Plasma, Cesetti: «Bocciata la commissione d’inchiesta. Responsabilità politiche gravissime» La replica di Calcinaro: «Per lui è sempre colpa mia, un cliché»

CESETTI - «Cosa ha da nascondere la destra? Perché ha così tanta paura? Non basterà questo voto a coprire la verità. Insieme a tutte le forze di opposizione promuoveremo una petizione popolare per istituire la Commissione».

Fabrizio Cesetti

«Il dietrofront della maggioranza sull’istituzione della Commissione d’inchiesta non è un atto di difesa verso l’assessore alla Sanità, ma un esplicito ordine di scuderia arrivato direttamente dal presidente Francesco Acquaroli per proteggere se stesso». È questo il punto di vista del consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, a seguito della bocciatura della Commissione sul «Plasma-gate».

«Acquaroli – afferma Cesetti – gestisce la sanità dal 2020 e non può sfuggire alle proprie colpe: sa bene che un accertamento farebbe emergere responsabilità politiche che sono solo sue, perché almeno dal febbraio 2024 era conoscenza delle criticità dell’Officina del Sangue, segnalate al tempo dal gruppo del Partito Democratico con una specifica interrogazione, ma non ha fatto nulla. Neanche dopo il suo secondo insediamento, lo scorso ottobre, quando aveva annunciato la revisione del Piano Socio Sanitario Regionale e degli atti aziendali. Se l’operato della destra fosse impeccabile, non avrebbero alcun motivo di sbarrare la strada alla verità. Invece hanno creato un paradosso istituzionale senza precedenti: mentre i media nazionali, la Corte dei Conti e l’autorità giudiziaria si occupano con estrema attenzione dello spreco di centinaia di sacche di plasma donate dai marchigiani, gli unici che si rifiutano di affrontare la questione nella sede politica sono proprio coloro che governano questa Regione. Cosa ha da nascondere la destra? Perché ha così tanta paura?».

L’esponente dem critica anche le motivazioni addotte in aula dall’assessore Calcinaro per invitare i consiglieri della sua maggioranza a respingere la Commissione: «Sostenere che non si faccia l’inchiesta perché la minoranza avrebbe creato un “clima ostile” è semplicemente infantile. Calcinaro si sta rivelando il teorico di una sorta di “democrazia permalosa”, dove il diritto dei cittadini alla trasparenza viene sacrificato perché qualcuno si è offeso per le critiche dell’opposizione».

«Non basterà questo voto – conclude Cesetti – a coprire la verità. Siamo davanti a fatti gravissimi: le mail del direttore del Dipartimento Salute, Antonio Draisci, indirizzate anche all’assessore Calcinaro e quindi presumibilmente a conoscenza anche del presidente, imponevano di non fermare il flusso di raccolta del plasma solo per evitare danni d’immagine derivanti da un calo delle donazioni: un cinismo politico che ha messo a rischio il sistema per tutelare il consenso della giunta regionale. La politica del silenzio e dell’omertà è l’ultima spiaggia di chi sa di essere indifendibile, ma non finisce qui: insieme a tutte le forze di opposizione promuoveremo una petizione popolare per istituire la Commissione. Consentiremo ai marchigiani di pretendere direttamente quella verità che la destra vuole negare, al fine di tutelare il diritto alla salute della nostra comunità e ripristinare la dignità delle nostre istituzioni».

Paolo Calcinaro

Ma a pochi minuti dalla pubblicazione della nota stampa del consigliere dem, arriva la secca replica dell’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro: «Il cliché di Cesetti da sei mesi a questa parte è ormai noto. Ogni singolo episodio, a volte anche risalente a quando era lui stesso assessore, è colpa di Calcinaro. E qui lo testimonia il fatto che nemmeno si è degnato di leggere o riportare le conclusioni della commissione di verifica di esperti di livello, e cioè che con maggiori accorgimenti gestionali le 323 sacche potevano essere salvate. Ma come suo modo: colpa di Calcinaro».


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