Sanità, Cesetti: «Potenziare le anatomie patologiche, l’emergenza referti è una priorità assoluta»

SANITA’ – Il consigliere regionale torna, in consiglio regionale, sul tema dei referti: «La Giunta regionale ha scelto di intervenire solo sotto la pressione dei miei atti ispettivi. Ciò dimostra come gli atti ispettivi siano strumenti utili. Ritengo che le attività di controllo debbano essere più stringenti e i Nas siano chiamati a svolgere accertamenti capillari presso gli uffici preposti».

Fabrizio Cesetti

«Il ricorso alle esternalizzazioni per la refertazione degli esami istologici è un provvedimento che considero accettabile esclusivamente se limitato alla fase di emergenza che sta mettendo a rischio il diritto alla salute dei marchigiani, in particolare nelle province di Fermo e Ancona. Tuttavia, resta il fatto che si sia atteso troppo tempo: la gravità della situazione era stata da me documentata già a febbraio, marzo e poi di nuovo ad aprile, ma la Giunta regionale ha scelto di intervenire solo sotto la pressione dei miei atti ispettivi. Ciò dimostra come gli atti ispettivi siano strumenti utili che, in questo caso, sono serviti concretamente ad accelerare le procedure e a correggere le omissioni organizzative e politiche. Ne è prova il fatto che, solo all’indomani della mia ultima denuncia in Aula, un paziente che attendeva da mesi è stato finalmente contattato dall’Ast di Fermo per iniziare il ciclo di terapie. Senza quell’intervento, quel cittadino sarebbe ancora in attesa, con rischi gravissimi per l’efficacia del percorso terapeutico». Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti.

 

Secondo Cesetti, questa gestione approssimativa impone ora un investimento strutturale che superi la logica del tamponamento temporaneo: «Questa tematica rappresenta una priorità assoluta, poiché incide direttamente sui percorsi di cura e sulla vita delle persone. È indispensabile implementare i provvedimenti organizzativi per potenziare tutte le Unità Operative Complesse di Anatomia Patologica delle Marche, garantendo loro personale e risorse finanziarie e strumentali. Bisogna tutelare la salute dei cittadini, ma è altrettanto necessario salvaguardare i dipendenti della sanità pubblica. Gli operatori non possono essere lasciati soli a farsi carico di carenze organizzative che li espongono a potenziali responsabilità civili e penali per disservizi riconducibili esclusivamente a una mancata programmazione da parte della giunta regionale».

 

«Ricordavo lo scorso 5 febbraio il richiamo del ministro Schillaci – conclude Cesetti – che lanciava un preciso j’accuse a chi amministra la sanità a livello locale per le code a cui sono costretti i cittadini per ottenere una prestazione sanitaria, intimando alle Regioni di impegnarsi di conseguenza come previsto dalla legge. Per questo ritengo che le attività di controllo debbano essere più stringenti e i Nas, che dipendono funzionalmente da quel Ministero, siano chiamati a svolgere accertamenti capillari presso gli uffici preposti. Per questo motivo presenterò una mozione al fine di chiedere un intervento ispettivo del Ministero della Salute e del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. È fondamentale garantire che le strutture regionali siano messe in condizione di operare stabilmente nel rispetto dei tempi clinicamente accettabili e della piena sicurezza dei pazienti, ed è necessario che le eventuali responsabilità siano perseguite».


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