«La destra in Regione festeggia. Ormai si sa, loro festeggiano sempre, per qualsiasi cosa; anche quando al mattino spunta il sole. Peccato che, ancora una volta, quel che vogliono far credere cozzi drasticamente con la realtà. La gran cerimonia è dedicata alla “svolta” sulle liste di attesa; pensare che, non troppo tempo fa, il presidente Acquaroli lamentava l’aumento della domanda, vera genesi delle problematiche. Tuttavia, quella realtà sta bussando prepotentemente alla porta della giunta regionale: le Marche spendono di più e curano di meno. A dirlo sono i cittadini, sono coloro che non possono aspettare il prossimo secolo per poter usufruire di una prestazione sanitaria, quelli che non riescono nemmeno a prendere un appuntamento. Ed è così che il grande annuncio è stato travolto da una valanga di commenti, i medesimi che si ascoltano parlando con la gente, che ricordano all’amministrazione regionale quanto sia lontana dal nostro pianeta, persa ormai in chissà quale galassia sconosciuta ai limiti dell’universo». E’ quanto dichiarato da Luca Piermartiri, esponente Pd ed ex segretario provinciale dei dem.
«Per troppo tempo questo territorio, schiacciato da un attendismo ingiustificato, ha pagato il prezzo del silenzio: utile forse per ottenere incarichi, molto meno utile per la comunità che si dovrebbe rappresentare. E per spiegarlo, dato che al contrario il sottoscritto non ha mai taciuto su quali sarebbero state le conseguenze delle politiche regionali (e nazionali), riporto le parole di Fratelli d’Italia, dichiarate a seguito delle elezioni amministrative appena terminate: “Eppure, mentre in Regione si governa insieme a Fratelli d’Italia, a Fermo si sceglie deliberatamente di combattere Fratelli d’Italia. Non si può essere “civici” contro i partiti dentro i confini comunali e poi diventare improvvisamente uomini di coalizione appena si oltrepassano quei confini. Non si può contrastare la politica nelle piazze e nei quartieri della città e, contemporaneamente, chiederne il sostegno”. E poi ancora: “Auspichiamo che la scelta civica di alcuni rimanga tale anche nelle prossime elezioni nazionali e regionali, senza approdi nei partiti politici per mera convenienza”. Al di là dei vari nomi che potrebbero essere associati a queste parole, è inutile nascondere che uno dei destinatari sia l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, già sindaco di Fermo. Sì, proprio quel sindaco che rinunciò, nonostante fosse primo cittadino della città capoluogo, nonché Presidente della Conferenza dei Sindaci, a battere i pugni sul tavolo, senza mai prendere una posizione netta sui problemi che attanagliavano la sanità. Quel silenzio, condiviso anche da tanti altri amministratori, lo ha fatto suo. Eppure- scrive in una nota Piermartiri – io ricordo il parere del collegio dei revisori dei conti, organo terzo e indipendente, sul bilancio regionale. Esso sottolineava infatti che “la sanità regionale è per pochi privilegiati”. Ed è questa la realtà, un fatto che cerca ancora di sfondare il muro di favole costruito intorno. Le liste sono chiuse! Per questo non si allungano ulteriormente; non esiste la possibilità nemmeno di essere inseriti. Il sistema regionale è ormai al collasso! Le parole magiche invece sono: “Presa in carico”.
Cosa che non dovrebbe essere conteggiata vista la situazione. Non a caso, dalla pronuncia di questa formula alla sua concretizzazione passano tempi intollerabili. Quando va bene. Sono abituato a confrontarmi con le persone e di storie ne ho sentite a iosa. C’è chi tenta da mesi di prenotare una mammografia per poi sentirsi dire, dopo essere stata in lista d’attesa, che ormai sono bloccate. Le chiamate si chiudono con un “le faremo sapere”; chi necessita di una risonanza magnetica, costretto però ad andare a pagamento perché non c’è posto in tutta la regione; chi, per gli stessi motivi, va fuori; chi continua a chiamare per i propri genitori, magari con più impegnative, ma non riesce a prenotarne neanche una; chi è in lista d’attesa da due anni senza che nessuno abbia mai richiamato; chi ha bisogno di visite cardiologiche…ma niente, non riesce a venirne a capo. Insomma, si potrebbe continuare all’infinito. Questa è la realtà, su altri pianeti continua invece la festa. E lì, tra coriandoli e stelle filanti, rimane chi, fermo in un angolo, continua a dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Nel frattempo la gente non può curarsi…e solo chi può si reca altrove o dai privati».
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