dislivello di 1.900 metri. Al primo passaggio i ciclisti scaleranno il muro di via Cardarelli, per proseguire sulla Statale 16 adriatica. Risaliranno poi a Capodarco, per poi andare in via Reputolo, dove la pendenza è del 25%, fino a Piazza del Popolo e poi al Girfalco» ha spiegato Stefano Allocchio, vicedirettore di RCS Sport, collegato in videoconferenza. «Sono oltre 200 i Paesi collegati. Il Giro d’Italia non è solo sport, ma è turismo, cultura e promozione del territorio» ha concluso.

«Per l’occasione abbiamo aperto il salotto buono della città» ha detto il vicesindaco reggente Mauro Torresi, che ha ricordato Gaetano Gazzoli, patron del Gran Premio di Capodarco scomparso lo scorso anno. Presente in sala il figlio Simone, pronto a raccoglierne il testimone.

 

«Oggi si chiude un cerchio in cui lo sport fermano può dire a tutti che ha saputo coniugare tantissimi valori: l’aggregazione, lo stare insieme, e l’utilizzo dello sport stesso come promozione di questo territorio» ha affermato l’assessore allo sport Alberto Maria Scarfini. «Questo fazzoletto di terra ha bisogno di gridare al mondo quanto siamo belli, piccoli ma belli. E il Giro, nel suo essere un simbolo della Storia italiana, sa veicolare questo valore».

 

Ospite d’eccezione Daniele Bennati, ex corridore professionista ed ex commissario tecnico della Nazionale: «Sono molto legato alle Marche, perché le mie prime pedalate da professionista sono state proprio qui. E nel secondo anno c’è stato il mio primo Giro d’Italia. È il sogno di tutti i bambini che iniziano a correre in bicicletta». Sul piano agonistico ha aggiunto: «Chi vince sul Blockhaus mette già una bella ipoteca sulla classifica, e quindi la Chieti-Fermo sarà molto combattuta». Poi l’appello all’amministrazione comunale: «Mi auguro di vedere tanti bambini a questo evento. Come diceva il grande Alfredo Martini “il ciclismo è l’unico sport che ti passa sotto casa”».

 

Il presidente della Federciclismo Marche, Massimo Romanelli, ha ricordato la complessità organizzativa: «Noi siamo nelle strade, andiamo nelle piazze, andiamo sotto casa della gente. Il nostro rapporto con le istituzioni è fondamentale». Il questore Eugenio Ferraro ha assicurato: «Per noi sono importanti i tempi. Il senso di squadra l’ho già percepito e sono tranquillo» . Con lui in sala anche il viceprefetto Alessandro Annunziata e il Capo di Gabinetto della prefettura, Ilaria Tanoni, gli assessori Mariantonietta Di Felice, Micol Lanzidei e Mirco Giampieri, i rappresentanti di Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale.

Il presidente del Coni Marche, Fabio Luna, ha chiuso la conferenza stampa: «Il nostro movimento è tra i primissimi in Italia. Il Giro non regala solo immagini, ma fa vedere una pagina di grande ciclismo al mondo intero».

Da sinistra: Fabio Luna, Daniele Bennati e Alberto Scarfini

Stefano Allocchio di RCS

Simone Gazzoli

Il questore Eugenio Ferraro

Da sinistra: Daniele Bennati e Alberto Scarfini

Fabio Luna

Da sinistra: Alberto Scarfini e Mauro Torresi

Da sinistra: Massimo Romanelli e Fabio Luna


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