«La risposta dell’amministrazione provinciale alla mia interrogazione sullo stato delle strade del territorio provinciale è la fotografia perfetta di un metodo di governo: tante parole, molti rinvii, pochissimi fatti». E’ quanto sostiene il consigliere provinciale di opposizione, Riccardo Strappa.
«Avevo chiesto – rimarca il consigliere – interventi urgenti su arterie che i cittadini percorrono ogni giorno mettendo a rischio la propria sicurezza. Cosa mi è stato risposto? Che le criticità sono “note”, “attenzionate”, “oggetto di monitoraggio”. Formule vuote, che si ripetono identiche da anni, mentre l’asfalto continua a sgretolarsi sotto le ruote di chi quelle strade le percorre davvero tutti i giorni. I numeri parlano chiaro. Sulla S.P. 28 Faleriense, tra Sant’Elpidio a Mare e Monte Urano, si annuncia un intervento da oltre 250.000 euro, ma l’esecuzione dei lavori è rinviata addirittura al 2028 e la situazione versa in queste condizioni da anni, altri due anni di attesa sono troppo. Sulla S.P. 165 Vecchia del Porto e sulla S.P. 108 La Corva, a Porto Sant’Elpidio, la solita formula sospesa: si interverrà “non appena si renderanno disponibili nuovi stanziamenti”. Tradotto: non si sa quando, non si sa se e non si sa come. Promesse senza data, senza copertura, senza impegno. Sulla S.P. 56 Monterubbianese, una strada di quasi 30 chilometri, si annunciano lavori per 580.000 euro, ma la curva pericolosa in corrispondenza della Chiesa del Santissimo Crocefisso, un punto critico per la sicurezza, è relegata a una fase successiva. Ad Amandola, la Variante ex Ferrovia è già stata colpita da un nuovo corpo di frana ad aprile 2026, a riprova di quanto sia fragile e tardiva la messa in sicurezza del territorio, mentre sulla S.P. 201 Bora i lavori accumulano l’ennesimo ritardo. Sulla S.P. 40 di Magliano di Tenna, dove una scarpata minaccia la stabilità della strada, non c’è nemmeno un progetto: solo la promessa di “predisporre uno studio di fattibilità”. Siamo ancora alla fase delle intenzioni, mentre il versante continua a cedere. È questo il modello: si interviene quando ormai è troppo tardi, dopo la frana, dopo l’emergenza, mai prima».
«La verità è una sola la nostra rete viaria, oltre 760 chilometri che attraversano 40 Comuni, è gestita con una cronica carenza di fondi e di personale, e con una programmazione che procede a singhiozzo, ostaggio dei finanziamenti ministeriali e regionali che arrivano col contagocce. La maggioranza si nasconde dietro i tagli statali e la “Legge Delrio” per giustificare l’immobilismo, ma governare significa fare scelte, stabilire priorità, sbattere i pugni e lamentarsi quando vi è necessità. Sono anni che governano a tutti i livelli (nazionale, regionale e provinciale) e la situazione viaria è peggiorata sensibilmente. Dovevano abolire la “riforma Delrio”, dovevano aumentare i finanziamenti alle province, ma nulla di tutto ciò è stato fatto, anche qui solo promesse. I cittadini non chiedono comunicati trionfalistici sui “massimi livelli storici” di spesa. Chiedono strade sicure, percorribili, manutenute con continuità; meritano amministratori che si assumano le proprie responsabilità invece di scaricarle su Roma o sul futuro. Concludo con un ringraziamento sincero al collega Manolo Bagalini, con cui ho condiviso questo percorso di impegno e di battaglie a tutela del territorio. Lui non continuerà il suo lavoro in Provincia e per questo desidero fargli i miei più sentiti ringraziamenti per quanto fatto in questi anni. Un grande in bocca al lupo al suo sostituto Roberto Borboglini che saprà farsi valere, che rappresenterà al meglio le aree interne e che porterà una nuova voce in consiglio provinciale».
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