“Armata di Pentecoste – Sciò la Pica”: a Monterubbiano tutto pronto per l’edizione 2026. Svelati i nomi dei cavalieri

MONTERUBBIANO - Ecco il programma della rievocazione storica. La neoeletta sindaca di Monterubbiano, Anna Maria Albanesi, è anche presidente dell'Armata di Pentecoste (in quanto sindaco, lo prevede il regolamento): «Per me è un'emozione ricoprire il ruolo di primo cittadino ma anche di Presidente dell'Armata di Pentecoste, questa è una festa che ho sempre vissuto da spettatrice e che mi emoziona fin da quando ero piccola. Sciò La Pica è la festa di tutta Monterubbiano, è la nostra festa e la nostra cultura. Sono grata a chi custodisce e riesce a tramandare questa festa e la tradizione con particolare fedeltà alla storia»

La sindaca Anna Maria Albanesi con i rappresentanti delle Corporazioni

di Serena Murri

A Monterubbiano, dal 21 al 23 giugno, torna la storica iniziativa “Armata di Pentecoste – Sciò la Pica”. L’attesissima Giostra dell’Anello si terrà domenica 21 giugno alle 16. «Siamo tutti protagonisti di questa festa» le dichiarazioni della sindaca Anna Maria Albanesi. La sessantunesima edizione della rievocazione storica, è stata presentata questa mattina al teatro Pagani di Monterubbiano. Con l’occasione, sono stati rivelati i nomi dei cavalieri che gareggeranno alla Giostra dell’Anello, e che saranno Lorenzo Melosso (Corporazione Artisti), Nicholas Lionetti (Corporazione Mulattieri), Luca Innocenzi (Corporazione Bifolchi), Gertian Cela (Corporazione Zappaterra).

I ragazzi del Liceo artistico

La neoeletta sindaca di Monterubbiano, come avviene da sempre, in quanto primo cittadino, è anche presidente dell’Armata di Pentecoste: «Per me è un’emozione ricoprire il ruolo di primo cittadino ma anche di Presidente dell’Armata di Pentecoste, questa è una festa che ho sempre vissuto da spettatrice e che mi emoziona fin da quando ero piccola. Sciò La Pica è la festa di tutta Monterubbiano, è la nostra festa e la nostra cultura. Sono grata a chi custodisce e riesce a tramandare questa festa e la tradizione con particolare fedeltà alla storia. L’amministrazione si è trovata la macchina organizzativa già ben avviata e ringraziamo chi ha lavorato per questo. Quindi grazie ancora per il lavoro svolto a tutti i volontari, ai dipendenti comunali, alle Corporazioni, alla Pro Loco e a chi partecipa a vario titolo. Siamo distinti attraverso le corporazioni ma uniti nell’intento della festa che ci fa riscoprire il senso di comunità e la storia che ci appartiene. Sciò la Pica per la nostra comunità è un’emozione continua. Ognuno di noi ha un ricordo relativo alla Festa e ogni anno lo rivive e non vede l’ora di esserne nuovamente protagonista. Siamo quindi tutti protagonisti di una ricorrenza che è anche simbolo della Regione Marche e che continua a incarnare un nostro modo di essere diversi tra corporazioni ma uniti nell’intento più profondo della Festa: rafforzare il senso di comunità, riportandoci alla nostra storia e alle tradizioni che ci uniscono. Non mancate 20, 21 e 23 giugno a Monterubbiano, perché una Festa che è prima di tutto una gioia per la propria gente, non può che essere un’esperienza da vivere per chiunque vi partecipi».

Il Liceo artistico

Nicola Seri, responsabile del cerimoniale ha spiegato: «Siamo riusciti a fare una festa particolareggiata, limandola e migliorandola, dove potevamo. È un evento che s’interseca tra la storia e la tradizione che ci porteremo sempre dietro, senza dimenticare che i colori delle corporazioni sono inventati ma non si può scindere la tradizione dalla storia. Il colore delle corporazioni corrisponde all’appartenenza, è il simbolo della nostra comunità che crede nella Pentecoste e nei suoi valori. Abbiamo corporazioni che sono associazioni di lavoratori del 1200, dunque, molto antiche. Quella che presentiamo è una festa molto complessa, per raccontarla non basta un video, va vissuta, studiata e portata avanti con conoscenza. L’obiettivo della rievocazione è riportare alla luce quello che è stato, quest’appuntamento non si è fermato mai, neanche durante la guerra. Anche durante il Covid, si è fatta la benedizione dei ceri».

 Una rievocazione all’insegna, dunque, della valorizzazione di una tradizione storica e della partecipazione di una comunità intera, con al centro i giovani, tantissimi impegnati nell’ideazione, organizzazione e realizzazione di Sciò la Pica. E giovani sono anche gli studenti e le studentesse del Liceo ‘Caro – Preziotti – Licini’ di Fermo, che collaborano alla manifestazione realizzando i premi per i vincitori della Giostra dell’Anello, uno dei momenti più iconici della Festa. I lavori artistici, che gli studenti hanno realizzato e che diventeranno premi, sono opera degli alunni dell’indirizzo Design dell’oreficeria e dei metalli, guidati dal prof. Fabio Zeppa. Come detto, oggi è stato quindi dettagliato il programma degli eventi del 20, 21, 23 giugno. Protagonisti di tutte le giornate di festeggiamenti saranno gli ospiti inglesi di Winster che parteciperanno a Sciò la Pica, per omaggiare il gemellaggio che unisce da decenni le città.

Ecco ciò che ci aspetta per questa nuova edizione 2026: si inizia il 20 giugno con varie attività: alle ore 16:30 ci aspettano le prove ufficiali della Giostra dell’Anello, alle ore 17:30 la Lettura del Bando della Festa dell’Armata di Pentecoste lungo le vie del paese, fino a quando dalle ore 19:00 verranno aperti gli stand gastronomici a cura della Pro Loco “Luigi Centanni”. Alle 21:15 del sabato 20 giugno sarà premiata la Corporazione vincente della Giostra dell’Anello 2025, e la bussolazione ed estrazione dell’ordine di partenza per la Giostra dell’Anello del giorno successivo. A seguire, ad incantare i partecipanti ci sarà uno Spettacolo del Musici e Sbandieratori dell’Armata di Pentecoste e dell’Ente Palio dei Terzieri di Trevi (PG).

La sindaca Anna Maria Albanesi con i rappresentanti del liceo artistico

Domenica 21 giugno è certamente la giornata più attesa della Festache inizierà già dalle ore 10, quando partirà il Corteo storico dell’Armata di Pentecoste, con la Processione e offerta dei ceri delle Corporazioni alla SS. Maria del Soccorso, rito tradizionale dello Sciò la Pica, e alle ore 11:30 la Santa Messa in onore di Santa Maria del Soccorso. Poi apriranno di nuovo gli stand gastronomici a cura della Pro Loco “Luigi Centanni”, fino a quando, dalle ore 15:00, in Piazza T. Calzecchi Onesti partirà il Corteo Storico dell’Armata di Pentecoste con la delegazione del Palio dell’Assunta di Fermo, della Contesa della Margutta di Corridonia e l’Associazione “Tradizioni Sanginesine” di San Ginesio. Ma sarà poi alle 16 che si svolgerà l’evento più prestigioso dell’intera rievocazione, che unisce grandi e piccini, appassionati e curiosi: la Giostra dell’Anello (vendita biglietti su ciaoticket.com), per 120 minuti densi di adrenalina che restano, anno dopo anno, nella storia dell’Armata e racchiudono tutta la passione per l’intera Festa. Una volta terminata la gara, l’appuntamento sarà di nuovo in Piazza T. Calzecchi Onesti per la Premiazione del Cavaliere e della Corporazione Vincente, e un imperdibile spettacolo dei Musici e Sbandieratori dell’Armata di Pentecoste. E dalle ore 20:00 ancora stand gastronomici. La Festa si ferma poi per un giorno, per riprendere il martedì 23 giugno per i consueti Pranzi delle Corporazioni e dalle ore 16:00 del pomeriggio baccanali e giochi popolari presso il Parco di San Rocco. Una Festa per tutti, che sa unire tradizione, storia e innovazione, che sa coinvolgere al meglio le nuove generazioni e, in questo modo, un’intera comunità. Tutte le informazioni sui canali social dell’Armata di Pentecoste – Sciò la Pica

Il teatro Pagani di Monterubbiano

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 LA RIEVOCAZIONE

La rievocazione storica dell’Armata di Pentecoste – Sciò la Pica è la “Festa” di un’intera comunità e di un intero territorio. Alla componente sacra dell’omaggio alla Vergine Maria del Soccorso, che liberò la nobile Terra da un tiranno, si unisce la tradizione dello Sciò la Pica, con cui si ricorda Il Ver Sacro, la migrazione degli antichi giovani Sabini che, seguendo il volo del picchio, si stabilirono in queste terre divenendo Piceni. Una tradizione che si rinnova a memoria d’uomo e che si è innestata nella celebrazione religiosa del 1500. Sono loro, i Guazzarò, vestiti con un abito in tela bianca che al mattino chiudono la processione con un preciso rituale: uno di loro simula di piantare l’albero di ciliegio tra battiti di canne, mentre un altro sbruffa del vino bevuto da una borraccia in segno di buon auspicio e fortuna. Fulcro della Festa sono le quattro antiche Corporazioni simbolo sociale ed economico della comunità, a cui si uniscono le rappresentanze civili e religiose, in un corteo storico. La figura centrale della solenne manifestazione è il Capitano d’Armata, seguito dai suoi giovani armati che attendevano all’ordino pubblico durante il periodo di franchigia, in cui la Terra era libera da dazi e tasse.  Al momento religioso segue quello ludico della Giostra all’Anello quando i quattro cavalieri si sfidano in un’avvincente gara che, ieri come oggi, accende gli animi di tutti.

 


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