Critiche, ironia ma anche preoccupazioni: il “Dipreismo” a Fermo fa discutere. E spunta Gaia Marziali come mandataria elettorale

FERMO - Il "fenomeno" Diprè ha fatto irruzione a Fermo come uno tsunami. Tante le critiche piovute sul controverso personaggio che però sembra voler andare avanti per la sua strada. In molti hanno bollato, a torto o ragione, la sua candidatura come lo specchio di uno sfilacciamento, ad esser teneri nei termini, della politica locale. Ma qualcuno, nelle segrete stanze di partiti, movimenti e liste in lizza per le prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio, sta iniziando ad andare oltre la mera critica e la lapalissiana analisi del dipreismo, domandandosi quanto possano realmente incassare in termini elettorali Diprè & company

Chi pensava che si trattasse di una boutade potrebbe doversi realmente ricredersi: la candidatura di Andrea Diprè a sindaco di Fermo, che in queste ore ha scatenato un vespaio di critiche e una ridda di commenti, è realtà. Piaccia o meno (al netto, ovviamente, della raccolta firme per la lista. Regola inderogabile che vale per tutti, ovunque).

Dopo i vari annunci social e video del controverso influencer, in queste ore infatti sta circolando anche la notizia che la lista in appoggio al candidato sindaco del partito “dipreista” ha anche un mandatario elettorale, che con ogni probabilità, sarà anche candidata anche alla carica di consigliere comunale: si tratta della 36enne fermana Gaia Marziali, in “arte” Freya Ferrari che nel suo identikit si definisce “creatrice di contenuti nei social, e già affermata nel panorama web e non solo“. Un nome, anche il suo, destinato a animare ed infiammare ulteriormente il dibattito cittadino.

Il “fenomeno” Diprè ha fatto irruzione a Fermo come uno tsunami. Tante le critiche piovute sul controverso youtuber che però sembra voler andare dritto per la sua strada. In molti hanno bollato la sua candidatura come lo specchio di uno sfilacciamento, ad esser teneri nei termini, della politica a 360 gradi.

Ma qualcuno, nelle segrete stanze fermane di partiti, movimenti e liste in lizza per le prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio, sta iniziando ad andare oltre la mera critica e la lapalissiana analisi (sociologica?) del “dipreismo”, domandandosi quanto possano realmente incassare in termini elettorali Diprè & company. Potrebbe raccogliere i voti di una protesta anti-politica che sceglie, stavolta (e non sarebbe la prima su scala nazionale) la preferenza provocatoria? E se sì, quanti e a chi sottrarrebbe voti? O potrebbe sciogliersi come neve sotto un sole primaverile che inizia a scaldare Fermo (qui il riferimento è al meteo, la politica è già rovente di suo).

Il tutto quando la cornice del quadro complessivo degli schieramenti tra centrodestra (in pole la candidatura, di bandiera, di Leonardo Tosoni)  e civici capeggiati dal candidato sindaco Alberto Scarfini, è ancora nebuloso, da definire. Nello scacchiere dei candidati alla carica di primo cittadino figurano anche l’ex sindaco Saturnino Di Ruscio e Mauro Concetti. Il centrosinistra, dal canto suo, è già in moto con la sua campagna elettorale standard: coalizione e candidata sindaca (Angelica Malvatani) che già hanno iniziato il suo tour tra quartieri con la campagna di ascolto e di illustrazione del programma. Ma le prossime ore, dopo le ultime riunioni e i faccia a faccia tra esponenti dei partiti del centrodestra e gli “scarfiniani”, saranno decisive per un dipanamento dello scacchiere con tutte le formazioni ufficiali in campo. Lo scadere della presentazione delle liste (il 24 aprile prossimo) è la dead-line ufficiale.



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