I Carabinieri celebrano il 212esimo anniversario, oltre 4mila i reati perseguiti nel Fermano durante l’ultimo anno (Fotogallery)

CARABINIERI - La cerimonia, ha visto passare in rassegna i reparti da parte del Comandante Provinciale. Il Comandante Troiani ha rivolto nel suo discorso, un pensiero doveroso e sentito ai caduti di ogni epoca. Il pensiero riconoscente del Colonnello Troiani è andato poi ai carabinieri presenti, tra i quali molti sono impiegati presso le Stazioni Territoriali, che da sole si fanno carico di perseguire il 73% di tutti i reati denunciati

L’intervento del comandante provinciale dell’Arma, col. Gino Domenico Troiani

di Simone Corazza

Nella mattinata odierna, il Comandante Provinciale dei carabinieri di Fermo Col. Gino Domenico Troiani ha reso omaggio ai Caduti deponendo una corona d’alloro presso la targa in marmo commemorativa, in onore dell’Appuntato Alfredo Beni, insignito di medaglia d’oro al valor militare alla memoria e posta all’ingresso del Comando Provinciale. Sono poi partite le celebrazioni militari nel cortile della caserma, con una solenne cerimonia alla presenza del Prefetto, dei vertici della Magistratura Fermana, del Vescovo, del Questore, del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, di tutti gli ufficiali e funzionari delle altre autorità militari e civili della Provincia nonché di numerosi Sindaci.

La cerimonia, che ha avuto inizio alle ore 09,30 con uno schieramento di formazione rappresentativo di tutte le componenti dell’Arma in Provincia, ha visto passare in rassegna i reparti da parte del Comandante Provinciale. Il Comandante Troiani ha rivolto nel suo discorso, un pensiero doveroso e sentito ai caduti di ogni epoca. Il pensiero riconoscente del Colonnello Troiani è andato poi ai carabinieri presenti, tra i quali molti sono impiegati presso le Stazioni Territoriali, che da sole si fanno carico di perseguire il 73% di tutti i reati denunciati. I più di 4.000 reati perseguiti con le 1.200 denunce a piede libero e le 96 persone tratte in arresto nell’ultimo anno, restituiscono la consapevolezza che le 16 Stazioni diffuse capillarmente in provincia non sono solo uffici di polizia, ma incarnano l’essenza stessa della “rassicurazione sociale”, declinata in presidi di ascolto, accoglienza, vicinanza e assistenza per i cittadini, tanto nel capoluogo quanto nei centri costieri e nelle aree interne.

Particolarmente degna di nota l’esposizione dell’attività consuntiva dell’Arma fermana nell’anno trascorso che è stata ripercorsa dal Comandante Provinciale. Il Col. Troiani ha preliminarmente evidenziato come Fermo, insieme alle altre quattro province delle Marche, è stata coinvolta dall’adozione di un nuovo modello di controllo del territorio, pianificato insieme al Comando Generale, che verrà presumibilmente esteso all’intero territorio nazionale; un modello basato sul potenziamento dei Nuclei Radiomobili e su una maggiore caratterizzazione di alcune Stazioni in senso prettamente operativo e di altre in senso più precipuamente presidiario. I favorevoli risvolti che si riscontrano dall’attuazione della citata manovra, con una crescita dei servizi di pattuglia di circa il 30%, si devono allo straordinario e determinante impegno del personale e dagli spunti sempre costruttivi avanzati dalle associazioni professionali militari a carattere sindacale. 

L’accresciuta capacità preventiva, nelle parole del Colonnello Troiani, ha trovato la sua massima efficacia in questa provincia grazie anche al propulsivo coordinamento promosso dal Prefetto di Fermo ed alla guida del Sig. Procuratore della Repubblica, anche a mezzo delle chiarificanti ed direttive elaborate, nonostante le difficoltà organiche degli uffici che sostengono il lavoro quotidiano, per la corretta applicazione delle numerose innovazioni normative, che hanno caratterizzato nel recente passato la giurisdizione penale.

Il comandante provinciale dei carabinieri, col. Gino Domenico Troiani

Ed in questo ambito il comandante provinciale ha evidenziato alcuni pilastri che orientano l’opera di prevenzione e repressione dell’Arma di Fermo: un’impellente priorità è, senza alcun dubbio, la ferma azione contro le truffe agli anziani. Questo triste fenomeno delinquenziale non si esaurisce in un mero assalto patrimoniale, ma rappresenta un atto di vile aggressione psicologica e morale alle fasce più vulnerabili e preziose della società. Gi anziani, cresciuti nel rispetto dei principi e dei doveri civili, vengono cinicamente depredati non solo dei loro risparmi, ma soprattutto della fiducia nel prossimo, subendo ricadute devastanti fatte di umiliazione, vergogna e isolamento. A questa turpe pratica criminale, condotta da vere e proprie bande senza scrupoli, si sta cercando di rispondere colpo su colpo. I presidi dell’Arma di Fermo hanno intensificato gli sforzi ed attuato articolate strategie operative, ottenendo risultati repressivi tangibili e concreti: nell’ultimo anno 20 soggetti sono stati deferiti a piede libero all’Autorità Giudiziaria mentre 9 truffatori sono stati arrestati in flagranza di reato, permettendo il recupero di preziose somme di denaro e di refurtiva dal significativo valore affettivo.

Un altro caposaldo dell’azione dei carabinieri di Fermo è stato e continuerà ad essere la prevenzione e la repressione della criminalità giovanile e minorile. I fenomeni di devianza, bullismo, abuso di alcol e uso di droghe rischiano di pregiudicare lo sviluppo sano delle nuove generazioni. Sul piano del contrasto e della repressione, l’attenzione dell’Arma resta massima, specialmente contro chi specula sulla vita dei ragazzi. Il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti rappresentano una piaga corrosiva: le ripetute attività nel territorio fermano, o i molteplici arresti per spaccio di eroina, cocaina e hashish, dimostrano l’incessante e tenace pressione investigativa. Ma anche in questo ambito, l’approccio non può limitarsi alla repressione. 

La criminalità giovanile si contrasta innanzitutto promuovendo valori sani e la scuola si conferma il presidio democratico più importante della Nazione. Il Colonnello Troiani ha perciò evidenziato il ruolo di coloro che sono gli interpreti più autentici di quella che è una  vera e propria missione civile: quella di formare con energia e passione i cittadini di oggi e di domani attraverso l’educazione civica e la cultura della legalità; i dirigenti e gli insegnanti presenti alla cerimonia, in rappresentanza degli istituti superiori del fermano, “Montani”, “Temistocle Onesti”, “Ostilio Ricci”, “Fracassetti”, “Betti” e “Leonardo Da Vinci”,  ai quali il comandante Troiani ha rivolto un sentito ringraziamento, ricordando la metafora di uno dei grandi padri costituenti, Piero Calamandrei, il quale definiva “sarti” gli intellettuali, i giuristi e gli educatori, visti come “artigiani” che avevano il compito di tessere e adattare la stoffa della legalità alla carne della società, per creare una rinnovata coscienza civile e democratica nel popolo italiano, di chi doveva “cucire” addosso all’Italia uscita dal fascismo e dalla guerra una nuova veste democratica, modellata come un abito su misura, sui bisogni reali, sui diritti e sulla sensibilità morale dei cittadini. Nelle parole appassionate del Colonnello Troiani, “i nuovi sarti” sono i dirigenti scolastici ed insegnanti che con la capacità di tessere reti con il territorio, aprire le porte alle istituzioni, alle associazioni e alle forze dell’ordine, catalizzano la trasformazione delle scuole in veri e propri laboratori di cittadinanza attiva. L’Arma nell’alveo del coordinamento operato dalla Prefettura, ed insieme alle altre forze di polizia, quest’anno ha condotto una straordinaria campagna di diffusione della legalità nelle scuole di ogni ordine e grado, incontrando migliaia di studenti negli istituti di formazione in seminari e dibattiti aperti, per tradurre concetti astratti come la giustizia, la responsabilità e il rispetto del bene comune in gesti quotidiani e comprensibili, per ascoltare i dubbi dei ragazzi, accogliendone le provocazioni e trasformandole in occasioni di dibattito e crescita critica.

Un’altra emergenza è il drammatico fenomeno della violenza di genere, manifestazione criminale strutturale, fortemente radicata in disuguaglianze storiche e culturali. Anche l’Arma dei Carabinieri fermana sta affrontando questa piaga con la massima determinazione, avvalendosi sotto la guida solerte e sempre attenta della locale Procura della Repubblica, di un apparato penale tra i più avanzati in Europa per la tutela delle vittime. L’attenzione verso i soggetti più vulnerabili resta altissima e si traduce quotidianamente in azioni decise: numerosi sono i deferimenti per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, così come l’esecuzione tempestiva di misure cautelari quali allontanamenti dalla casa familiare e divieti di avvicinamento. Con un’incessante attività di tutela, moltissime donne sono state protette e indirizzate verso percorsi di salvezza presso i centri antiviolenza. Dal giugno 2025 ad oggi, le operazioni di repressione e di analisi del fenomeno, condotte dalle nostre articolazioni territoriali hanno consentito l’attivazione del Codice Rosso con conseguente arresto in flagranza di 5 individui e il deferimento in stato di libertà di 81 soggetti, per un totale di 86 casi che hanno visto coinvolti 54 italiani e 32 stranieri. Tuttavia, su questa tragedia pesano come macigni diversi fattori di ordine culturale, sociale ed economico e pertanto, l’azione predisposta e da programmare per il futuro deve essere incentrata sul “fare sistema” e “fare rete”. E’ stato attivato un approccio sistemico e multidisciplinare, operando fianco a fianco con l’Autorità Giudiziaria, le Aziende Sanitarie Territoriali, i Centri Antiviolenza e con le encomiabili organizzazioni no-profit del territorio. Continua l’azione sinergica e la preziosa collaborazione con il Soroptimist Club, che ha concesso in comodato quest’anno alla Stazione di Sant’Elpidio a Mare un supporto informatico ad elevata mobilità, che consente di agevolare l’attività di refertazione e di snellire ed umanizzare il più possibile le incombenze burocratiche. La Stanza tutta per sé, progettata per garantire alle vittime un’interlocuzione riservata, protetta e adeguata al momento della denuncia, resta un vanto ed un privilegio per questa caserma. È indispensabile perseverare agendo alla radice, contribuendo a cambiare la mentalità e la cultura, iniziando dai banchi di scuola, incrementare le campagne di sensibilizzazione per incentivare le denunce e promuovere programmi educativi che insegnino il rispetto reciproco, la gestione non violenta dei conflitti e l’uguaglianza. 

L’intensità dell’azione operativa è inoltre arricchita in maniera formidabile grazie al preziosissimo lavoro dei Reparti Speciali: i Carabinieri Forestali in prima linea per la “prossimità ambientale”, i Nuclei Tutela del Lavoro, della Salute e del Patrimonio Culturale, che insieme ai reparti territoriali realizzano un binomio operativo dalle grandi potenzialità.

«I risultati operativi si realizzano perché al centro della nostra Istituzione c’è l’Uomo – ha detto il comandante Troiani – non c’è efficienza senza una ferrea bussola etica, basata su militarità, competenza, coraggio e umiltà. L’umiltà, in particolare, è una virtù decisiva: essa genera la capacità di apprendere, di comprendere i bisogni del cittadino e di mettersi quotidianamente al suo servizio, anteponendo il bene comune al proprio interesse. Traendo linfa dal de Amicitia di Cicerone, dall’esse quam videri, cioè dall’essere più che sembrare, rifiutiamo la cultura dell’apparire per radicarci in quella dell’essere, fatta di affidabilità, integrità e azioni tangibili.»

In chiusura il Colonnello ha rivolto il suo personale ringraziamento alle famiglie dei carabinieri che, silenziosamente, condividono le rinunce, sopportano le assenze e offrono quel rifugio sereno e indispensabile per poter affrontare il servizio quotidiano. Il comandante ha poi invitato i militari a custodire gelosamente la fiducia che le istituzioni e i cittadini affidano all’Arma, incoraggiandoli a continuare ad operare con autorevolezza, senza cedere alle facili tentazioni del nostro tempo, mantenendo viva l’empatia verso i deboli e la severità verso chi viola la legge al fine di essere uno scudo sicuro per la protezione della libertà e dei diritti di tutti.

Successivamente sono state consegnate le “ricompense” ai Carabinieri maggiormente distintisi nelle attività di servizio e come di consueto i riconoscimenti sono stati consegnati dalle autorità di vertice presenti:

Encomio Semplice del Comandante della Legione Carabinieri “Marche” al Lgt. C.S. Corrado Badini, V. Brig. Moreno Ingegno, Car. Sc. Adriano Palacchino, Car. Gabriele Capobianchi, comandante ed addetti della Stazione di Porto Sant’ Elpidio, con la seguente motivazione: 

«Comandante ed addetti a Stazione Carabinieri, evidenziando elevata professionalità, spiccato acume investigativo ed encomiabile spirito di servizio, fornivano determinante contributo a complessa indagine nei confronti di un pregiudicato dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. l’operazione, che si concludeva con l’arresto in flagranza dell’indagato, il sequestro di 1,3 chilogrammi di cocaina, quantità minori di marijuana e denaro contante provento dell’attività illecita, riscuoteva diffusi consensi, esaltando il prestigio dell’Istituzione». Ha consegnato la ricompensa il Prefetto di Fermo Dr. Edoardo D’Alascio.

Elogio del Comandante della Legione Carabinieri “Marche” al Brig. Ca. Francesco Caruso, addetto alla Sezione di P.G. – Aliquota Carabinieri della Procura della Repubblica di Fermo, con la seguente motivazione: 

«Addetto alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Fermo, in possesso di spiccate doti militari, umane e professionali, ha svolto l’incarico con esemplare senso del dovere, irreprensibile condotta, impegno e dedizione. dando costantemente prova di incondizionata affidabilità, lealtà, perizia e profondo attaccamento al servizio, ha saputo armonizzare e finalizzare le attività assegnategli, di volta in volta dai sostituti procuratori di riferimento, distinguendosi per indiscussa competenza e non comuni capacità professionali, che gli hanno consentito di individuare soluzioni concrete, efficaci e tempestive, sempre aderenti agli obiettivi perseguiti dalla procura della repubblica di Fermo, contribuendo così in modo significativo ad accrescere il prestigio dell’istituzione». Ha consegnato la ricompensa il Procuratore della Repubblica di Fermo Dr. Raffaele Iannella.

Elogio del Comandante del Regional Command West dell’operazione “Joint Enterprise” in Kosovo, al Car. Sc. Mariagrazia Palmisano, addetta alla Stazione di Sant’Elpidio a Mare, con la seguente motivazione: 

«Carabiniere Scelto dell’Arma dei Carabinieri impiegata in qualità di addetto della 2° squadra di polizia militare del Regional Command West, nell’ambito dell’operazione “Joint Enterprise” in Kosovo, nel complesso contesto del teatro operativo balcanico, ha assolto egregiamente il proprio incarico, operando sempre con profondissima motivazione e grande spirito di sacrificio. Nel corso dell’intera durata del suo mandato, ha espletato con grandissima professionalità ogni compito assegnatole, impegnandosi senza risparmio di energie sostenendo egregiamente il comandante di squadra in numerose attività, nonché adempiendo senza riserve alla difficile gestione delle scorte ai convogli e al personale militare, operando sempre con solerzia e grande spirito di intraprendenza. Grazie alla buona padronanza delle lingue inglese e francese, ha egregiamente gestito i rapporti con i contingenti stranieri all’interno della base, nonché con gli altri assetti di polizia militare, redigendo atti e curando le comunicazioni in ambiente internazionale. In virtù delle brillanti capacità in suo possesso ha sempre proposto concrete e valide soluzioni a tutte le problematiche emerse, affrontandole in prima persona e risolvendole con successo, fornendo a tutti i colleghi un valido esempio. In possesso di elevate qualità umane e militari, un alto profilo professionale, un’etica comportamentale cristallina ed una condotta assolutamente impeccabile, si è dimostrata collaboratrice preparata, capace e animata da altissimo senso del dovere. per l’intera durata del proprio mandato in teatro operativo, grazie all’elevato rendimento in servizio, ha dato lustro all’immagine del Regional Command West, all’Arma dei Carabinieri e alla Nazione». Ha consegnato la ricompensa il Presidente della Provincia di Fermo, Dr. Michele Ortenzi.

La cerimonia per i 212 anni di fondazione dell’Arma si è conclusa con un vin d’honneur offerto a tutti gli ospiti nei locali della caserma.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti