Da Torresi a Calcinaro passando per Marcozzi, le stilettate e i punti fermi di FdI: «Saremo opposizione senza ambiguità»

FERMO - Dopo le elezioni comunali vinte dal civico Alberto Scarfini, il gruppo consiliare dei meloniani ricostruisce i fatti. E si toglie non pochi sassolini dalla scarpa: «Auspichiamo che la scelta civica di alcuni rimanga tale anche nelle prossime elezioni nazionali e regionali, senza approdi nei partiti politici per mera convenienza»

Leonardo Tosoni in un recente scatto con Giorgia Meloni

Il ruolo di Fratelli d’Italia e il suo rapporto, tutto da definire, con l’amministrazione Scarfini. Il primo partito d’Italia, e ora anche a Fermo, e la posizione dei suoi quattro consiglieri comunali: opposizione pura e dura o possibili punti di contatto/accordo con la maggioranza. I rapporti con i civici che travalicano le mura cittadine e arrivano in Regione. Quelli tra il capogruppo regionale FdI, Andrea Putzu e l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, “dei ex machina” delle elezioni comunali. Temi che, dalla vittoria elettorale di Alberto Scarfini, nuovo sindaco della città capoluogo di provincia, stanno tenendo banco a Fermo. E sono uno degli argomenti su cui maggiormente si dibatte. Ma il candidato sindaco, ora consigliere comunale, Leonardo Tosoni, e gli altri tre eletti del partito della Meloni eletti in Consiglio, ossia Giacomo Alesiani, Gianluca Tulli e Rossano Romagnoli, non ci stanno. E dicono la loro con una ricostruzione che parte da lontano e arriva a puntualizzazioni attuali, anche piuttosto spigolose.

«In troppi parlano di Fratelli d’Italia Fermo: di quello che oggi è o dovrebbe essere, e di quello che farà. Spesso lo si fa senza comprendere le dinamiche politiche, senza cogliere i dettagli, senza conoscere la storia politica recente. O forse, anche per alimentare frizioni e divisioni all’interno di un partito che, proprio oggi è rinato, in questa città, dopo tanti anni. Sentiamo quindi l’esigenza di fare chiarezza, riavvolgendo il nastro degli ultimi anni, per chiarire una volta per tutte alcuni passaggi essenziali che hanno determinato lo scenario politico attuale» spiegano i consiglieri.

«L’ultima volta che il nostro simbolo è stato presente nelle elezioni comunali di Fermo era il 2015, appoggiando la candidatura a sindaco di Mauro Torresi, che al primo turno raggiunse il 9,15%, proprio con Non Mi Fermo e Fratelli d’Italia. Il ballottaggio che ne seguì, vide la vittoria di Paolo Calcinaro contro il centrosinistra, e l’ingresso di Mauro Torresi in giunta, che da quel momento, insieme al suo gruppo, avrebbe dovuto costituire il riferimento di Fratelli d’Italia all’interno dell’amministrazione comunale. Fu in quest’ottica che, nel 2020, per proseguire quella esperienza, si decise dolorosamente di rinunciare al simbolo, con l’obiettivo di rafforzare con la giunta uscente quelle sinergie poi progressivamente venute a mancare, nel secondo mandato, specie con Torresi, che ha di recente voluto marcare le distanze rivendicando la presenza di molte persone di sinistra, ostili a FdI, nella sua lista. In questo percorso va inquadrato anche il graduale avvicinamento del sindaco uscente, Paolo Calcinaro, al centrodestra, consolidatosi con la candidatura dello stesso alle elezioni regionali nella lista “I Marchigiani” a sostegno del presidente Francesco Acquaroli, di Fratelli d’Italia. Ecco perché, da parte di Fratelli d’Italia Fermo – rimarcano – c’è stata, nei mesi scorsi, la totale disponibilità a dialogare con il mondo civico ancora legato a Calcinaro; ecco perché il tentativo di trovare un accordo che consentisse la creazione di una grande coalizione di centrodestra, composta da civici e partiti. Va riconosciuto che, nonostante l’assenso di Paolo Calcinaro, almeno a parole, divenuto nel frattempo assessore regionale alla Sanità, alcune componenti della coalizione civica, paradossalmente proprio quelle che fino a dicembre 2025 erano state più affini a Fratelli d’Italia, hanno deliberatamente deciso di porre il veto, non solo sul simbolo di partito, ma anche sulle singole persone considerate rappresentative del partito stesso».

«A quel punto è venuto il tempo del coraggio, della strada in salita da percorrere in pochissimo tempo, ed è tornato il simbolo, con un gruppo di persone eterogeno, fatto di giovani e anziani, gente appassionata e competente che senza prospettive di posti e prebende ha deciso comunque di metterci la faccia. Questo anche per onorare l’accordo siglato tra i partiti del centrodestra e comunicato pubblicamente nel corso di una conferenza stampa congiunta a gennaio 2026, secondo il quale Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Udc sarebbero stati presenti con il proprio simbolo nella competizione elettorale cittadina. Dispiace costatare che qualcuno abbia disatteso l’impegno preso e preferito al proprio simbolo la costituzione di una lista civica lontana da quella stessa coalizione con cui si governa la regione e il paese. In quaranta giorni si è dunque raggiunto il 20,16%, e si è ricostruito il centrodestra nel capoluogo fermano, nonostante la già accennata mancanza di Forza Italia che, seppur ufficialmente estranea alla competizione elettorale, è poi risultata in primissima fila durante i festeggiamenti della vittoria, con la consigliera regionale Jessica Marcozzi accorsa in Piazza del Popolo a festeggiare il risultato della lista “Insieme per Scarfini”, composta da forzisti, improvvisamente venuti allo scoperto, e che ha eletto 4 consiglieri comunali. Si coglie dunque l’occasione per rispondere che, di fronte a proposte fantasiose di ingressi in giunta o di appoggi esterni improbabili quanto infondati, il nostro ruolo all’interno del consiglio comunale è chiaro ed è stato definito dalle elezioni amministrative«.

Da qui le conclusioni, incontrovertibili: «Saremo all’opposizione, senza alcuna ambiguità. Lo faremo rimanendo coerenti con il nostro essere, con il nostro stile, con il nostro modo di intendere la politica. Lo faremo senza pregiudiziali ma anche senza sconti, senza demagogia ma con fermezza. Vaglieremo le singole proposte della maggioranza, studieremo i tanti dossier che occuperanno il consiglio e la giunta, saremo collaborativi su quello che riterremo opportuno e di buon senso, ma saremo risoluti nel respingere quanto non consideriamo positivo per la città. Auspichiamo che la scelta civica di alcuni rimanga tale anche nelle prossime elezioni nazionali e regionali, senza approdi nei partiti politici per mera convenienza. Non consentiamo a nessuno di dire che le scelte politiche, la linea partitica di Fratelli d’Italia Fermo, sia decisa fuori dai confini cittadini. C’è un gruppo di fermane e di fermani, competenti e appassionati, dentro e fuori il consiglio comunale, che non rinunciando mai al dialogo, inteso come metodo primario di azione politica, sapranno individuare la linea opportuna da tenere, per il bene di Fermo, di Fratelli d’Italia Fermo, e del centrodestra cittadino oggi rinato, con cui tutti dovranno fare i conti».



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